Descrizione




Leonardo da Vinci – La Battaglia di Anghiari (dettaglio)
È l’unica opera di Leonardo nella nostra collezione che non esiste più. Nel 1503 il gonfaloniere fiorentino Piero Soderini gli commissionò un enorme dipinto murale per il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio – il contratto fu firmato da Niccolò Machiavelli. Doveva essere grande il doppio dell’Ultima Cena. Leonardo lo abbandonò nel 1505 e a metà Cinquecento Giorgio Vasari lo ricoprì con i propri affreschi.
Due giganti nella stessa sala
Sulla parete opposta della stessa sala la città commissionò a Michelangelo la Battaglia di Cascina. Fu l’unica volta in cui Leonardo e Michelangelo lavorarono allo stesso progetto, e la vicinanza delle due pareti non fece che inasprire la loro rivalità. Neppure l’opera di Michelangelo fu mai portata a termine. La sala che avrebbe potuto essere il più grande incontro della pittura rinascimentale rimase senza entrambe.
Perché il dipinto non c’è più
Leonardo non dipinse a fresco. Sperimentò una tecnica a olio, con olio di noce sul muro, affine all’encausto, e fece accendere grandi fuochi sotto la parete per far asciugare i colori. La sala era troppo vasta: il calore non arrivava alla parte alta, i colori si sciolsero sull’intonaco e colarono verso il basso. Dopo pochi mesi abbandonò il lavoro. Non fu un difetto di disegno ma un esperimento che non tenne – la stessa audacia che nell’Ultima Cena portò allo sfaldarsi dello strato pittorico già in vita sua.
Che cosa vedete davvero in questo quadro
Il gruppo centrale di quattro cavalieri che si contendono lo stendardo è chiamato Lotta per lo stendardo. Non esistendo l’originale, lo conosciamo solo dalle copie. La nostra riproduzione segue il disegno di Peter Paul Rubens (1604 circa, matita nera, penna e inchiostro con lumeggiature bianche, 45,2 × 63,7 cm) conservato al Louvre: lo diciamo apertamente, è la riproduzione di una copia di Rubens di un Leonardo perduto, non dell’originale. Si è conservata anche la Tavola Doria, antica copia dipinta del gruppo centrale.
«Cerca trova» – una domanda ancora aperta
Nell’affresco vasariano della Battaglia di Marciano (1572), nella stessa sala, sventola una bandierina verde con la scritta Cerca trova. Lo studioso Maurizio Seracini vi lesse un indizio lasciato da Vasari: che la parete di Leonardo fosse rimasta nascosta dietro la sua. I sondaggi del 2012 trovarono solo frammenti di pigmento e non confermarono la presenza di alcunché dietro l’affresco. La domanda resta aperta e così la presentiamo – come un enigma, non come un fatto.
La nostra riproduzione dipinta a mano
Nelle fotografie qui sopra potete vedere la nostra riproduzione dipinta a mano di questo quadro. Ogni quadro su tela dipinto a mano viene realizzato su ordinazione nel nostro laboratorio, mai riprodotto meccanicamente. Come quadro d’arte o quadro da parete ha grande forza in uno studio, in una biblioteca o in soggiorno. Se vi interessano le opere non finite di Leonardo, guardate anche l’Adorazione dei Magi; la sua opera più celebre resta la Gioconda, nata negli stessi anni fiorentini.
- Originale: dipinto murale per Palazzo Vecchio, 1503–1505 – perduto, ricoperto dagli affreschi di Vasari
- Il nostro modello: disegno di Rubens da Leonardo, 45,2 × 63,7 cm, matita nera, penna e inchiostro
- Conservato: il disegno di Rubens è al Louvre di Parigi; l’originale di Leonardo non esiste
- La nostra esecuzione: dipinta a mano su tela, da 40 × 29 cm a 150 × 110 cm, da 600 €









































