Descrizione
Autoritratto con cappello floscio – nel catalogo il cappello è una voce a sé
Il pittore si è dipinto in torsione di tre quarti: il corpo volge a sinistra, il viso verso destra. In capo porta un morbido cappello verde-ocra dalla tesa abbassata, la cui ombra taglia la fronte; sotto si vedono la fronte alta e un orecchio grande, e il viso porta una folta barba grigio-verde. La giacca è blu-verde scuro, stesa a larghe pennellate. Dietro sta una parete di macchie verdi, grigie e violacee smorte. La tela misura 60 × 49 cm, fu eseguita nel 1894 e si trova oggi a Tokyo, al museo Artizon. Da noi la riprende la mano del pittore: un quadro dipinto a mano su tela, olio su tela, e non è una stampa.
Perché il cappello ha una sua voce
Il catalogo ragionato colloca questa tela sotto due voci insieme: autoritratto e, separatamente, autoritratto con cappello. La seconda voce non esiste per ragioni di moda ma di quantità: lo stesso volto ritorna in quest’opera tante volte che dal volto soltanto non lo si distingue più. Il copricapo diventa un’etichetta: da esso si sa quale tela sia quale. Il cappello, qui, non è un ornamento ma il dato con cui si ritrova l’opera.
Una data che due registrazioni confermano
La datazione di quest’opera è insolitamente ferma. Rewald la pone nel 1894, e la fotografia d’archivio di Vollard, al numero 92, reca un’annotazione con lo stesso anno. Il più antico elenco di Venturi oscillava fra il 1890 e il 1894, ma le fonti più recenti si assestano sul 1894. Che in Cézanne due registrazioni indipendenti concordino su un anno solo non è la regola: più spesso divergono.
Il viaggio a Tokyo e il bordo non finito
Dal negozio di Vollard, attraverso collezioni parigine, l’opera partì per il Giappone sorprendentemente presto: era a Tokyo già entro il dicembre 1920, quattordici anni dopo la morte del pittore, e da allora vi è rimasta. Lungo il margine sinistro e in basso a sinistra la tela non è affatto coperta – si vede la preparazione nuda, cosa frequente in questo pittore, di cui parla più precisamente I pioppi. Un altro volto dello stesso percorso lo porta Arlecchino.
Il ritratto è costruito su tre masse: il cappello, la barba e la giacca, tutte e tre scure, e il viso fra esse è l’unica superficie calda. Per questo l’opera resta quieta anche in un ambiente piccolo e non chiede una luce forte; sta bene in uno studio, in una biblioteca o in un corridoio. Poiché la tela è verticale, la misura minima parte da 41 × 50 cm e la massima arriva a 148 × 180 cm. Le misure intermedie le tendiamo su misura personalizzata, e come starà nella cornice lo mostra la nostra applicazione per la resa 3D. Dallo stesso museo di Tokyo, fra i nostri quadri d’arte su tela, viene anche Scodella e lattiera.
- Soggetto: Autoritratto con cappello floscio, Paul Cézanne, 1894, Artizon Museum, Tokyo
- Tecnica: quadro dipinto a mano, olio su tela, riproduzione
- Formati: 15 dimensioni, su richiesta anche misura personalizzata
- Curiosità: il catalogo riserva una voce propria agli autoritratti con copricapo









































