Descrizione
Ritratto di Suzanne Bambridge – l’abito che inghiotte la figura
La donna siede rivolta quasi frontalmente verso di noi, in un lungo abito scuro a minuti motivi floreali che la copre dal collo fino a terra. Al collo porta un ampio bordo chiaro, e le mani sono congiunte in basso, presso il margine sinistro del quadro. Dietro di lei una parete è dipinta in un freddo blu-verde, sul quale si snodano motivi vegetali; a destra si vede un pezzo di schienale rosso. Il volto è serio e calmo, lo sguardo rivolto un poco accanto a noi. L’opera nacque nel 1891, durante il primo soggiorno del pittore a Tahiti, ed è conservata ai Musei reali delle Belle Arti del Belgio a Bruxelles con il numero di inventario 4491. La misura è 70 x 50 cm, dunque formato verticale; la scheda del museo la indica come altezza per larghezza.
Il motivo che inghiotte il corpo
L’abito non è dipinto come una veste che aderisce al corpo, ma come una grande superficie cosparsa di piccoli fiori. Le spalle, la vita e le ginocchia vi si perdono: non ci sono pieghe che mostrino dove il corpo si piega. Per questo dal quadro escono davvero soltanto due cose: il volto e una mano. Tutto il resto è motivo.
Due punti chiari in una superficie scura
È proprio per questa disposizione che il ritratto appare così raccolto. Il bordo chiaro al collo e la pelle chiara delle mani sono gli unici punti che interrompono la massa scura dell’abito, e l’occhio si sposta fra essi in su e in giù. La parete blu-verde sul fondo è fredda e uniforme, così che nulla distoglie l’attenzione da questo percorso verticale.
Quello che la scheda del museo indica
Il registro del museo indica il pittore, l’anno 1891, la tecnica a olio su tela, il nome della persona ritratta e il fatto che sulla tela vi siano una firma e una data. La trascrizione della firma non è qui riportata segno per segno: dal solo dipinto non possiamo giudicare con sicurezza ogni singolo segno, e non correggiamo una scheda di museo. Quello che possiamo dire è che la firma sulla tela è visibile.
Come nasce una riproduzione dipinta a mano
Le riproduzioni di quadri famosi da noi nascono esclusivamente a mano, a olio su tela, pennellata dopo pennellata. In questo motivo la parte più impegnativa è proprio il disegno dell’abito: i fiori devono restare minuti e irregolari, altrimenti l’abito diventa una tappezzeria e il ritratto perde peso. Prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.
- Soggetto: una donna seduta in un lungo abito scuro a fiori davanti a una parete blu-verde.
- Tecnica: olio su tela, la superficie scura dell’abito e due punti chiari.
- Misure: formato verticale, da 35 x 50 cm a 140 x 200 cm; spesso si scelgono 50 x 70 cm e 65 x 90 cm.
- Curiosità: dalla grande superficie scura dell’abito emergono soltanto il volto e una mano.
Se le interessa lo stesso periodo, guardi anche Nevermore (O Tahiti), Tre donne tahitiane e Ia Orana Maria.









































