Paul Cézanne – La montagna Sainte-Victoire vista da Bibémus

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Descrizione

La montagna Sainte-Victoire vista da Bibémus – la tela comprata da due sorelle di Baltimora

In primo piano stanno blocchi ocra della cava, tagliati in superfici piatte, e su di essi cresce una bassa vegetazione verde; a destra un pino sale per tutta l’altezza della tela con un ramo sottile e scuro. Dietro la cava si leva la massa grigio-azzurra della montagna Sainte-Victoire con la sua cresta netta, e sopra un cielo blu. Il quadro dipinto a mano su tela riprende quest’opera di Cézanne del 1897 circa, che nell’originale misura 65,1 × 81,3 centimetri ed è conservata al Baltimore Museum of Art con il numero d’inventario 1950.196.

Claribel ed Etta Cone

La scheda del museo per questa tela non finisce con il nome dell’istituzione: indica la collezione Cone, formata dalla dottoressa Claribel Cone e dalla signorina Etta Cone di Baltimora. Claribel Cone (1864-1929) era medico di formazione, Etta Cone (1870-1949) pianista. Fra il 1906 e il 1949 acquistarono più di settecento opere di Henri Matisse, e la loro raccolta arrivò a circa tremila oggetti. Questa tela fu comprata il 2 luglio 1925 da Claribel. La collezione giunse al Baltimore Museum of Art nel 1950 per lascito di Etta Cone, e l’ala del museo intitolata alle sorelle fu inaugurata il 23 febbraio 1957.

Da Vollard a Baltimora

Il primo proprietario noto fu il mercante Ambroise Vollard a Parigi. Dopo di lui la tela passò al collezionista parigino Maurice Gangnat, che la prestava anche alle mostre. Alla vendita della collezione Gangnat la rilevò la Galerie Bernheim-Jeune, e una settimana più tardi Claribel Cone. Nel 1950 entrò al Baltimore Museum of Art, dove porta il numero 1950.196: le prime due cifre dicono l’anno in cui il museo ricevette la collezione.

Sette giorni dalla sala d’aste

Le date della provenienza sono insolitamente ravvicinate. Il 25 giugno 1925 la tela fu venduta alla vendita della collezione Gangnat all’Hôtel Drouot di Parigi con il numero 162, e lo stesso giorno la prese la Galerie Bernheim-Jeune. Già il 2 luglio 1925, dunque sette giorni dopo, risultava intestata alla dottoressa Claribel Cone a Baltimora. Fra la sala d’aste parigina e una raccolta americana passò una sola settimana.

Bibémus – il luogo che sta nel titolo

Il catalogo ragionato indica per questa tela, fra i luoghi, Bibémus, e fra i motivi naturali la montagna Sainte-Victoire, il pino, le rocce e gli alberi. Bibémus è una cava a est di Aix, e il titolo dice che la veduta della montagna è presa proprio da lì: non da un paesaggio aperto, ma da mezzo a pareti tagliate. È per questo che il primo piano è così insolito: ciò che altrove sarebbe un prato o un campo, qui sono blocchi di pietra ocra lasciati dall’escavazione, e il colore della pietra è il colore del suolo di tutto il dipinto.

Come è costruita la roccia

La pietra è dipinta come una serie di superfici piatte, quasi rettangolari, poste l’una accanto all’altra; una sola pennellata copre spesso l’intera parete di un blocco, così che le rocce si leggono come muri e non come fratture naturali. Il verde invece è steso in tocchi brevi e tondi. La montagna sul fondo è fatta delle stesse superfici della cava, solo in grigio-azzurro, ed è proprio per questo che primo piano e vetta sembrano un unico corpo visto due volte. Nel registro di magazzino di Vollard la tela, al numero 3479, è descritta come «olio; in primo piano blocchi di rocce rosse su cui crescono arbusti verdi, sul fondo la montagna Ste Victoire», e accanto stanno la misura di 65 × 81 centimetri e il prezzo di 200 franchi.

Esposta dapprima come «la montagna rocciosa»

Nell’ottobre 1907 la tela era alla retrospettiva di Cézanne del Salon d’Automne, al Grand Palais di Parigi, con il numero 39 e sotto il titolo La Montagne rocheuse, la montagna rocciosa; la prestò Gangnat. Dopo l’arrivo a Baltimora fu nel 1949 nella mostra di una scelta dalla collezione Cone, nel 1950-1951 a Filadelfia nella Diamond Jubilee con il numero 86, nel 1951 di nuovo a Baltimora e nel 1952 a Chicago con il numero 108, da dove viaggiò al Metropolitan Museum of Art di New York.

È un paesaggio chiaro e ampio, con un forte andamento orizzontale, e regge quindi bene una parete grande e la distanza – sopra un divano o in un corridoio, dove lo si può vedere da lontano. Lo dipingiamo in quindici formati, da 50 × 40 a 180 × 143 centimetri, le misure intermedie le tendiamo su telaio su misura e l’effetto a parete lo mostra in anticipo la nostra applicazione 3D. Lo stesso motivo porta anche La montagna Sainte-Victoire, e dai dintorni di Aix vengono Jas de Bouffan, lo stagno e I pioppi.

  • Soggetto: La montagna Sainte-Victoire vista da Bibémus, Paul Cézanne, 1897 circa, Baltimore Museum of Art
  • Tecnica: quadro dipinto a mano, olio su tela, riproduzione
  • Formati: 15 dimensioni, su richiesta anche misura personalizzata
  • Curiosità: dall’asta parigina a una collezione americana la tela impiegò sette giorni, fra il 25 giugno e il 2 luglio 1925

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