Paul Cézanne – Uomo seduto

da 130,00 

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Descrizione

Uomo seduto – che cosa tiene in mano, e perché il registro non è d’accordo con sé stesso

Un uomo dai capelli grigi e dai baffi grigi siede rivolto verso chi guarda, in giacca scura, camicia bianca e cravatta a farfalla nera. Tiene entrambe le mani sulle ginocchia; sotto la mano sinistra sta un foglio bianco piegato, con del testo. A sinistra dietro di lui c’è un cassone di legno con una stoffa bianca che ne scavalca il bordo, a destra pende una tenda a fiori con fogliame blu e bruno, e fra i due si stende una parete rosso mattone. Il quadro dipinto a mano su tela riprende quest’opera tarda di Cézanne, del 1898-1900, che nell’originale misura 102,5 × 75,5 centimetri ed è conservata al Nasjonalgalleriet di Oslo con il numero NG.M.01287.

Giornale o libro

Il catalogo ragionato elenca per questa tela nove titoli, e quattro parlano dello stesso oggetto senza mettersi d’accordo. L’homme au journal significa l’uomo con il giornale, Bauer, Zeitung lesend contadino che legge il giornale, Lesender Mann dice soltanto che legge, e Sitzender Mann mit Buch uomo seduto con un libro. Il mercante Ambroise Vollard, che ebbe la tela nel proprio negozio, annotò nel registro un journal, un giornale. Sulla tela l’oggetto giace piatto sul ginocchio sinistro, piegato a metà, senza copertine, senza dorso e senza blocco di pagine. Che cosa fosse, il registro lo dice in due modi diversi; ciò che è dipinto è un foglio ripiegato, non rilegato.

Una stanza che si poteva elencare

Dietro l’uomo seduto non c’è il vuoto ma un angolo messo in ordine con precisione. A sinistra il cassone di legno che il catalogo registra fra gli arredi come coffre, con una stoffa bianca gettata sopra. A destra la tenda a motivi floreali, che il catalogo elenca sotto ben tre voci: tenda, tessuto con fogliame blu e bruno, e stoffa a fiori. La parete fra i due è rosso mattone. È proprio quel rosso a tenere insieme il dipinto: la giacca grigio-blu vi rimbalza contro e le mani restano le sole superfici calde e chiare della metà inferiore. L’uomo non mostra nulla e non fa nulla: sta seduto diritto, le mani sulle ginocchia, come sta seduto chi è stato pregato di sedersi.

Da Odilon Redon a Oslo

Il primo proprietario noto di questa tela fu il pittore Odilon Redon, a Parigi. Dopo di lui la ebbe il mercante Ambroise Vollard, poi il collezionista fiorentino e parigino Egisto Fabbri, e il 31 maggio 1912 la rilevò Paul Cassirer a Berlino. Da Cassirer tornò a Vollard – che in questa catena compare due volte – e nel marzo 1918 arrivò a Oslo. Sei proprietari in poco più di vent’anni, e il primo di essi era un uomo che dipingeva.

Dono degli Amici della Galleria, marzo 1918

La scheda del museo per quest’opera non dice soltanto dove si trova, ma anche come ci è arrivata: dono degli Amici della Galleria nazionale, 1918. La tela non fu dunque acquistata dall’istituzione con i propri fondi, ma donata dall’associazione che la sostiene. È interessante che in città l’avessero già vista quattro anni prima: nell’autunno del 1914 era esposta proprio in quella galleria alla mostra Fransk Kunst, in prestito da Vollard. La città allora si chiamava Kristiania: prese il nome di Oslo solo nel 1925. Entrambe le cose stanno nel registro, una dopo l’altra.

Cinque città prima di Oslo

Prima di fermarsi al nord, la tela viaggiò per qualche anno. In aprile e maggio del 1912 era a Berlino da Paul Cassirer con il numero 7, come Lesender Mann, prestata da Vollard; dal 25 maggio al 30 settembre dello stesso anno fu a Colonia alla mostra del Sonderbund con il numero 142, là intitolata Sitzender Mann mit Buch – nelle stesse due rassegne figurava allora anche il Contadino con la blusa blu. Nel 1914 seguirono Copenaghen con il numero 24 e poi Kristiania, e nella primavera del 1917 Stoccolma con il numero 3, dove il registro la segnala con una riserva sull’identificazione. Nel 1936 era all’Orangerie di Parigi con il numero 89 e nel 1952 a Chicago.

Che cosa scrisse Vollard accanto al numero 3868

Nel registro di magazzino di Vollard questa tela porta il numero 3868, e accanto una descrizione che percorre la stanza pezzo per pezzo: huile; portrait d’homme tenant un journal à la main assis et les deux mains sur ses genoux un buffet fond rideaux – olio; ritratto d’uomo che tiene un giornale in mano, seduto con entrambe le mani sulle ginocchia, una credenza, sul fondo tende. Accanto stanno la misura di 104 × 76 centimetri e il prezzo di 200 franchi. Tutto ciò che il mercante elencò è sulla tela: le mani sulle ginocchia, il cassone, le tende. Nel campo delle persone il catalogo non dà un nome al modello: annota soltanto che non è identificato.

Quest’opera ha una calma insolitamente pesante: un solo uomo seduto, due colori fra parete e tessuti, nessun avvenimento. Per questo regge bene in un ambiente dove ci si trattiene a lungo – una sala da pranzo, una biblioteca, una sala d’attesa. La dipingiamo in quindici formati, da 41 × 55 a 133 × 180 centimetri, le misure intermedie le tendiamo su telaio su misura e l’effetto a parete lo mostra in anticipo la nostra applicazione 3D. Fra i ritratti tardi ci sono anche il Ritratto di Gustave Geffroy e la Donna con caffettiera.

  • Soggetto: Uomo seduto, Paul Cézanne, 1898-1900, Nasjonalgalleriet, Oslo
  • Tecnica: quadro dipinto a mano, olio su tela, riproduzione
  • Formati: 15 dimensioni, su richiesta anche misura personalizzata
  • Curiosità: i titoli della tela parlano una volta di un giornale e una volta di un libro, mentre sul dipinto giace un foglio ripiegato

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