Descrizione
Quattro alberi (Viale di castagni in autunno) è un dipinto di Egon Schiele del 1917 in cui quattro castagni stanno in fila davanti a una montagna, ciascuno in uno stadio diverso di fogliame. Fino al 2020 l’originale era conservato al Belvedere di Vienna con il numero di inventario 3917; in quell’anno è stato restituito agli eredi di Josef Morgenstern. Da noi nasce come opera a olio dipinta a mano su lino, in quindici misure oppure su misura, e prima di spedirla le inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.
| Titolo: | Quattro alberi (Viale di castagni in autunno) |
| Altri titoli: | Vier Bäume · Kastanienallee im Herbst · Four Trees |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1917, firmato e datato in basso a destra «EGON / SCHIELE / 1917» |
| Dimensioni originali: | 110,5 cm x 141 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Espressionismo |
| Si trova: | in collezione privata dopo la restituzione del 2020; in precedenza Belvedere, Vienna (inv. n. 3917) |
| La nostra riproduzione: | olio dipinto a mano su lino, 15 misure da 50 x 40 cm a 205 x 164 cm oppure su misura |
Quattro alberi – Egon Schiele
Che cosa mostra l’opera?
Un viale di castagni in autunno, visto di lato. Quattro alberi stanno in fila, uno accanto all’altro, e ciascuno si trova in uno stadio diverso di fogliame: il primo è ancora quasi pieno, l’ultimo quasi spoglio. Dietro di loro si alza un crinale montuoso e sopra il cielo passa dall’azzurro all’arancio e al rosso. La scheda del Belvedere è insolitamente precisa su questo punto: il viale non conduce in profondità, come ci si aspetterebbe da un filare, ma è disposto parallelamente al piano pittorico, così che i quattro alberelli si allineano l’uno accanto all’altro. È proprio questo rovesciamento a rendere insolito il soggetto. In pittura il viale è quasi sempre uno strumento prospettico che trascina lo sguardo in lontananza; Schiele lo ribalta sul piano e ne ricava un ritmo.
Come è costruita l’opera?
In orizzontale, per fasce. In basso la terra scura, sopra la fila degli alberi, dietro il crinale, in alto il cielo in bande di colore: la superficie è divisa in strati che corrono da un bordo all’altro. I tronchi sono sottili e disposti quasi a intervalli regolari, il che dà agli alberi il carattere di figure in fila; chi conosce i ritratti di Schiele riconoscerà in questa disposizione la stessa mano. Il formato orizzontale non è una scelta decorativa ma una condizione del soggetto: solo in larghezza quattro alberi possono stare uno accanto all’altro senza sovrapporsi. La scheda museale indica 110,5 x 141 cm, quindi una tela nettamente più larga che alta. La gamma cromatica è più ricca che nelle opere figurali: bruno, ocra, verde e rosso si sovrappongono in velature sottili.
Perché quest’opera è importante?
Perché è tarda e perché è un paesaggio. Schiele morì nel 1918 a ventotto anni; un lavoro del 1917 appartiene all’ultimo anno in cui dipinse in piena forza. Il Belvedere, nella propria scheda, ha definito questa tela probabilmente la più bella rappresentazione paesaggistica dell’ultima produzione del pittore: è il giudizio del museo, non il nostro. Come dipinto espressionista è interessante proprio perché non grida: niente corpi deformati, niente bocche spalancate, soltanto quattro alberi e il cielo. La tensione sta nella disposizione e nel colore, non nel gesto. Per molti è lo Schiele più accessibile e insieme uno dei più suoi.
Che cosa significa l’opera?
Quanto se ne vede, e nulla di più. La scheda museale parla di composizione, non di messaggio, e noi non ne aggiungiamo. Si può dire questo: quattro alberi in stadi diversi di fogliame, messi in fila, si leggono inevitabilmente come una successione, cioè come quattro stadi di una sola cosa e non come quattro cose diverse. Se Schiele pensasse alle stagioni, all’età o semplicemente a ciò che vedeva lungo la strada non è scritto da nessuna parte. La scena non lo dice. Guardando più a lungo si nota un’altra cosa: il cielo dietro gli alberi è più drammatico degli alberi stessi, il che in un paesaggio è insolito, perché di norma il soggetto sta davanti, mentre qui davanti tutto è fermo e dietro tutto brucia.
Da dove viene e dove si trova oggi?
Il percorso di questa tela è documentato in modo eccezionale ed è altrettanto duro. La scheda del Belvedere elenca la sequenza dei proprietari: nel 1918 Paul Wengraf, poi la Kunsthandlung Gustav Nebehay di Vienna, e fra il 1924 e il 1930 Josef Morgenstern. Mentre era di Morgenstern l’opera fu esposta alla Neue Galerie di Vienna nel 1928 e alla Kunsthaus di Zurigo nel 1930. Il Belvedere la iscrisse a inventario nel 1943 come acquisto presso la Kunsthandlung L. T. Neumann di Vienna. Che cosa accadde al proprietario fra il 1938 e il 1943 è scritto qui sotto, nella sezione sulla provenienza; il testo è riportato invariato, perché è un registro di proprietari e di restituzione e non una descrizione che ci sia consentito riformulare. Il quotidiano viennese Der Standard ha raccontato il caso al momento della decisione della commissione. Oggi l’opera non è più in una raccolta pubblica: dopo la restituzione la scheda museale è stata ritirata, e per questo nella tabella qui sopra indichiamo una collezione privata e non un museo.
Provenienza e restituzione
Prima del 1938 il dipinto era nella casa viennese di Josef Morgenstern, agente di commercio ebreo; in fuga dopo l’Anschluss lo lasciò in custodia e fu poi deportato e ucciso ad Auschwitz. Il Belvedere lo acquisì nel 1943. Nel 2020 la Commissione austriaca per la restituzione delle opere d’arte ne raccomandò la restituzione agli eredi Morgenstern.
Dove si colloca Quattro alberi nell’opera di Schiele?
È la linea dei paesaggi, e al suo interno è il lavoro più noto fra quelli che proponiamo. Il versante del ritratto è rappresentato dal Ritratto di Herbert Reiner del 1910, ancora del tutto entro le condizioni di una commissione; il Ritratto di Eduard Kosmack mostra lo stesso periodo iniziale con un modello adulto, mentre il Ritratto di Wally Neuzil è un’opera privata. Nello stesso anno di Quattro alberi nasce L’abbraccio, che mostra quanto fossero distanti in Schiele il paesaggio e la figura. La selezione completa è nella galleria Egon Schiele e sulla sua vita si legge di più nel nostro articolo su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la corrente che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quegli anni si legge ancora attraverso questi due nomi.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni tela è dipinta a olio da un pittore, pennellata dopo pennellata. Non è una stampa meccanica ma una copia dipinta a mano realizzata appositamente per il suo ordine. In questo soggetto la parte difficile è il cielo: il passaggio dall’azzurro all’arancio deve restare morbido, altrimenti le fasce si spezzano in strisce. L’altro punto delicato sono i tronchi, sottili, che devono restare dritti senza diventare rigidi. Quando l’opera è finita la fotografiamo e le mandiamo lo scatto per l’approvazione; solo dopo parte la spedizione. Per questa famiglia di opere non disponiamo di fotografie di atelier, quindi non ne citiamo nessuna; quando l’opera sarà dipinta di nuovo verrà fotografata e le fotografie aggiunte alla pagina. Come riproduzione su tela arriva tesa su telaio di legno e pronta da appendere.
Quale misura per quale parete?
Risposta breve: sopra un divano scelga 130 x 100 cm o più; per una parete piccola bastano 70 x 55 cm. Un soggetto orizzontale si comporta diversamente da uno quadrato: chiede lunghezza sotto di sé, quindi funziona molto bene sopra un divano, una credenza o un letto, e meno bene da solo su una parete stretta. In sala da pranzo, sopra un tavolo lungo, la scelta abituale è 150 x 120 cm. Il nostro formato più grande è 205 x 164 cm ed è pensato per ambienti alti o aperti; il più piccolo è 50 x 40 cm. Un quadro artistico di quelle dimensioni ha bisogno di distanza: un viale largo si guarda da qualche metro, non da due passi.
Come ordinare una misura su misura, il telaio e la cornice?
Se nessuna delle quindici misure si adatta alla sua parete, dipingiamo l’opera nella misura che ci indica. La tela arriva tesa su telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve solo a scegliere la cornice, non a mostrare l’opera sulla sua parete. La cornice si sceglie a parte e non fa necessariamente parte dell’ordine.
Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in Italia e in altri quindici paesi dell’Unione Europea. Prima della spedizione le inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione; se il risultato non la soddisfa, lo correggiamo o lo dipingiamo di nuovo. Poiché ogni opera nasce singolarmente, i tempi di realizzazione variano con la misura e con il carico attuale dell’atelier.
Domande frequenti
Dove si trova oggi l’originale?
In collezione privata. Nel 2020 è stato restituito agli eredi di Josef Morgenstern e la scheda museale è stata ritirata.
Perché gli alberi hanno fogliame diverso?
Perché sono dipinti così. La scheda museale non dice nulla sul motivo, quindi non ipotizziamo intenzioni.
Kastanienallee im Herbst è la stessa opera?
Sì. Vier Bäume e Kastanienallee im Herbst sono i titoli tedeschi originali della stessa tela del 1917.
È una stampa?
No. Ogni tela è dipinta a mano a olio da un pittore.
Quanto misura la tela originale?
110,5 x 141 cm, quindi nettamente più larga che alta.
Posso avere una misura non in elenco?
Sì, dipingiamo l’opera in qualsiasi misura lei indichi.
Come arriva?
Tesa su telaio di legno e imballata con protezione; la cornice è facoltativa.
Di che cosa parla l’opera, in una frase?
Del fatto che quattro alberi in fila si leggono come tempo e non come numero.
L’originale è in vendita e quanto vale?
Non è in vendita. Dopo la restituzione è in mani private e il prezzo non è pubblico.
A quale altezza appenderla?
Il centro della tela a circa 145-150 cm dal pavimento; con un’opera orizzontale conta ancora di più che il mobile sottostante sia abbastanza lungo.
Va bene come regalo?
Sì; se non è sicuro della misura esiste un buono regalo.
- Soggetto: quattro castagni in fila davanti a un crinale, cielo in passaggio dall’azzurro al rosso.
- Originale: 1917, olio su tela, 110,5 x 141 cm, firmato «EGON / SCHIELE / 1917», inv. n. 3917.
- La nostra: dipinta a mano a olio, 15 misure oppure su misura, fotografia inviata prima della spedizione.
- Da sapere: restituita nel 2020 agli eredi di Josef Morgenstern, ucciso ad Auschwitz.









































