Egon Schiele – Il lirico

da 147,00 €

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 252_10-1 Categoria:

Descrizione

Il lirico è un’opera di Egon Schiele del 1911: un autoritratto su una tela quasi quadrata in cui Schiele si presenta come «lirico», la testa adagiata quasi di lato e il corpo pallido e contorto su un fondo scuro. L’originale è conservato al Leopold Museum di Vienna con il numero d’inventario 450; misura 80,5 x 80 cm. Noi lo dipingiamo a mano, con colori a olio, in quindici misure o su misura vostra, e prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare.

Titolo:Il lirico
Altri titoli:Der Lyriker · Lyricist
Pittore:Egon Schiele (1890–1918)
Anno:1911, monogrammato e datato in alto a sinistra «S. 11»
Dimensioni originali (larghezza × altezza):80,5 cm x 80 cm (il museo non indica gli assi; formato quasi quadrato)
Tecnica originale:Olio su tela
Stile:Espressionismo
Si trova:Leopold Museum, Vienna (inv. n. 450)
La nostra riproduzione:olio su tela dipinto a mano, 15 misure da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm oppure una misura su richiesta

Il lirico – Egon Schiele

Chi è ritratto nel dipinto?

Schiele stesso: l’artista austriaco Egon Schiele (1890–1918). La tela nacque all’inizio del 1911 e, secondo il testo del Leopold Museum, Schiele vi si presenta come «lirico», cioè poeta, in una posa estremamente contorta. Il titolo non nomina dunque un modello, ma un ruolo: Schiele recita la parte del poeta con il proprio volto e con il proprio corpo. Tra le sue fonti il museo elenca anche un’edizione delle sue lettere e poesie del 1910–1912 provenienti dalla collezione Leopold, pubblicata a Monaco di Baviera nel 2008 con il titolo Der Lyriker Egon Schiele.

Che cosa c’è sulla tela?

Una figura seminuda che riempie il quadrato quasi da bordo a bordo. In alto la testa giace quasi di lato, con la sommità verso il margine sinistro; il volto è costruito con tratti ocra, verdi e rossi, un occhio guarda di sbieco da sotto un sopracciglio sollevato, e il lungo collo si allunga verso destra. Sopra la testa, contro il margine superiore, c’è una macchia di colore bianco. Sotto, una mano è alzata con le dita divaricate, l’altra è posata di traverso più in basso. Dalle mani una fascia chiara di corpo scende in diagonale fino al margine inferiore, con a metà un segno rosso per l’ombelico e, proprio in fondo, una macchia scura e il rosso dell’inguine. Tutto il resto – la giacca e il fondo – è marrone scuro, nero e verde bottiglia. Nell’angolo in alto a sinistra stanno, in nero, il monogramma e la data «S. 11». Secondo il museo Schiele lavorò con pennellate rapide e senza disegno preparatorio, e la superficie lo mostra: il colore sta in tratti densi e separati su tutta la tela.

Perché questo dipinto è importante?

Per due ragioni, entrambe nella scheda del museo. La prima è la sua prima apparizione in pubblico. Nata all’inizio del 1911, la tela fu esposta nell’aprile dello stesso anno alla prima mostra personale di Schiele, alla Galerie Miethke di Vienna, e riprodotta nella pubblicazione che l’accompagnava insieme a un testo di Albert Paris Gütersloh (1887–1973). La seconda è la cura con cui il lavoro è stato documentato da allora. Il museo ne indica il numero in cinque cataloghi della pittura di Schiele, da quello di Otto Nirenstein del 1930, dove è il numero 78, a quello di Tobias Natter del 2017, dove è il numero 52.

Che cosa significa il dipinto?

Secondo l’interpretazione del museo parla della crisi del soggetto. La testa è innaturalmente inclinata e in parte circondata da uno spazio bianco simile a un nimbo; gli occhi guardano di lato da sotto le sopracciglia sollevate, con un’espressione scettica. A parte una corta giacca, che visivamente si fonde con lo sfondo, la figura è nuda e pallida, e solo due punti sono resi in un rosso brillante: l’ombelico e l’inguine. L’ombelico, osserva il testo, è collocato in una posizione anatomicamente scorretta, ma è proprio lui a dirigere la composizione assiale verso le mani. Seguendo la convenzione del formato quadrato, Schiele riempie la tela di quella che il museo chiama una corporeità cruda, dolorosa, abietta, ed esprime così con evidenza quella crisi.

Da dove proviene l’opera?

Il Leopold Museum pubblica una propria ricerca sulla provenienza ed elenca quattro tappe: il lascito di Egon Schiele a Vienna (1918); Arthur Stemmer, Vienna e Londra (da prima del 1930 al 1954); il dott. Rudolf Leopold, Vienna (1954–1994); e la fondazione privata del museo, la Leopold Museum-Privatstiftung, Vienna (1994). I dati dell’oggetto aggiungono che il lavoro fu conferito alla fondazione nel 1994. Per due tappe il museo indica anche una fonte. La voce su Stemmer si basa sul catalogo di Otto Nirenstein Egon Schiele. Persönlichkeit und Werk (Berlino 1930, n. 78); la voce su Leopold si basa su un dossier di Sonja Niederacher intitolato Egon Schiele. „Der Lyriker“, datato 30 giugno 2010, e sul libro Rudolf Leopold – Kunstsammler, pubblicato da Diethard Leopold a Vienna nel 2003 (pp. 54–61). La nota sulla provenienza che questa pagina riporta segue qui sotto.

Provenienza

Dall’eredità di Schiele (1918) il dipinto passò ad Arthur Stemmer (Vienna/Londra, prima del 1930 fino al 1954) e poi a Rudolf Leopold (1954–1994); oggi è al Leopold Museum di Vienna.

Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?

Fra i dipinti del 1911–1917 della nostra raccolta, due sono quadrati, come quasi lo è questo. Dell’anno successivo e della stessa collezione è Gli eremiti, anch’esso quadrato ma molto più grande, 181 x 181 cm, e del 1912–1913 è il ritratto quadrato Trude Engel, 100 x 100 cm, oggi conservato al Lentos Kunstmuseum di Linz. Anch’esso del 1912 e anch’esso al Leopold Museum è Cardinale e suora (Carezza), 70 x 80,5 cm, mentre Donna distesa, del 1917, ha un lungo formato orizzontale, 96 x 171 cm, ed è anch’essa al Leopold Museum. Le opere di Schiele sono raccolte nella galleria Egon Schiele, e della sua vita parla il nostro articolo su Egon Schiele.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni tela è dipinta da un pittore con colori a olio, pennellata dopo pennellata: non una stampa a macchina, ma una copia dipinta a mano per il vostro ordine. Qui i punti più difficili sono due. Il primo è la pelle: volto, mani e corpo sono costruiti con tratti separati di ocra, verde, rosa e rosso, e se vengono fusi in modo liscio il corpo diventa di un rosa uniforme e perde la sua tensione. Il secondo è lo scuro: giacca e fondo hanno quasi lo stesso colore, e la copia deve tenerli distinti come fa l’originale, soltanto con la direzione dei tratti. L’originale è dipinto con colori a olio su una tela, come la nostra copia. Quando il lavoro è finito lo fotografiamo e vi inviamo la fotografia da approvare, e solo dopo parte. Quest’opera non è ancora stata fotografata nel nostro laboratorio; aggiungeremo le fotografie a questa pagina non appena le avremo. Come ogni quadro artistico del nostro laboratorio, può arrivare teso su un telaio di legno; lo scegliete nell’opzione Telaio.

Quale misura per quale parete?

In breve: l’originale è quasi quadrato, quindi la vera domanda è quanta parete debba occupare la figura. Il museo indica 80,5 x 80 cm senza dire quale lato sia quale; la nostra misura più vicina è 80 x 80 cm, uguale all’originale su un lato e più corta di 5 mm sull’altro. Per una parete più piccola, sopra un cassettone o una scrivania, bastano 50 x 50 cm o 60 x 60 cm; in soggiorno sopra il divano 100 x 100 cm o 110 x 110 cm; su una parete grande, nel vano scale o in una stanza alta 140 x 140 cm, 170 x 170 cm o 200 x 200 cm. Quadri di questa misura richiedono distanza: da vicino i tratti della pelle si leggono uno per uno, il volto si compone solo a qualche metro di distanza. Appendetelo con il centro all’altezza degli occhi, circa 145–150 cm dal pavimento, oppure 15–25 cm sopra lo schienale di un divano.

Misura su richiesta, telaio e cornice

Se nessuna delle quindici misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su misura vostra. Se nell’opzione Telaio scegliete «SÌ», la tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere. La nostra applicazione 3D serve solo a scegliere la cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete; la visualizzazione sulla vostra parete è un servizio a parte. La cornice si sceglie separatamente e non è una parte obbligatoria dell’ordine.

Consegna e garanzia

Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in Italia e in altri quindici Paesi dell’Unione europea, tra cui Slovenia, Croazia, Austria, Ungheria e Germania. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare, e per ogni ordine valgono le nostre condizioni di reso. I tempi di realizzazione dipendono dalla misura e dal carico di lavoro del laboratorio. Ogni lavoro viaggia imballato con cura.

Domande frequenti

Chi è l’uomo raffigurato nel Lirico?

Lo stesso Egon Schiele (1890–1918): l’opera è un autoritratto. Secondo il Leopold Museum, vi si presenta come «lirico», cioè come poeta, in una posa estremamente contorta. Il titolo indica dunque un ruolo, non un modello.

Dove si trova l’originale del Lirico?

Al Leopold Museum di Vienna, con il numero d’inventario 450. La tela è quasi quadrata e misura 80,5 x 80 cm. Dall’eredità di Schiele passò al collezionista Arthur Stemmer, poi a Rudolf Leopold, e dal 1994 appartiene alla Fondazione privata Leopold Museum.

Quando fu dipinto Il lirico?

All’inizio del 1911; monogramma e data si trovano in alto a sinistra. Nell’aprile dello stesso anno la tela fu esposta alla prima mostra personale di Schiele, alla Galerie Miethke di Vienna. Fu riprodotta nella pubblicazione che l’accompagnava, insieme a un testo di Albert Paris Gütersloh.

Che cosa significa Il lirico?

Nella lettura del Leopold Museum, il tema è la crisi del soggetto. Schiele si ritrae come poeta, seminudo e pallido, con la testa innaturalmente inclinata, e solo l’ombelico e il pube sono resi in un rosso brillante. Il museo parla di una corporeità cruda, dolorosa, abietta che riempie il formato quadrato.

Der Lyriker è la stessa opera?

Sì. Der Lyriker è il titolo tedesco della stessa tela, e la scheda inglese del museo la registra come Lyricist. Anche il dossier sulla provenienza redatto da Sonja Niederacher nel 2010 porta il titolo tedesco.

Come dipinse Schiele Il lirico?

Con colori a olio e, secondo il museo, con pennellate rapide e senza disegno preparatorio. Il colore sta in tratti spessi e separati su tutta la superficie: ocra, verde e rosso per la pelle, bruno scuro, nero e verde bottiglia per la giacca e il fondo. Ogni copia di questa pagina è un quadro dipinto a mano che segue quei tratti uno per uno.

È adatto come regalo?

Sì; se non siete sicuri della misura, c’è un buono regalo.

  • Soggetto: autoritratto seminudo, la testa adagiata quasi di lato, una mano alzata con le dita divaricate, un corpo pallido su fondo scuro.
  • Originale: 1911, olio su tela, 80,5 x 80 cm, monogrammato e datato in alto a sinistra, Leopold Museum, Vienna, inv. n. 450.
  • La nostra versione: dipinta a mano a olio, 15 misure o su misura, tesa su telaio su richiesta (Telaio: «SÌ»).
  • Da sapere: nell’aprile 1911 l’opera fu esposta alla prima mostra personale di Schiele, alla Galerie Miethke di Vienna.

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Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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