Descrizione
Il lirico è un’opera di Egon Schiele del 1911, un autoritratto su tela quadrata in cui il pittore si presenta come poeta: la testa nettamente inclinata, il corpo contorto, l’intorno quasi nero. L’originale si trova al Leopold Museum di Vienna con il numero di inventario 450 e, secondo la scheda del museo, è esposto al piano OG3; misura 80,5 x 80 cm. Da noi nasce come dipinto a olio dipinto a mano su lino, in quindici misure oppure su misura, e prima della spedizione le inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.
| Titolo: | Il lirico |
| Altri titoli: | Der Lyriker · Lyricist |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1911; monogrammato e datato in alto a sinistra «S. 11» |
| Dimensioni originali: | 80,5 cm x 80 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Espressionismo |
| Si trova: | Leopold Museum, Vienna (inv. 450), esposto al piano OG3 |
| La nostra riproduzione: | olio dipinto a mano su lino, 15 misure da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm oppure su misura |
Il lirico – Egon Schiele
Che cosa mostra l’opera?
Il pittore stesso, tagliato alla vita, su un fondo quasi nero. La testa sta in alto ed è fortemente inclinata di lato; il volto è ocra verdastro con tocchi rossi e verdi, e lo sguardo fugge di lato fuori dall’opera, da sotto le sopracciglia sollevate. Dietro la testa c’è una zona chiara, quasi bianca, che la scheda del museo paragona a un nimbo. Il corpo si torce al di sotto: verso il basso corre una fascia pallida di torso, affiancata da due mani con le dita divaricate, anch’esse pallide e percorse da tracce rosse e verdi. Una giacca corta, secondo la scheda, si fonde per colore con il fondo, così che del corpo si vede poca stoffa e parecchia pelle.
Perché si chiama Il lirico?
Perché il pittore vi assume quel ruolo. La scheda del museo lo dice direttamente: l’opera è un autoritratto in cui Schiele si presenta come «lirico» in una posa estremamente contorta. Il titolo non descrive dunque un’altra persona, ma una messa in scena: il pittore assume la figura del poeta e la dipinge con il proprio volto. Dalla stessa scheda risulta anche che l’opera fu eseguita con pennellate rapide e senza disegno preparatorio.
Quali sono gli unici colori forti?
Due piccole zone rosse su un corpo per il resto pallido. La scheda del museo le nomina e aggiunge un’osservazione che da sola sarebbe difficile cogliere: una delle due, l’ombelico, è collocata in modo anatomicamente scorretto e proprio per questo conduce assialmente la composizione verso le mani. Tutto il resto è trattenuto: fondo scuro, pelle pallida, passaggi verdastri e ocra. La scheda descrive il risultato come una corporeità cruda, dolorosamente esposta.
Dov’è la firma?
In alto a sinistra, e non è una firma vera e propria. La scheda del museo indica: monogrammato e datato in alto a sinistra «S. 11» — dunque una sola lettera e un anno a due cifre. È un dato utile per quest’opera: chi cerca il nome per esteso non lo troverà, perché sull’opera non c’è.
Il formato è verticale o orizzontale?
Né l’uno né l’altro. La scheda indica 80,5 x 80 cm, mezzo centimetro dal quadrato perfetto, e la descrizione stessa del museo parla della forma quadrata come della cornice data che il pittore riempie. La nostra offerta lo segue: per quest’opera tutti i gradini sono in formato quadrato, da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm. Per la parete significa che l’opera non chiede né lunghezza né altezza, ma spazio attorno a sé.
Posso averlo nella grandezza dell’originale?
Sì, praticamente esatta. L’originale misura 80,5 x 80 cm e il nostro gradino 80 x 80 cm ne dista mezzo centimetro in una direzione. Per quest’opera non occorre dunque scegliere fra una larghezza più vicina e un’altezza più vicina: un solo gradino coincide in entrambe le misure. Secondo la scheda l’originale è dipinto a olio, sulla tela; la nostra riproduzione nasce con colori a olio su lino, che è la nostra scelta di supporto e non un dato sull’originale.
Da dove proviene l’opera e dove si trova oggi?
La nota di provenienza che questa pagina porta già da prima segue immediatamente qui sotto ed è conservata alla lettera, immutata. Qui aggiungiamo quello che il museo pubblica accanto: la catena comincia con l’eredità di Egon Schiele a Vienna nel 1918, prosegue con Arthur Stemmer (Vienna e Londra, prima del 1930 fino al 1954) e Rudolf Leopold (Vienna, 1954–1994) e si chiude nel 1994 con la Leopold Museum-Privatstiftung — quest’ultimo passaggio manca nella nota che riportiamo, ed è per questo che lo diamo qui. Il museo cita anche le proprie fonti, fra cui il catalogo di Nirenstein del 1930 al numero 78 e un dossier di Sonja Niederacher su quest’opera del 2010. L’opera è oggi al Leopold Museum con il numero di inventario 450 e, secondo la scheda, è esposta; l’intera raccolta Schiele della casa è presentata sulla pagina del Leopold Museum dedicata a Egon Schiele.
Provenienza
Dall’eredità di Schiele (1918) il dipinto passò ad Arthur Stemmer (Vienna/Londra, prima del 1930 fino al 1954) e poi a Rudolf Leopold (1954–1994); oggi è al Leopold Museum di Vienna.
Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?
Fra gli autoritratti giovanili, quattro anni prima di Levitazione (I ciechi II) e Muro di casa sul fiume del 1915, entrambi della stessa collezione. Come dipingesse altre persone e non se stesso lo mostrano il Ritratto della moglie dell’artista, Edith Schiele e il Ritratto del dottor Hugo Koller del 1918, entrambi al Belvedere di Vienna: lì il corpo è coperto, la posa immobile e il fondo porta colore. La selezione completa si trova nella galleria Egon Schiele, e sulla sua vita c’è altro nel nostro articolo su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt, e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la corrente che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quel periodo si legge ancora oggi attraverso questi due nomi. Come dipinto espressionista questo è uno dei suoi autoritratti giovanili più noti.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni tela è dipinta da un artista a olio, pennellata dopo pennellata; non si tratta di una stampa meccanica: sotto il pennello nasce una copia dipinta a mano, realizzata appositamente per il suo ordine. In questo soggetto i punti più impegnativi sono due. Il primo è la pelle: è costruita con tocchi verdi, ocra e rossastri che devono restare distinti; mescolandoli, il corpo diventa uniformemente rosa e perde la sua tensione. Il secondo è il nero del fondo, che non deve essere liscio: la direzione del pennello vi resta visibile per tutta la superficie. Quando l’opera è finita la fotografiamo e le inviamo la fotografia per l’approvazione, e solo allora parte la spedizione. Per questa famiglia di opere non disponiamo di fotografie di atelier: l’opera non è ancora stata fotografata nel nostro laboratorio e nulla è stato rimosso; quando verrà dipinta la prossima volta la fotograferemo e aggiungeremo le fotografie a questa pagina. Come riproduzione su tela arriva montata su telaio di legno e pronta da appendere.
Quale misura per quale parete?
Risposta breve: un quadrato si comporta diversamente da un soggetto orizzontale o verticale — non segue i mobili, ma chiede il centro di una parete e un po’ di vuoto attorno. Sopra un divano funzionano 100 x 100 cm o 110 x 110 cm, per una parete più piccola bastano 60 x 60 cm, e per un ambiente grande ci sono 170 x 170 cm e 200 x 200 cm. La nostra misura minima è 50 x 50 cm. Come quadro artistico di grande scala richiede distanza: il volto e i tocchi della pelle si compongono solo da qualche metro.
Come ordino una misura personalizzata, il telaio e la cornice?
Se nessuna delle quindici misure si adatta alla sua parete, dipingiamo l’opera sulla sua misura. La tela arriva montata su telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve esclusivamente alla scelta della cornice e non a mostrare l’opera sulla sua parete. La cornice si sceglie separatamente e non fa necessariamente parte dell’ordine.
Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in sedici paesi dell’Unione europea, fra cui Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia. Prima della spedizione le inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione; se il risultato non la soddisfa, lo correggiamo o dipingiamo di nuovo. Poiché ogni opera nasce singolarmente, il tempo di realizzazione varia con la misura e con il carico di lavoro dell’atelier.
Domande frequenti
Dove è conservato l’originale?
Al Leopold Museum di Vienna, numero di inventario 450; secondo la scheda, esposto al piano OG3.
Chi è raffigurato?
Il pittore stesso. Secondo la scheda, Schiele si presenta come «lirico».
Come è contrassegnata l’opera?
In alto a sinistra con monogramma e anno «S. 11», non con la firma per esteso.
Quanto è grande la tela originale?
80,5 x 80 cm, dunque quasi esattamente quadrata.
Quale delle vostre misure è la più vicina all’originale?
80 x 80 cm; dista mezzo centimetro dall’originale.
È una stampa?
No. Ogni tela è dipinta a mano a olio da un artista.
Perché il fondo è così scuro?
Perché vi è affondata anche la giacca; secondo la scheda essa si fonde per colore con il fondo.
Quando fu eseguita l’opera?
Nel 1911, quando il pittore aveva ventun anni.
Come arriva?
Montata su telaio di legno e imballata in modo protettivo; la cornice è facoltativa.
L’originale è in vendita?
Non è in vendita; appartiene alla collezione del Leopold Museum e non è sul mercato.
Va bene come regalo?
Sì; se non sa quale misura scegliere, esiste un buono regalo.
- Soggetto: un autoritratto nel quadrato, testa inclinata, corpo contorto, fondo quasi nero.
- Originale: 1911, olio su tela, 80,5 x 80 cm, monogrammato in alto a sinistra, Leopold Museum, Vienna, inv. 450.
- Il nostro: dipinto a mano a olio su lino, 15 misure oppure su misura.
- Da sapere: il nostro gradino 80 x 80 cm dista mezzo centimetro dalla grandezza dell’originale.









































