Descrizione
Case sul fiume (La città vecchia) è un’opera di Egon Schiele del 1914: una fila serrata di case sopra un ampio fiume grigio, senza cielo e senza persone. L’originale è conservato al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid con il numero d’inventario 739; misura 100 x 120,5 cm ed è dipinta a olio su tela. Da noi nasce come dipinto a olio realizzato a mano su tela, in quindici misure o su misura vostra, e prima della spedizione vi inviamo per l’approvazione una fotografia dell’opera finita.
| Titolo: | Case sul fiume (La città vecchia) |
| Altri titoli: | Houses on the River (The Old Town) · Häuser am Fluss (Die alte Stadt) |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1914 |
| Misure originali: | 100 cm x 120,5 cm (altezza prima della larghezza) |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Espressionismo |
| Ubicazione: | Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid (inv. 739, già 1978.81), sala 34 |
| La nostra riproduzione: | olio dipinto a mano su tela, 15 misure da 50 x 40 cm a 205 x 164 cm oppure una misura su ordinazione |
Case sul fiume (La città vecchia) – Egon Schiele
Che cosa mostra l’opera?
Una città sull’acqua, vista dalla riva opposta. I due terzi superiori della tela sono occupati dalle case: muri bianchi, grigi e brunastri, tetti nel grigio scuro e nel bruno, fra loro alcune superfici rosse e gialle e finestre piccole, per lo più soltanto rettangoli scuri. In mezzo alla fila si alza un edificio più alto, quasi nero, con tre file di finestre, e a destra e a sinistra le case più basse si allineano in una fascia quasi ininterrotta. Sopra i tetti corre un bordo scuro e stretto della riva; di cielo non ce n’è quasi. Sotto le case si stende un’ampia fascia d’acqua ferma, grigio-verde, che occupa il terzo inferiore e nella quale non si riflette nulla. Di persone non se ne vedono.
Quale città è?
Krumau, oggi Český Krumlov nella Repubblica Ceca. La scheda del museo lo dice espressamente e aggiunge che l’opera è stata a lungo identificata erroneamente come una veduta della Wachau, in Bassa Austria, finché non si è dimostrato che si tratta di Krumau. La stessa scheda indica quel luogo come il paese natale della madre di Schiele, racconta che il pittore lo visitò nell’estate del 1910 con alcuni amici, fra cui Anton Peschka, e che nel 1911 vi si trasferì con la sua modella Wally Neuzil.
Perché la città appare così piatta?
Perché è costruita così. Secondo la scheda alla composizione manca la prospettiva ed è concepita come un fregio piatto, cosa che è stata talvolta messa in relazione con le vetrate e le miniature gotiche che affascinavano Schiele e gli espressionisti tedeschi. La scheda va oltre: il confronto con gli edifici oggi esistenti mostra che al pittore non interessava riprodurre fedelmente la fila di case lungo il fiume — alterò le proporzioni dei tetti e inserì una torre che non esiste. È la lettura del museo che conserva l’opera, e la riportiamo come sua.
Perché non c’è nessuno per le strade?
È proprio ciò che la scheda sottolinea: la rappresentazione di una città deserta e spettrale, senza traccia di vita umana, dà alla composizione un tono malinconico venato d’inquietudine — quella che Schiele colse con tanta efficacia nei ritratti. La scheda cita anche Kimberly A. Smith, che ha definito tali paesaggi “elegie malinconiche con una percepibile fascinazione per la morte”. Lasciamo la citazione nelle sue parole e non la estendiamo.
Su che cosa è dipinto l’originale?
Su tela, con colori a olio. Anche la nostra riproduzione è a olio e nasce su tela, un supporto dello stesso tipo dell’originale.
Il formato è verticale o orizzontale?
Orizzontale. La scheda indica 100 x 120,5 cm, altezza prima della larghezza: l’opera è dunque di un quinto più larga che alta. I nostri gradini la seguono nel formato orizzontale, da 50 x 40 cm a 205 x 164 cm, con la larghezza indicata per prima.
Posso averla nelle dimensioni dell’originale?
Non esattamente, ed è giusto dirlo chiaramente: nessuno dei nostri gradini coglie la proporzione dell’originale entro un centimetro. Il rapporto fra i lati è 1 : 1,205 e tutti i nostri gradini sono un poco più allungati. I più vicini sono 80 x 65 cm e 50 x 40 cm, entrambi lontani circa un centimetro e mezzo; gli altri stanno fra i tre e gli otto centimetri. Per dimensione il gradino più vicino è 120 x 95 cm, mezzo centimetro più stretto e cinque centimetri più basso dell’originale. Se volete la proporzione o la dimensione dell’originale, scegliete una misura su ordinazione.
Da dove viene l’opera e dov’è oggi?
La catena è pubblicata dal museo e la riportiamo come sua. Il primo proprietario fu il collezionista viennese Franz Hauer, che Schiele — come Kokoschka — ritrasse nel 1914, l’anno di questo dipinto. I coniugi Mortimer M. Denker donarono l’opera nel 1965 al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, e nel 1978 essa entrò nella Collezione Thyssen-Bornemisza. Oggi è a Madrid, nella sala 34 della collezione permanente, con il numero d’inventario 739; la scheda riporta anche la vecchia sigla 1978.81. La lettura accanto alla catena è nostra: la scheda non dice come l’opera sia passata da Hauer ai Denker, e non lo supponiamo.
Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?
Fra le vedute di Krumau che dipinse nel corso di più anni. Dello stesso anno è Krumau sulla Moldava (La piccola città IV), anch’essa una veduta dall’alto di quella città; del 1917 è Città tra il verde (La vecchia città III), e un anno dopo questo dipinto nacque Muro di casa sul fiume. L’intera selezione è nella galleria Egon Schiele, e sulla vita del pittore c’è di più nel nostro articolo su Egon Schiele; le opere di questo pittore nella collezione madrilena sono elencate sulla pagina del Thyssen-Bornemisza su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la direzione che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quegli anni si legge ancora oggi attraverso questi due nomi. Come dipinto espressionista mostra la città come un muro, non come un palcoscenico.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni tela è dipinta da un artista con colori a olio, pennellata dopo pennellata; non è una stampa meccanica – nasce una copia dipinta a mano, eseguita per il vostro ordine. Qui le cose più difficili sono due. La prima è l’acqua: una grande fascia che deve restare ferma e tuttavia non uniforme, altrimenti il terzo inferiore diventa una superficie vuota. La seconda sono le finestre: piccoli rettangoli scuri di misure diverse che danno ritmo alla fila; se diventano uguali, la città si trasforma in un motivo. Quando l’opera è finita la fotografiamo e vi inviamo la fotografia per l’approvazione, e solo allora parte. Fotografie d’atelier di quest’opera non ne abbiamo ancora: nel nostro laboratorio non è stata fotografata e nulla è stato rimosso; quando sarà dipinta, gli scatti saranno aggiunti a questa pagina. Come riproduzione su tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere.
Quale misura per quale parete?
Risposta breve: una parete più ampia, perché il motivo è fatto di fasce orizzontali. Sopra una scrivania o in un corridoio 65 x 51 cm o 70 x 55 cm; sopra un divano o una credenza 100 x 80 cm o 120 x 95 cm; in un ambiente più grande 150 x 120 cm e oltre, fino a 205 x 164 cm. La nostra misura più piccola è 50 x 40 cm. Come quadro artistico pieno di piccole finestre si apre con la misura: nei gradini grandi si vede che nessuna finestra è uguale a un’altra.
Come ordino una misura su ordinazione, il telaio e la cornice?
Se nessuna delle quindici misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su misura vostra. La tela arriva tesa su un telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve unicamente alla scelta della cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete. La cornice si sceglie a parte e non deve necessariamente far parte dell’ordine.
Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in sedici paesi dell’Unione europea, fra cui Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione, e se il risultato non vi soddisfa la correggiamo o la dipingiamo di nuovo. Il tempo di produzione varia con la misura e con il carico di lavoro dello studio.
Domande frequenti
Quale città dipinse Schiele in Case sul fiume (La città vecchia)?
Krumau, oggi Český Krumlov nella Repubblica Ceca, una piccola città sulla Moldava nella Boemia meridionale. La scheda del Museo Thyssen-Bornemisza ricorda che l’opera fu a lungo scambiata per una veduta della Wachau, in Bassa Austria, prima di essere riconosciuta come Krumau. Era anche la città natale della madre di Schiele.
Perché Schiele dipinse così spesso Krumau?
Conosceva la città attraverso la madre, la visitò nell’estate del 1910 con alcuni amici, fra cui Anton Peschka, e nel 1911 vi si trasferì con la sua modella Wally Neuzil. Il soggiorno finì quello stesso anno, perché gli abitanti disapprovavano lo stile di vita della coppia. Schiele tornò comunque per anni a Krumau come motivo, e dal 1993 l’Egon Schiele Art Centrum di Český Krumlov espone in città lavori dell’artista.
Schiele dipinse la città com’è davvero?
Non esattamente. Secondo la scheda del museo, il confronto con gli edifici che esistono oggi mostra che il pittore alterò le proporzioni dei tetti e inserì una torre che non esiste. Come la maggior parte delle sue vedute urbane, la composizione non ha una vera prospettiva ed è costruita come un fregio piatto, accostato alle vetrate e alle miniature gotiche.
Perché in Case sul fiume (La città vecchia) non ci sono persone?
La scheda del museo legge la città deserta, senza traccia di vita umana, come ciò che dà alla composizione un’aria malinconica pervasa da una certa angoscia, la stessa che Schiele colse nei suoi ritratti. Cita anche Kimberly A. Smith, che definì questi paesaggi «elegie malinconiche» segnate da un fascino per la morte. Nemmeno l’ampia fascia del fiume sotto le case riflette qualcosa.
Dove si trova oggi Case sul fiume (La città vecchia)?
Al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, nella sala 34, con il numero d’inventario 739. La tela è dipinta a olio e misura 100 x 120,5 cm, altezza prima della larghezza. Il primo proprietario fu il collezionista viennese Franz Hauer; i coniugi Denker la donarono nel 1965 al Guggenheim Museum di New York, e nel 1978 entrò nella Collezione Thyssen-Bornemisza.
Va bene come regalo?
Sì; se non siete sicuri di quale misura scegliere, c’è un buono regalo.
- Soggetto: una fila serrata di case sopra l’acqua ferma, senza cielo e senza persone.
- Originale: 1914, colori a olio stesi su tela, 100 x 120,5 cm, Thyssen-Bornemisza, Madrid, inv. 739.
- Il nostro: olio dipinto a mano su tela, 15 misure oppure una misura su ordinazione.
- Da sapere: secondo la scheda del museo il pittore inserì una torre che non esiste.









































