Descrizione
Ritratto di Eduard Kosmack è un quadro di Egon Schiele del 1910: l’editore siede di fronte a noi in un abito scuro, le mani giunte fra le ginocchia e lo sguardo fisso sull’osservatore, con un piccolo girasole in basso a destra come unica rottura della simmetria. Lo dipingiamo a mano a olio nella misura che scegliete e, prima della spedizione, vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare.
| Titolo: | Ritratto di Eduard Kosmack |
| Altri titoli: | Eduard Kosmack · Bildnis Eduard Kosmack |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1910, firmato e datato al centro a sinistra «S.10.» |
| Dimensioni originali: | 99,8 cm x 99,5 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Espressionismo |
| Si trova: | Belvedere, Vienna |
| La nostra riproduzione: | olio su tela dipinto a mano, 15 misure da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm oppure una misura su richiesta |
Ritratto di Eduard Kosmack – Egon Schiele
Che cosa mostra il quadro?
Un uomo seduto di fronte a noi davanti a un fondo grigio pallido. I capelli scuri sono tagliati corti sopra la fronte alta, sopra la bocca chiusa ci sono dei baffi scuri, e gli occhi chiari, bordati di rosso, fissano dritto davanti a sé. Indossa un abito scuro in toni di verde e di bruno, e al collo si vede un colletto bianco di camicia. Tiene le braccia strette al corpo, e le mani lunghe e ossute sono giunte fra le ginocchia. In basso corre una fascia più chiara, e in basso a destra c’è un piccolo girasole in bruno, verde e arancio. La scheda del Belvedere definisce l’effigiato un editore e osserva che il girasole è l’unico elemento che interrompe la rigorosa simmetria del ritratto. Il pittore ha firmato e datato il lavoro al centro a sinistra: S.10.
Perché piace?
Perché ha presenza. Lo sguardo vi fissa dritto negli occhi, e un’unica figura scura su un fondo chiaro si legge bene anche dall’altro capo della stanza. La composizione è calma ed equilibrata, e il piccolo girasole la sbilancia quel tanto che basta a tenere l’occhio in movimento. La scheda del museo parla di uno sguardo penetrante e di mani ossute e braccia strette al corpo che sottolineano un carattere chiuso; entrambe le cose si vedono chiaramente e danno al lavoro una tensione silenziosa. I colori sono sobri – grigi, verdi scuri e bruni con un solo accento arancio –, perciò come quadro artistico si accorda facilmente con legno, pietra o pareti bianche in uno studio, in un corridoio o in soggiorno.
Dove si colloca fra i lavori di Schiele?
Se state scegliendo fra le sue figure, confrontatelo nel nostro assortimento con Ritratto di Herbert Reiner (Il ragazzo Reiner), Ritratto di Wally Neuzil e Madre con due bambini III. Le opere di Schiele sono raccolte nella galleria Egon Schiele, e della sua vita parla il nostro articolo su Egon Schiele.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Un artista del nostro laboratorio dipinge la vostra copia a mano, a olio, pennellata dopo pennellata, apposta per il vostro ordine; come tutti i nostri dipinti, non è una stampa. L’originale è un olio su tela, e così la nostra copia. Tre parti richiedono la massima cura. La prima è il volto: gli occhi chiari bordati di rosso e i toni verdastri e rossicci della pelle reggono tutto il ritratto, e ammorbiditi lo perderebbero. La seconda è l’abito, che non è una superficie scura uniforme ma un intreccio di pennellate verdi e brune ben visibili. La terza è il fondo chiaro, che deve restare un grigio vivo con la pennellata in vista, non una parete vuota. Quando il lavoro è finito lo fotografiamo e vi inviamo la fotografia da approvare; solo allora parte. Questo lavoro non è ancora stato fotografato nel nostro laboratorio, perciò la pagina non mostra ancora foto del laboratorio; le aggiungeremo quando le avremo.
Quale misura per quale parete?
Offriamo quindici misure, da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm. Sopra una scrivania o un cassettone vanno bene 60 x 60 cm o 70 x 70 cm. In uno studio o in un corridoio, dove si passa vicino, basta 90 x 90 cm perché il volto si faccia valere. Sopra un divano o un letto scegliete 100 x 100 cm o 120 x 120 cm. Su una parete grande, lungo le scale o in una stanza dal soffitto alto stanno bene 150 x 150 cm o 200 x 200 cm. Quadri con uno sguardo così diretto chiedono anche un po’ di distanza, quindi lasciate spazio davanti. Se siete indecisi fra due misure, ritagliate della carta in entrambe le misure, attaccatela alla parete e guardatela per un giorno. Il quadro dipinto a mano sta meglio con il centro all’altezza degli occhi, circa 145–150 cm dal pavimento; sopra un divano, 15–25 cm sopra lo schienale.
Misura su richiesta, telaio e cornice
Se nessuna delle misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su misura vostra. Se all’opzione Podokvir scegliete SI, la tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere. La nostra applicazione 3D serve solo a scegliere la cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete. La cornice si sceglie separatamente e non è una parte obbligatoria dell’ordine.
Consegna e garanzia
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in Italia e in altri quindici Paesi dell’Unione europea, tra cui Slovenia, Croazia, Austria, Ungheria e Germania. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare. I tempi di realizzazione dipendono dalla misura e dal carico di lavoro del laboratorio. Per ogni ordine vale la nostra Politica sui resi e rimborsi.
Domande frequenti
Chi era Eduard Kosmack?
Eduard Kosmack (1880–1947) era un editore viennese, la cui casa pubblicava le riviste Der Architekt e Das Interieur. Quando Schiele lo ritrasse aveva 30 anni. Il contatto nacque grazie al critico Arthur Roessler, che nel 1910 divenne redattore capo di Das Interieur e incoraggiò la commissione del ritratto.
Quando Schiele dipinse il Ritratto di Eduard Kosmack?
Nel 1910, quando Schiele aveva vent’anni; la tela porta firma e data «S.10.» al centro a sinistra. È dipinta a olio e misura 99,8 x 99,5 cm, quindi è quasi esattamente quadrata.
Dove si trova oggi il Ritratto di Eduard Kosmack?
Al Belvedere di Vienna, dove è esposto nel Belvedere Superiore con il numero d’inventario 4702. Il museo lo acquistò nel 1953 da Ferdinand Eckhardt, che lo possedeva dal 1928; prima era appartenuto allo stesso Kosmack, a Mödling.
Che cosa significa il Ritratto di Eduard Kosmack?
Il Belvedere paragona l’effigiato a un ipnotizzatore che ci lancia il suo incantesimo: sotto una fronte altissima, il suo sguardo penetrante ci colpisce in pieno. Le mani ossute e le braccia strette al corpo sottolineano un carattere chiuso. Il ritratto vive di gesto, postura ed espressione del volto, e il piccolo girasole è l’unico elemento che ne rompe la rigorosa simmetria.
Il Ritratto di Eduard Kosmack è un quadro famoso?
È uno dei ritratti chiave degli anni espressionisti giovanili di Schiele ed è esposto nella collezione permanente del Belvedere Superiore. Chi ne scrive sottolinea la posa rigorosamente frontale e simmetrica, che ricorda Ferdinand Hodler, e lo sguardo fisso, quasi ipnotico.
È adatto come regalo?
Sì; se non siete sicuri della misura, c’è un buono regalo.









































