Egon Schiele – Ritratto di Herbert Reiner (Il ragazzo Reiner)

da 147,00 €

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 252_10-3 Categoria:

Descrizione

Ritratto di Herbert Reiner (Il ragazzo Reiner) è un’opera di Egon Schiele del 1910: il ritratto su commissione di un bambino in piedi davanti a un fondo vuoto, avvolto in un abito rosso come in un ampio mantello, con mani sorprendentemente rozze. L’originale è conservato al Belvedere di Vienna con il numero d’inventario 4766; misura 101 x 101,5 cm ed è quasi quadrato. Noi lo dipingiamo a mano, con colori a olio, in quindici misure o sulle vostre misure, e prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare.

Titolo:Ritratto di Herbert Reiner (Il ragazzo Reiner)
Altri titoli:The Reiner Boy · Portrait of Herbert Reiner · Bildnis Herbert Rainer · Rainerbub
Pittore:Egon Schiele (1890–1918)
Anno:1910, firmato e datato a destra al centro «S.10.»
Dimensioni originali (larghezza × altezza):101 cm x 101,5 cm (il museo non indica gli assi; formato quasi quadrato)
Tecnica originale:Olio su tela
Stile:Espressionismo
Si trova:Belvedere, Vienna (inv. n. 4766)
La nostra riproduzione:olio su tela dipinto a mano, 15 misure da 50 x 50 cm a 200 x 200 cm oppure una misura su richiesta

Ritratto di Herbert Reiner (Il ragazzo Reiner) – Egon Schiele

Chi è ritratto nel dipinto?

Herbert Reiner, figlio dell’ortopedico Max Reiner. Secondo la descrizione della scheda del Belvedere, nel 1910 Max Reiner commissionò al giovane Egon Schiele (1890–1918) un ritratto del figlio Herbert, di cinque anni; la didascalia sotto la fotografia del museo indica invece un’età di circa sei anni. L’artista austriaco mostra il bambino da solo, senza nulla intorno. Il cognome è scritto in due modi. Il Metropolitan Museum of Art di New York, che conserva un disegno dello stesso bambino, intitola quel foglio Portrait of Herbert Rainer; il Belvedere scrive Reiner nel titolo inglese e nella descrizione, Rainer nel titolo tedesco. Riportiamo entrambe le grafie così come le scrivono le istituzioni e non scegliamo fra le due; il nostro titolo segue la grafia Reiner.

Che cosa c’è sulla tela?

Un bambino sta in piedi davanti a una superficie vuota: nessuna stanza, nessun mobile, nessun pavimento riconoscibile. Indossa un abito rosso che lo avvolge come un ampio mantello, dal quale escono soltanto la testa e le mani. Sono le mani ad attirare lo sguardo. Il museo le definisce sorprendentemente rozze, e sembrano molto più vecchie del bambino a cui appartengono; il volto sopra di esse resta quello di un bambino, con uno sguardo che la scheda chiama radioso e innocente. La tavolozza è essenziale – rosso, ocra e un fondo bianco grigiastro – e il vuoto intorno alla figura la spinge in avanti, verso chi guarda. Il formato è quasi quadrato. Il campo Dimensions della scheda indica 101 × 101,5 cm, mentre la didascalia sotto la fotografia indica 100 x 100 cm; la nostra tabella segue il campo Dimensions.

Perché questo dipinto è importante?

Per tre ragioni, tutte riportate nella scheda del museo. La prima è la commissione: la scheda nomina il committente, il modello e l’occasione – un padre che ordina al giovane Schiele il ritratto del proprio figlio. La seconda è il suo posto in un gruppo. Il Belvedere scrive che Schiele dipinse Il ragazzo Reiner insieme a una serie di ritratti tutti di formato quadrato e con composizioni simili; la scheda non nomina nessuno di quei ritratti, e quindi non li nominiamo nemmeno noi. La terza è quante volte il museo vi è tornato: l’elenco delle mostre comprende le esposizioni del Belvedere dedicate a Schiele nel 1968, nel 1990, nel 2011 e nel 2018–2019.

Che cosa significa il dipinto?

Secondo l’interpretazione del museo parla di un contrasto. Schiele non dà al bambino nulla che ne indichi l’età – nella tela non c’è alcun oggetto – e affida invece il ritratto alle mani: sorprendentemente rozze, sembrano molto più vecchie del modello stesso e si contrappongono al suo sguardo radioso e innocente. La scheda non va oltre, e nemmeno noi. Come opera espressionista non esagera con la posa, ma con le mani.

Da dove viene l’opera?

Il Belvedere pubblica nella sua scheda la catena dei proprietari, in quest’ordine. Per primo compare Max Reiner di Vienna – il nome del padre che, secondo la descrizione del museo, commissionò il ritratto. Segue Sigmund Rosenbaum, anch’egli di Vienna. La voce successiva porta la data 1919: Richard Lanyi, Vienna. Poi, con la data 1930, Arthur Stemmer, Vienna. L’ultima voce porta la data 1954 e registra una permuta con Rudolf Leopold, Vienna. La stessa scheda elenca anche le mostre del museo in cui l’opera è stata esposta; la prima è l’allestimento della Österreichische Galerie nel Belvedere Superiore, inaugurato il 17 luglio 1954, e nel 1957 segue una mostra delle nuove acquisizioni della galleria dal 1952 al 1957. La scheda non riporta alcuna nota su una rivendicazione o una restituzione. La breve nota qui sotto riassume la stessa catena in una frase.

Provenienza

Il dipinto passò per diversi collezionisti viennesi (Max Reiner, Sigmund Rosenbaum, Richard Lanyi, Arthur Stemmer) prima che il Belvedere lo acquisisse nel 1954, dove si trova tuttora.

Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?

Fra i dipinti su tela che realizzò tra il 1910 e il 1913. La scheda del museo lega questo ritratto a una serie di ritratti quadrati senza nominarli; dalla nostra selezione, quattro tele mostrano il formato che lo circonda. Il più vicino per forma è Trude Engel, del 1912–1913: colori a olio su una tela quadrata di 100 x 100 cm, oggi al Lentos Kunstmuseum di Linz. Un anno dopo il ritratto di Reiner nacque Il lirico, 1911, di 80,5 x 80 cm e oggi al Leopold Museum di Vienna. Del 1912 e della stessa collezione sono la grande tela quadrata Gli eremiti, 181 x 181 cm, e Cardinale e suora (Carezza), che con i suoi 70 x 80,5 cm non è più quadrata. Le opere di Schiele sono raccolte nella galleria Egon Schiele, e della sua vita parla il nostro articolo su Egon Schiele.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni tela è dipinta da un pittore con colori a olio, pennellata dopo pennellata: non una stampa a macchina, ma una copia dipinta a mano per il vostro ordine. Qui i punti più difficili sono due. Il primo è il rosso dell’abito: la materia deve restare viva, altrimenti il mantello perde peso e diventa una macchia di colore piatta. Il secondo sono le mani, che sono disegno dentro la pittura; devono restare rozze e precise, e chi le ammorbidisce perde proprio ciò che il museo mette in evidenza. L’originale è dipinto a olio, su tela, e lo è anche la nostra copia, quindi la superficie si comporta allo stesso modo. Quando il lavoro è finito lo fotografiamo e vi inviamo la fotografia da approvare, e solo dopo parte. Quest’opera non è ancora stata fotografata nel nostro laboratorio; aggiungeremo le fotografie a questa pagina non appena le avremo. Come ogni quadro artistico del nostro laboratorio, può arrivare teso su un telaio di legno; lo scegliete nell’opzione Telaio.

Quale misura per quale parete?

In breve: la misura più vicina all’originale è la nostra 100 x 100 cm; su un lato è più piccola di 1 cm, sull’altro di 1,5 cm, e la scheda del museo non dice quale lato sia quale. Poiché il soggetto è quadrato, non ha bisogno di un lungo mobile sotto di sé ma di parete tranquilla intorno, e quindi funziona anche da solo su una parete stretta, fra due finestre o in un corridoio; lì bastano 60 x 60 cm o 70 x 70 cm. Sopra un cassettone o una scrivania sta bene 80 x 80 cm, in soggiorno sopra il divano 100 x 100 cm o 120 x 120 cm, su una parete grande, nel vano scale o in una stanza alta 150 x 150 cm e la nostra misura più grande, 200 x 200 cm. Quadri di questa misura richiedono distanza: un quadrato così grande si guarda da qualche metro, non da due passi. Il quadro dipinto a mano sta meglio con il centro all’altezza degli occhi, circa 145–150 cm dal pavimento; sopra un divano, 15–25 cm sopra lo schienale.

Misura su richiesta, telaio e cornice

Se nessuna delle quindici misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera sulle vostre misure. Se nell’opzione Telaio scegliete «SÌ», la tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere. La nostra applicazione 3D serve solo a scegliere la cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete; la visualizzazione sulla vostra parete è un servizio a parte. La cornice si sceglie separatamente e non è una parte obbligatoria dell’ordine.

Consegna e garanzia

Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in Italia e in altri quindici Paesi dell’Unione europea, tra cui Slovenia, Croazia, Austria, Ungheria e Germania. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare, e per ogni ordine valgono le nostre condizioni di reso. I tempi di realizzazione dipendono dalla misura e dal carico di lavoro del laboratorio.

Domande frequenti

Chi era Herbert Reiner?

Herbert Reiner era il figlio dell’ortopedico viennese Max Reiner. Secondo il Belvedere, nel 1910 il padre commissionò al giovane Egon Schiele il ritratto del figlio di cinque anni; la didascalia sotto la fotografia del museo indica invece un’età di circa sei anni.

Perché il nome è scritto Reiner e Rainer?

Perché le istituzioni lo scrivono in modo diverso. Il Belvedere usa Reiner nel titolo inglese e nella descrizione, Rainer nel titolo tedesco Rainerbub, e il Metropolitan Museum of Art di New York intitola il suo disegno dello stesso bambino Portrait of Herbert Rainer. Il ragazzo Reiner, Rainerbub e Ritratto di Herbert Reiner indicano la stessa tela.

Quando Schiele dipinse Il ragazzo Reiner?

Nel 1910: la tela è firmata e datata «S.10.» a destra, al centro. È dipinta a olio ed è quasi quadrata, 101 x 101,5 cm; secondo il Belvedere Schiele la dipinse insieme a una serie di ritratti quadrati dalle composizioni simili.

Perché le mani del bambino sembrano così vecchie?

È il contrasto che il Belvedere mette in evidenza. Schiele non dà al bambino alcun oggetto che ne indichi l’età e affida il ritratto alle mani: sorprendentemente rozze, sembrano molto più vecchie del modello e si contrappongono al suo sguardo radioso e innocente. L’abito rosso, che lo avvolge come un mantello, lascia scoperte solo la testa e le mani e rende il contrasto ancora più forte.

Dove si trova oggi Il ragazzo Reiner?

Al Belvedere di Vienna, con il numero d’inventario 4766. La scheda del museo elenca come proprietari Max Reiner, Sigmund Rosenbaum, Richard Lanyi e Arthur Stemmer, tutti di Vienna, e l’ultima voce, del 1954, registra una permuta con Rudolf Leopold. Il Belvedere lo ha esposto nelle sue mostre su Schiele del 1968, 1990, 2011 e 2018–2019.

È adatto come regalo?

Sì; se non siete sicuri della misura, c’è un buono regalo.

  • Soggetto: Herbert Reiner bambino davanti a un fondo vuoto, in un abito rosso simile a un mantello, con mani sorprendentemente rozze.
  • Originale: 1910, dipinto a olio su tela, 101 x 101,5 cm, firmato e datato a destra al centro, Belvedere, Vienna, inv. n. 4766.
  • La nostra versione: dipinta a mano a olio, 15 misure o su misura, tesa su telaio su richiesta (Telaio: «SÌ»).
  • Da sapere: secondo il museo Schiele la dipinse insieme a una serie di ritratti quadrati con composizioni simili.

Quadri 100% dipinti a mano

Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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