Descrizione
La roccia rossa – una tela con soli tre proprietari
La tela è verticale, cosa insolita per un paesaggio. Dall’angolo superiore destro scende una grande superficie rocciosa rosso-arancio, liscia e quasi priva di dettagli, come una tenda di pietra. A sinistra e in basso c’è una fitta vegetazione verde – tronchi di pino, rami e basso fogliame – e fra le due restano solo stretti varchi chiari. Di cielo non ce n’è quasi. Il quadro dipinto a mano su tela riprende quest’opera di Cézanne del 1895 circa, che nell’originale misura 91 × 66 centimetri ed è conservata al Musée de l’Orangerie di Parigi con il numero RF 1960-14.
Tre proprietari in cent’anni
La provenienza di questa tela è straordinariamente breve. Il primo proprietario noto fu il mercante Ambroise Vollard a Parigi, che la tenne per decenni. Nel 1936 l’opera passò alla signora Jean Walter, che prima era stata la signora Paul Guillaume: dai due mariti prende nome la collezione in cui la tela si trova oggi. Nel 1960 la collezione passò al Musée de l’Orangerie. Tre detentori, e fra il primo e l’ultimo il dipinto ha percorso tutta la strada dallo scaffale di un mercante a un museo dello Stato senza passare mai per un’asta.
Centocinquanta franchi e la mostra di Vollard
Nel registro di magazzino di Vollard la tela porta il numero 3865 e il prezzo di 150 franchi. Nel novembre 1933 Vollard la mandò a New York: la galleria Knoedler organizzò una mostra intitolata Paintings from the Ambroise Vollard Collection, XIX-XX Centuries, dove l’opera era il numero 12. La mostra era dunque la presentazione della raccolta personale del mercante, non una scelta museale, e di là viaggiò ancora a Detroit, all’Arts and Crafts Club. Nel catalogo era allora datata al 1897.
Una mostra a beneficio dell’allattamento
Nel febbraio e marzo 1939 la tela era a Parigi da Paul Rosenberg, nella mostra per il centenario della nascita del pittore. Il titolo completo dice a che cosa era destinata: Exposition Cézanne (1839-1906), organisée à l’occasion de son centenaire au profit de l’œuvre de l’allaitement maternel – a beneficio dell’opera per l’allattamento materno. L’opera era il numero 32, prestata da Vollard, e in quel catalogo era datata al 1900. Più tardi fu due volte all’Orangerie: nel 1966 nella mostra della collezione Jean Walter – Paul Guillaume con il numero 15, e nel 1974 nella mostra delle opere di Cézanne dei musei nazionali.
La roccia come una sola superficie
La cosa più insolita di questa tela è quanto poco sia dipinto sulla roccia. La parete rosso-arancio è quasi una superficie di colore unitaria, senza crepe, senza ombre e senza i dettagli che le darebbero la struttura della pietra; si vedono solo lievi variazioni di tono e qualche pennellata verticale. Il verde accanto è invece fitto e mosso, composto di decine di tocchi brevi. Per questo la roccia non si legge come una parete lontana ma come una superficie sospesa proprio davanti a chi guarda – ed è esattamente questo a dare senso al formato verticale. Il luogo che il catalogo indica è la cava di Bibémus presso Aix.
Che cosa scrisse Vollard accanto al numero 3865
La descrizione del mercante è breve e insolitamente precisa: huile; paysage en hauteur à droite grand pan rouge – olio; paesaggio verticale, a destra una grande superficie rossa. Accanto stanno la misura di 92 × 65 centimetri e il prezzo di 150 franchi. Vollard non descrisse dunque il soggetto ma la costruzione del dipinto: il formato, il lato e la superficie. Anche il catalogo ragionato, fra i motivi naturali per quest’opera, dà una sola voce – rocce – che per un paesaggio è pochissimo.
Come la collezione arrivò all’Orangerie
La collezione Jean Walter – Paul Guillaume passò al Musée de l’Orangerie nel 1960, e proprio quell’anno sta nel numero d’inventario di questa tela: RF 1960-14. Il museo non compose la raccolta da sé; la ricevette intera, e con essa anche i rapporti fra le opere stabiliti da un gusto privato. Perciò oggi la tela è visibile in una casa dove è appesa come parte di una collezione compiuta e non come un acquisto isolato.
Un paesaggio verticale è una rarità e proprio per questo utile: si adatta a pareti strette, fra una porta e una finestra o in un corridoio, dove una tela orizzontale non avrebbe spazio. La dipingiamo in quindici formati, da 40 × 55 a 131 × 180 centimetri, le misure intermedie le tendiamo su telaio su misura e l’effetto della cornice scelta lo mostra in anticipo la nostra applicazione 3D. Dalla stessa zona vengono La cava di Bibémus e La montagna Sainte-Victoire vista da Bibémus, mentre una veduta più ampia la offre Il golfo di Marsiglia visto da L’Estaque.
- Soggetto: La roccia rossa, Paul Cézanne, 1895 circa, Musée de l’Orangerie, Parigi
- Tecnica: quadro dipinto a mano, olio su tela, riproduzione
- Formati: 15 dimensioni, su richiesta anche misura personalizzata
- Curiosità: nel 1939 la tela figurò in una mostra parigina per il centenario del pittore il cui ricavato andava all’opera per l’allattamento materno









































