Descrizione
L’angelo della morte
L’angelo della morte di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1893, conservato con il numero di inventario MM.M.00756 dal Museo Munch (Munchmuseet) di Oslo. L’originale misura 77,5 x 58 cm. La scena è una stanza al buio di notte: per tutta la larghezza corre un letto in cui giace una donna, e dietro, su un piedistallo, sta una statua d’angelo azzurro pallido.
La donna giace con la testa a destra su un cuscino, il viso girato di profilo verso sinistra. Gli occhi sono chiusi, la pelle pallida con un tono verdastro, i capelli scuri e pettinati all’indietro. Il corpo è coperto da un panno bianco che si distende in ampie pieghe su tutta la metà inferiore della tela. Vicino al centro una mano pallida riposa sul panno, e accanto una piccola forma verdastra che sembra un mazzolino.
Dietro il letto, esattamente al centro, sta l’angelo di gesso azzurro pallido e biancastro. Le ali sono aperte ai due lati, le braccia abbassate e aperte con i palmi verso l’esterno, la testa lievemente inclinata. Poggia su un basso piedistallo quadrato ed è dipinto come una statua e non come una figura viva: il contorno è duro, la superficie uniforme e senza calore.
All’estrema sinistra si apre un’alta apertura, forse una porta o una finestra, riempita di fogliame verde giallo e di pallide pennellate verticali. È l’unica parte chiara della scena e l’unico colore che non sia azzurro. In alto a destra compare nella parete una piccola forma verde semicircolare, che si legge come una lampada o un lunotto.
La parete è di un azzurro profondo, dipinta con pennellate verticali che Munch non ha levigato. Lungo il margine inferiore corre una fascia blu quasi nera, e sul panno si snoda a zigzag una bordura di pizzo bianco. In basso a destra sta la firma.
La stesura è sottile e asciutta. In alcuni punti il colore è trascinato così parcamente che traspare il fondo; altrove è posato in brevi pennellate verticali che restano visibili. L’azzurro non è un solo azzurro: è costruito con strati scuri, grigio azzurri e verdastri che solo insieme danno il senso della notte. È proprio questa irregolarità a rendere profonda la stanza, benché sia quasi priva di dettagli.
L’impianto è semplice e quieto. Il letto forma una forte orizzontale sulla metà inferiore, l’angelo una verticale esattamente al centro, e l’apertura illuminata una seconda verticale sul margine sinistro. Fra loro resta un ampio piano azzurro vuoto che dà silenzio alla scena. Nulla si muove e nulla indica che cosa accadrà: la statua sta, la donna giace, e la luce viene da fuori.
La nostra esecuzione è dipinta a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, e non è mai stampata. Poiché ogni tela nasce singolarmente su ordinazione, due esemplari non coincidono mai fin nei dettagli; le piccole differenze nella stesura sono il segno di una mano umana e non un difetto. Tra i quadri d’autore il passaggio più difficile è l’azzurro, che deve restare fatto di più strati; steso come un unico colore uniforme la stanza diventa piatta e la scena perde profondità.
Il formato è orizzontale e la scena scura, perciò questa arte da parete richiede una parete tranquilla e chiara e luce sufficiente perché il viso e la statua si possano leggere. Funziona bene in camera da letto, in uno studio o in corridoio, meno in una stanza con pareti molto colorate. Poiché il soggetto è quieto e quasi senza dettagli, regge anche la visione ravvicinata e una stanza piccola. Appendetelo all’altezza degli occhi, con luce calda e uniforme.
Sono disponibili dieci misure da 50 x 37 cm a 231 x 180 cm, oltre a una misura su richiesta; ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. Altre opere del pittore si trovano nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua opera scriviamo nel blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1893 |
| Dimensioni originali: | 77,5 cm x 58 cm |
| Stile: | Simbolismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Munch (Munchmuseet), Oslo |









































