Descrizione
Disperazione
Disperazione di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1894, conservato con il numero di inventario MM.M.00513 dal Museo Munch (Munchmuseet) di Oslo. L’originale misura 72,5 x 92 cm. La scena è un ponte sopra il fiordo al tramonto: in primo piano sta una figura maschile china e dietro di lei si alza una fascia di cielo rosso fuoco.
L’uomo è collocato nella metà inferiore destra della tela e ne occupa quasi tutta l’altezza. Porta un cappotto scuro e un cappello scuro dalla tesa rigida. La testa è china in avanti e un poco di lato, il viso è pallido, giallo verde, con ombre scure e profonde attorno agli occhi. Il corpo è dipinto come un piano scuro quasi uniforme e senza dettagli, così che il viso resta l’unica parte chiara della figura.
Il parapetto del ponte corre dall’angolo in basso a destra in una diagonale ripida verso l’alto a sinistra. È dipinto in bruno rossastro, e sotto di esso la passerella appare in tocchi grigio violetti e azzurri. La diagonale è forte e vuota: nulla la interrompe.
In alto a sinistra due piccole figure scure si allontanano lungo il ponte, di spalle a chi guarda. Una porta un cappello alto. Sono dipinte come semplici sagome e non attirano alcuna attenzione: è proprio la loro assenza di volto ad acuire la solitudine della figura in primo piano.
Oltre il ponte si distende il fiordo in ampie fasce ondulate di grigio azzurro e blu scuro. Vi si distinguono appena piccole navi e il profilo di una riva con case chiare. Il terzo superiore della tela è cielo: fasce orizzontali di rosso, arancio, giallo e verde azzurro, posate una sopra l’altra.
La stesura è sottile e tirata. Il cielo è fatto di lunghe pennellate orizzontali che non si fondono ma restano separate, così che i colori non trapassano l’uno nell’altro ma si urtano. La figura, al contrario, è dipinta piatta e densa. Questa opposizione fra un cielo inquieto e una figura immobile regge tutto il sentimento della scena.
L’impianto è fatto di tre direzioni che lavorano l’una contro l’altra: la verticale della figura, la diagonale ripida del ponte e le fasce orizzontali di cielo e acqua. Nessuna prevale. Lo sguardo scivola lungo la diagonale nella profondità, le fasce del cielo lo riportano indietro, e la figura sta immobile all’incrocio. È per questo che la scena appare inquieta nonostante la posa tranquilla.
La nostra esecuzione è dipinta a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, e non è mai stampata. Poiché ogni tela nasce singolarmente su ordinazione, due esemplari non coincidono mai fin nei dettagli; le piccole differenze nella stesura sono il segno di una mano umana e non un difetto. Tra i quadri d’autore il passaggio più difficile è il cielo, le cui fasce devono restare separate; sfumate l’una nell’altra il cielo diventa foschia e la scena perde la sua tensione.
Il formato è verticale, la metà inferiore scura e quella superiore fortemente colorata, perciò l’opera richiede una parete tranquilla e chiara. Come arte da parete funziona bene in uno studio, in una biblioteca o in corridoio, meno sopra un divano in una stanza dai colori forti. Poiché il soggetto è condensato e privo di dettagli, regge anche la visione ravvicinata e una stanza piccola. Appendetelo all’altezza degli occhi, con luce uniforme e neutra.
Sono disponibili sette misure da 40 x 50 cm a 120 x 150 cm, oltre a una misura su richiesta; ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. Altre opere del pittore si trovano nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua opera scriviamo nel blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1894 |
| Dimensioni originali: | 72,5 cm x 92 cm |
| Stile: | Simbolismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Munch (Munchmuseet), Oslo |









































