Descrizione
Dagny Juel Przybyszewska
Dagny Juel Przybyszewska di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1893, conservato con il numero di inventario MM.M.00212 dal Museo Munch (Munchmuseet) di Oslo. L’originale misura 100,5 x 149 cm ed è verticale. Una giovane donna sta in piedi a figura intera davanti a un fondo azzurro profondo, rivolta verso chi guarda.
La figura riempie quasi tutta l’altezza della tela. Sta un poco a sinistra del centro, le braccia pendono diritte lungo il corpo e le mani si perdono nel buio della gonna. Nulla la sostiene e nulla la circonda: nessun pavimento, nessuna parete, nessun mobile, solo l’azzurro.
L’abito è scuro e arriva a terra. Si chiude alto sul collo, si gonfia sulle spalle nelle maniche increspate degli anni novanta, poi si stringe di netto in vita e scende in un’unica massa ininterrotta. I suoi margini sono tirati con lunghe pennellate di un nero quasi pieno, e quelle linee dicono del corpo più di qualsiasi modellato.
La testa è l’unico passaggio finito. I capelli sono castani, raccolti verso l’alto e all’indietro dalla fronte; il viso è pallido, steso in un crema caldo e in rosa, ed è l’unico accento caldo di tutta la tela. Gli occhi sono grigio azzurri e guardano appena oltre di noi. La bocca è piccola e rossa, e sorride in modo appena percettibile.
Lungo la parte anteriore della gonna corre una fascia viola più chiara, stesa in brevi creste orizzontali di colore. È l’unico punto in cui il buio si apre, e tira l’occhio verso il basso per tutta la lunghezza della figura.
Il fondo non è liscio, ma brevi pennellate di azzurro, viola e grigio che cambiano continuamente direzione, così che resta in movimento senza diventare mai un luogo. Sopra e dietro la testa un arco più chiaro attraversa quel campo, più luminoso di tutto ciò che lo circonda, e la solleva dal buio come un’aureola.
La stesura è sottile ovunque. Nel fondo e sulla gonna si vede la trama della tela, e in alcuni punti il colore è poco più di una velatura. Qui Munch ha disegnato tanto quanto ha dipinto, e l’opera conserva la velocità di quel disegno.
La ritratta era Dagny Juel, scrittrice e pianista norvegese al centro del circolo di pittori e scrittori che si riuniva alla taverna Zum schwarzen Ferkel di Berlino. Munch la dipinse là nel 1893, l’anno in cui sposò lo scrittore polacco Stanislaw Przybyszewski. Nel 1901 fu uccisa a Tbilisi, a trentatré anni.
Il colore è ridotto quasi a una nota sola. Azzurro e viola coprono quasi nove decimi della superficie, e la piccola zona calda del viso regge da sola l’opera. Non avendo altro dove posarsi, l’occhio legge quel viso molto più chiaro di quanto sia.
L’impianto è una sola verticale in un campo basso e mosso: un’alta colonna scura, cui risponde la curva dell’arco dietro la testa e che la fascia chiara divide nel mezzo. Nient’altro compete.
La nostra versione è dipinta a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, e non è mai stampata. Poiché ogni tela è dipinta per il suo ordine, due non coincidono mai nei dettagli; le piccole differenze nella stesura sono il segno di una mano e non un difetto. In questo motivo il passaggio più impegnativo è il viso, che deve restare piccolo, caldo e calmo mentre tutto intorno resta scuro.
Il formato è alto e la gamma scura e silenziosa, perciò regge bene una parete stretta: accanto a una porta, in un corridoio, fra due finestre. Le si addice una parete chiara e tranquilla, perché un fondo fortemente colorato chiude l’azzurro. Appendetela ad altezza d’occhi, con luce uniforme e piuttosto calda, perché una lampada fredda ingrigisce il fondo.
Sono disponibili sette misure, da 40 x 60 cm fino a 110 x 160 cm, oltre a una misura su richiesta, e ogni tela si può ordinare con o senza cornice. Altre opere del pittore si trovano nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua pittura scriviamo nel blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1893 |
| Dimensioni originali: | 100,5 cm x 149 cm |
| Stile: | Simbolismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Munch (Munchmuseet), Oslo |









































