Descrizione
| Anno di creazione: | 1906–1909 circa |
| Dimensioni originali: | 47,3 cm x 56,2 cm |
| Stile di pittura: | Arte naïf (primitivismo), periodo post-impressionista |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Ubicazione: | Barnes Foundation, Filadelfia |
Scimmie e pappagallo nella foresta vergine, 1906–1909 circa
Uno scorcio verticale di foresta
A differenza delle grandi giungle orizzontali questa tela è verticale e ravvicinata: chi
guarda non osserva la scena da fuori ma vi entra, come attraverso un varco fra le piante. In alto
si scorge fra i rami una fascia stretta di cielo azzurro pallido. Al centro della metà superiore
si apre un grande fiore rosso, accanto al quale pendono piccoli frutti arancioni. In basso foglie
appuntite color crema chiudono la veduta.
Scimmie, un pappagallo e frutti
A destra un pappagallo bianco dal petto rosso sta su un ramo. Al centro una scimmia bruna
pende da un ramo con un braccio, e in basso a sinistra altre due scimmie siedono fra le foglie;
entrambe tengono un frutto arancione ed entrambi i musi sono chiari e rivolti dritti verso chi
guarda. Questa frontalità è una costante in Rousseau: l’animale ricambia lo sguardo, come se
posasse. Questa tela l’ha firmata in basso a sinistra, non a destra come la maggior parte delle
opere di questa serie.
La datazione
La Barnes Foundation non data la tela a un anno singolo ma a un intervallo, 1906-1909
circa; la nostra tabella la riporta come la riporta il museo. Il quadro misura 47,3 x 56,2 cm
e porta il numero d’inventario BF397. Una vegetazione altrettanto fitta compare in La giungla equatoriale.
Una serra al posto dei tropici
Rousseau non lasciò mai la Francia. Studiava le piante nelle serre del Jardin des Plantes e gli
animali nello zoo di Parigi e sulle riviste illustrate. Disse al giornalista Arsene Alexandre che
entrare in quelle serre gli sembrava entrare in un sogno, e nella stessa conversazione ammise di
non aver mai viaggiato più lontano. Le scimmie e il pappagallo sono dunque animali osservati da
vicino, collocati in un paesaggio che non esiste in nessun luogo. Lo stesso procedimento è in
Il pasto del leone.
Come nascevano i verdi
Alexandre annotò che Rousseau mescolava tutti i toni di un’opera in una sola volta, prima
ancora di toccare la tela, e che non aveva mai visto una tavolozza da cui scorressero tanti verdi.
Su questa piccola tela l’effetto è concentrato: rami verde-azzurri scuri, felci verde medio e
foglie giallastre chiare in basso si distinguono per tinta e non per illuminazione. La stessa
lavorazione è in Paesaggio tropicale: indiano in lotta con un gorilla.
La collezione Barnes
Albert C. Barnes riunì il più grande gruppo di opere di Rousseau in America, cosicché questo
quadro si legge insieme a più di una dozzina di altri sotto lo stesso tetto a Filadelfia. Fra le
tele di giungla più grandi della nostra serie si veda Un uomo attaccato da un giaguaro.
Motivi che ritornano
La scimmia, il pappagallo e il frutto arancione tondo ritornano nelle giungle di Rousseau come
oggetti fissi, spostati di tela in tela e disposti ogni volta in modo diverso. Espose al Salon des
Independants quasi ogni anno a partire dal 1886, e la serie si costruì lentamente davanti allo
stesso pubblico. È proprio la ripetizione a dare a queste opere l’effetto di un mondo chiuso e
coerente: non tanto scene separate quanto un unico luogo osservato da un’altra posizione.
La nostra riproduzione
Realizziamo questo quadro come riproduzione dipinta a mano, a olio su tela, su ordinazione e
nella misura che sceglierete. Trattandosi di un lavoro manuale, ogni esemplare differisce
leggermente dal precedente; non è una stampa. La tela viene tesa su un telaio di legno e arriva
pronta da appendere. L’intera raccolta di questo pittore si trova nella galleria Henri Rousseau.









































