Descrizione
Rocce a Port-Goulphar è una riproduzione dipinta a mano di una marina di Monet del 1886: dall’angolo in basso a sinistra una scia chiara di schiuma si spinge fra scogliere rossastre, e sotto di essa sta un mare fitto, verde scuro. L’originale misura 81,8 x 66 cm, è olio su tela e appartiene all’Art Institute of Chicago con il numero di inventario 1964.210, esposto nella sala 240. Lo dipingiamo in otto misure o sulle vostre misure, con una fotografia dell’opera finita inviata per l’approvazione prima della spedizione.
| Titolo: | Rocce a Port-Goulphar |
| Altri titoli: | Belle-Isle · Belle Isle (un titolo di mostra e un nome di registro fra il 1895 e il 1905) |
| Pittore: | Claude Monet (1840–1926) |
| Anno di creazione: | 1886, firma e data «Claude Monet 86» in basso a destra |
| Dimensioni originali: | 81,8 cm x 66 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile pittorico: | Impressionismo |
| Si trova: | Art Institute of Chicago (inv. n. 1964.210) |
| La nostra riproduzione: | Olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura |
Rocce a Port-Goulphar – Claude Monet
Che cosa c’è sulla tela?
La metà inferiore appartiene al mare, fitto e scuro, tessuto con tocchi brevi di verde, blu e viola. Attraverso di esso, dall’angolo in basso a sinistra, si spinge una scia chiara di schiuma, l’unica cosa davvero bianca qui, che si restringe verso il centro e scompare dietro la roccia. Al centro sta una grande massa rocciosa bruno-rossa, vista un poco dall’alto, con il dorso erboso scoperto. A sinistra e a destra salgono le scogliere, e fra loro restano due aperture strette, e attraverso ciascuna si vede il mare aperto: sono queste due fessure chiare a dare profondità alla scena. Sopra sta il cielo, grigio-azzurro e pesante, con l’orizzonte posto in alto.
Dove si trova Port-Goulphar?
Port-Goulphar è una cala stretta sul lato sud-occidentale di Belle-Île, la maggiore delle isole bretoni, nell’Atlantico a sud della penisola di Quiberon. Quel lato è chiamato costa selvaggia: la terra non scende all’acqua ma si spezza e cade dritta nel mare, lasciando cale anguste fra le scogliere. Monet non ha dipinto da un’altezza sicura. Si è posto in modo che si guardi dentro la gola della cala e giù verso l’acqua, e la scena non ha un margine anteriore tranquillo per l’occhio. Comincia già dentro la schiuma.
Perché Monet andò a Belle-Île?
Nell’autunno del 1886 lasciò il paesaggio fluviale per cui era conosciuto e andò sull’isola a dipingere il mare con il cattivo tempo. Dove ad Argenteuil aveva steso il colore in lunghe tirate morbide, qui lo posa più breve, più fitto e più incrociato, finché la superficie diventa quasi ruvida. Dallo stesso viaggio nasce Tempesta sulla costa di Belle-Île, che mostra la stessa costa con tempo ancora peggiore. Per lo stesso pittore sull’acqua più liscia si confronti L’onda verde, dove il mare è aperto e ondeggiante invece che compresso fra le rocce, oppure Barche da pesca sulla spiaggia di Étretat, dove la costa scende fino alla sabbia.
Che cosa dice la firma?
La scheda del museo, alla voce dedicata alle iscrizioni, riporta: firmato in basso a destra, «Claude Monet 86». La firma è davvero lì e si legge anche nella fotografia che il museo pubblica: un tratto rosso nell’angolo in basso a destra, posato sopra il blu già asciutto del mare, e due cifre dopo il nome. L’anno indicato in questa pagina poggia dunque sulla tela, non su un catalogo né su una supposizione. Monet datò l’opera di propria mano, e il museo indica lo stesso anno, senza «circa» e senza intervallo.
Che cosa dice la scheda del museo?
L’opera è conservata dall’Art Institute of Chicago con il numero di inventario 1964.210 ed è registrata come Rocks at Port-Goulphar, Belle-Île, olio su tela, 1886. Il museo indica le misure nell’ordine altezza per larghezza, 66 x 81,8 cm; la nostra tabella mette per prima la larghezza, e perciò leggiamo 81,8 x 66 cm. La scheda nomina inoltre i donatori, i coniugi Chauncey B. Borland, e la sala 240. La sua bibliografia rimanda al catalogo Wildenstein al numero 1095 e a due lettere del pittore.
Il cammino del quadro da Monet a Chicago
Il museo pubblica l’intera storia della proprietà, qui documentata in modo insolitamente buono. L’opera rimase presso il pittore fino al 21 dicembre 1892, quando la galleria parigina Durand-Ruel la acquistò per 4.500 franchi. Di lì passò alla sede newyorkese della stessa casa, e qui la scheda è onesta: il registro di Parigi e quello di New York riportano date diverse, il 19 dicembre 1895 e il 4 gennaio 1896, e il museo stampa la discordanza invece di sceglierne una. Nel registro di New York l’opera è iscritta come Belle Isle. Il 6 marzo 1897 la acquistò la signora Harriet Borland di Chicago per 2.000 dollari; nel 1933 passò al figlio Chauncey Blair Borland; e dal 1964 i Borland la donarono per quote indivise, l’ultima nel 1973. Entrambi i prezzi sono del museo, confermati dall’archivio Durand-Ruel; non indichiamo alcun valore attuale.
Due tele con un nome quasi uguale
Con questo soggetto è facile confondersi. Monet dipinse Port-Goulphar più di una volta, e l’altra tela nota con quel nome appartiene all’Art Gallery of New South Wales di Sydney, con il numero 8356. Quell’opera è verticale, 81 x 65 cm, del 1887; la galleria la registra anche come Seascape e l’acquistò nel 1949. La differenza si vede a colpo d’occhio: la tela di Sydney guarda nella cala da più lontano e più in alto, l’acqua occupa i due terzi inferiori senza alcuna scia bianca, e la roccia sta in mezzo alla scena, staccata da entrambe le rive. La nostra è orizzontale e vista da più vicino. La distinzione più sicura sta nella firma: entrambe sono firmate in basso a destra e in rosso, ma quella di Sydney porta l’anno 87 e la nostra l’86.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni ordine è dipinto singolarmente da un pittore, a olio, su cotone o lino. Un quadro su tela nasce da noi senza stampa, senza trasferimento e senza alcun passaggio meccanico intermedio. Il pittore lavora sulla fotografia museale e sulla nostra referenza di colore, cominciando dal rapporto fra cielo, roccia e acqua, poi le campiture scure delle scogliere, e infine la schiuma e le fessure chiare, che devono restare pulite. Il soggetto è impegnativo: quasi nessuna linea dritta, e il tocco deve restare breve e fitto, altrimenti l’acqua diventa vetrosa. Per questo ogni dipinto a olio che esce dal nostro laboratorio è un poco a sé.
Quale misura per quale parete?
Sono disponibili otto misure, da 45 x 38 a 150 x 120 cm. L’originale è largo 81,8 cm e alto 66 cm: la più vicina per grandezza è 80 x 60 cm, le più vicine per proporzione 50 x 40 e 150 x 120 cm. Sopra un divano convengono le misure maggiori: sotto i 60 x 50 cm il tocco minuto del mare si fonde in una superficie unica. Come quadro artistico in sala da pranzo o come quadro per soggiorno sopra un mobile lungo, 120 x 100 cm risulta calmo. Per altro dello stesso periodo guardate nella galleria Claude Monet; vicino per soggetto è Passeggiata sulla scogliera a Pourville, dove lo stesso pittore mostra una scogliera dall’alto.
Realizzazione su misura, telaio e cornice
Nessuna delle otto ripete esattamente la proporzione dell’originale. Se desiderate quel rapporto, la realizzazione su misura è l’unica via: inviateci larghezza e altezza in centimetri. La tela può arrivare tesa e pronta da appendere, oppure arrotolata in un tubo per farla incorniciare da voi; la cornice non è compresa nel prezzo. A questa scena si addice una cornice di legno semplice, scura o naturale, mentre una cornice dorata larga la stringe.
Consegna e garanzia
La pittura richiede di norma due o tre settimane, di più alle misure maggiori, poiché l’olio deve asciugare fra gli strati. Le tele tese viaggiano in una scatola rigida con angoli protetti, quelle arrotolate in un tubo. Se l’opera arriva danneggiata o si scosta dalla fotografia approvata, la sostituiamo o rimborsiamo il prezzo. Una copia dipinta a mano non è un prodotto di fabbrica e piccole differenze nella pennellata sono da mettere in conto; un danno o un soggetto sbagliato non lo sono, e sono affare nostro da risolvere.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
A Chicago, all’Art Institute of Chicago, numero di inventario 1964.210, esposto nella sala 240.
Dove si trova esattamente Port-Goulphar?
A Belle-Île, nell’Atlantico a sud della penisola di Quiberon, in Bretagna, sul lato sud-occidentale ed esposto.
È la stessa tela quella di Sydney con un titolo simile?
Non lo è. Quella di Sydney è verticale, 81 x 65 cm, del 1887 e firmata con l’anno 87. La nostra è orizzontale, 81,8 x 66 cm, del 1886 e firmata con l’86.
È una stampa?
No. Da noi ogni riproduzione è dipinta a mano, a olio su tela.
Quale misura devo scegliere?
Scegliete una tela che occupi circa due terzi della parete o del mobile sotto; qui meglio la misura maggiore, perché il tocco minuto dell’acqua perde definizione.
Quali misure fuori elenco sono possibili?
Tutte, entro i limiti del telaio. La realizzazione sulle vostre misure è l’unica via per conservare il rapporto dell’originale, 81,8 a 66.
Come arriva il quadro fino a me?
Teso su un telaio dentro una scatola rigida, oppure arrotolato in un tubo, con tracciatura. Prima di quello ricevete una fotografia dell’opera finita.
Che cosa dice il quadro in una frase?
Che a Port-Goulphar il mare è ciò che si muove e la roccia ciò che non cede, e che Monet ha dipinto la differenza col pennello, non col disegno.
È in vendita l’originale e quanto vale?
Non lo è; dal 1973 appartiene interamente all’Art Institute of Chicago. La scheda riporta 4.500 franchi nel 1892 e 2.000 dollari nel 1897; non indichiamo alcun valore attuale.
Quanto in alto devo appenderlo?
Il centro a circa 145 cm dal pavimento, e sopra un mobile lasciate il bordo inferiore libero di 20 o 30 cm. Sulla disposizione scriviamo di più nel nostro blog.
È adatto come regalo?
Lo è, e se non sapete quale misura scegliere esiste un buono regalo, con il quale misura e soggetto sono scelti da chi lo riceve.
- Soggetto. Una scia bianca di schiuma fra scogliere rossastre, mare verde scuro per tutta la metà inferiore e dietro due fessure chiare di mare aperto, visto un poco dall’alto.
- Originale. Olio su tela, 81,8 x 66 cm, 1886, firmato e datato in basso a destra; Art Institute of Chicago, inv. n. 1964.210, dono dei coniugi Chauncey B. Borland.
- Il nostro. Otto misure da 45 x 38 a 150 x 120 cm, oppure sulle vostre misure, l’unica via che conserva la proporzione dell’originale.
- Da sapere. La galleria di Sydney conserva un’altra opera di Monet con questo luogo nel titolo; le distingue l’anno nella firma, 86 sulla nostra e 87 su quella.









































