Descrizione
Hans Jæger
Hans Jæger di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1889, conservato con il numero di inventario NG.M.00485 dal Nasjonalmuseet di Oslo. L’originale misura 84 x 109 cm. La scena è verticale e mostra un uomo seduto e abbandonato in un’ampia poltrona, il cappello in testa e un bicchiere sul tavolino a destra.
La figura occupa quasi tutta la larghezza della tela. Siede basso e di sbieco, il corpo girato un poco a sinistra, mentre lo sguardo va dritto verso chi guarda. In testa porta un morbido cappello grigio bruno a tesa larga, tirato in basso sul davanti, così che gli occhi restano in ombra.
Il viso è la parte più lavorata. La barba e i baffi sono bruno rossastri, le guance calde e percorse da tocchi rossi e azzurri, gli occhi infossati e scuri. L’espressione non è cordiale né ostile; è trattenuta, un poco stanca, lo sguardo di un uomo che l’essere dipinto non disturba e non interessa.
Indossa una giacca ampia azzurro grigia, chiusa alta al collo, che ricade sul corpo in larghe pieghe morbide. Il braccio destro riposa sul bracciolo e la mano pende oltre il bordo, dipinta chiara, con ombre azzurre e senza particolari. La parte bassa del corpo è scura, quasi blu nero, le gambe divaricate.
La poltrona è grande e imbottita. In basso a sinistra compare un bracciolo di legno intagliato bruno rosso, e dietro la figura si alza uno schienale imbottito grigio azzurro scuro. A destra sta un tavolino con un panno rosa violetto, e sopra un alto bicchiere a stelo, riempito a metà di un liquido chiaro che raccoglie un riflesso.
In alto a sinistra la parete è chiara, in crema, bianco e giallo verdastro, e dipinta molto parcamente; lì traspare la trama della tela. In alto a destra la parete si scurisce in un bruno oliva. In basso a sinistra stanno la firma del pittore e l’anno, in colore scuro.
La stesura è larga e bagnata. Le pennellate restano visibili e non si fondono, e in alcuni punti il colore è così sottile che il fondo partecipa al tono. Nulla è levigato: la scena è costruita per piani e tocchi anziché per passaggi, cosa insolitamente ardita per un’opera tanto precoce.
Il ritrattato era uno scrittore e la figura di spicco della cerchia bohémienne di Kristiania, alla quale apparteneva anche il giovane Munch. Il ritratto non è dunque la commissione di un rispettabile borghese, ma l’immagine di un amico e maestro, dipinta senza abbellimenti: il cappello resta in testa, il bicchiere sta sul tavolo, il corpo è abbandonato.
L’impianto poggia su due opposizioni. La figura è pesante, scura e bassa, mentre lo spazio dietro è chiaro e vuoto; il bicchiere a destra è l’unica forma piccola ed esatta in una scena per il resto dipinta in larghezza, e attira l’occhio proprio perché è così esile. La diagonale del tavolino riporta lo sguardo alla mano e di lì al viso.
La nostra esecuzione è dipinta a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, e non è mai stampata. Poiché ogni tela nasce singolarmente su ordinazione, due esemplari non coincidono mai fin nei dettagli; le piccole differenze nella stesura sono il segno di una mano umana e non un difetto. Tra i quadri d’autore il passaggio più difficile è il viso sotto la tesa, costruito con l’ombra e pochi tocchi caldi; schiarito troppo, il ritratto perde peso.
Il formato è verticale e di misura media, i colori sono quieti e freddi, perciò questa arte da parete regge bene anche un ambiente piccolo. Funziona in uno studio, in una biblioteca o in una sala da pranzo, poiché il soggetto non si impone. Il fondo sia chiaro e tranquillo; su una parete scura le zone scure vi si fondono. Appendetelo all’altezza degli occhi con luce uniforme e neutra.
Sono disponibili dieci misure da 40 x 50 cm a 180 x 230 cm, oltre a una misura su richiesta; ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. Altre opere del pittore si trovano nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua opera scriviamo nel blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1889 |
| Dimensioni originali: | 84 cm x 109 cm |
| Stile: | Naturalismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Nazionale (Nasjonalmuseet), Oslo |









































