Descrizione
L’eredità
L’eredità di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1897, conservato con il numero di inventario MM.M.00011 dal Museo Munch (Munchmuseet) di Oslo. L’originale misura 120 x 141 cm. La scena è una sala d’attesa d’ospedale: una donna in abito nero da lutto siede su una panca e tiene in grembo un neonato nudo.
La donna porta un cappello blu scuro quasi nero con la tesa rigida e un ornamento rosso appuntato sul lato destro. La testa è china in avanti e il viso resta nell’ombra della tesa. Con la mano destra preme un grande fazzoletto bianco contro il volto, e al polso brilla un sottile braccialetto d’oro. La sopravveste è ampia e quasi nera con un tono verdastro, e cade in pieghe pesanti sulle spalle e sulle braccia.
In grembo, su un panno bianco, giace il neonato nudo. Il piccolo corpo è di un bianco giallastro pallido, e sul petto e sul ventre sono sparse fini macchie rosse. La testa è troppo grande per il corpo, i capelli sono radi e chiari, gli occhi grandi, scuri e spalancati, la bocca appena socchiusa. Un braccino pende accanto al ginocchio della madre e le gambe sono distese l’una lontano dall’altra.
La metà inferiore della tela è occupata da una gonna ampiamente distesa. Il suo colore è un verde salvia pallido, e su tutta la superficie sono distribuite in modo uniforme forme scure che sembrano foglie o farfalle notturne. La gonna si riversa oltre la panca e scende verso il margine inferiore, dove finisce contro le assi brune del pavimento.
Dietro la donna corre in orizzontale una panca di legno con la spalliera e le gambe verticali in un bruno caldo. La parete alle sue spalle è scura, verde grigia e spoglia. In alto a destra pende un foglio bianco dal tono azzurrino con una scrittura illeggibile, e subito sotto un rettangolo rosso mattone; alla loro sinistra si trova una macchia più piccola giallo arancio. In alto a sinistra sta la firma.
La stesura è densa e fusa, senza tocchi spezzati. I passaggi nella veste della donna sono morbidi e quasi privi di bordo, mentre il contorno del corpo del bambino è netto e duro, così che il panno bianco e la pelle pallida si staccano dall’intorno scuro. La gamma è chiusa: il verde scuro, il nero e il bruno si aprono solo nel bianco del fazzoletto e nelle macchie rosse. È proprio questa misura a dare peso alla scena.
La nostra esecuzione è dipinta a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, e non è mai stampata. Poiché ogni tela nasce singolarmente su ordinazione, due esemplari non coincidono mai fin nei dettagli; le piccole differenze nella stesura sono il segno di una mano umana e non un difetto. Tra i quadri d’autore questo motivo ha il passaggio più difficile nella pelle del bambino, che deve restare translucida e malata insieme; se il colore è troppo spesso, la scena perde la sua tensione.
Il formato è verticale e la scena scura e silenziosa, perciò questa arte da parete richiede una parete tranquilla e luce sufficiente perché il viso nell’ombra della tesa si possa leggere. Funziona bene in uno studio, in una biblioteca o in un corridoio, meno in sala da pranzo. Il fondo sia chiaro e neutro, perché una parete scura inghiotte la scena. Appendetelo all’altezza degli occhi, con una luce uniforme e neutra.
Sono disponibili dieci misure da 40 x 45 cm a 205 x 249 cm, oltre a una misura su richiesta; ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. Altre opere del pittore si trovano nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua opera scriviamo nel blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1897 |
| Dimensioni originali: | 120 cm x 141 cm |
| Stile: | Simbolismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Munch (Munchmuseet), Oslo |









































