Descrizione
Autoritratto a capo chino è un quadro di Egon Schiele del 1912: Schiele si ritrae fino al petto, il capo chino e girato di lato, lo sguardo alzato verso chi guarda e una mano dalle dita aperte sul petto nudo. Lo dipingiamo a mano a olio nella misura che scegliete e, prima della spedizione, vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare.
| Titolo: | Autoritratto a capo chino |
| Altri titoli: | Selbstbildnis mit gesenktem Kopf · Self-Portrait with Lowered Head |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1912, firmato e datato in basso a destra «EGON SCHIELE 1912» |
| Dimensioni originali (larghezza × altezza): | 33,7 cm x 42,2 cm |
| Tecnica originale: | Olio su legno |
| Stile: | Espressionismo |
| Si trova: | Museo Leopold, Vienna |
| La nostra riproduzione: | olio su tela dipinto a mano, 13 misure da 50 x 65 cm a 160 x 205 cm oppure una misura su richiesta |
Autoritratto a capo chino – Egon Schiele
Che cosa mostra il quadro?
Il pittore austriaco si mostra fino al petto. Il capo è chinato in avanti e inclinato di lato, sotto capelli folti, scuri e arruffati, stesi a pennellate ruvide. Il volto è scuro – oliva, grigio-bruno e ocra, con tracce rosse accanto al naso e alla bocca e piccoli baffi neri –, eppure gli occhi guardano in su e verso di noi, con il bianco visibile sotto le sopracciglia pesanti. Un orecchio è di un rosso mattone acceso ed è il colore più forte del quadro. Sotto, il petto è nudo e contornato di rosso-bruno, e una mano dalle dita lunghe e aperte lo attraversa. Una veste bianca ricade aperta dalle spalle e si confonde quasi con il fondo bianco crema, steso a pennellate larghe e visibili. Firma e anno sono in basso a destra.
Perché piace?
Per via degli occhi. Il capo va in giù, lo sguardo in su, e questa piccola contraddizione rende difficile staccare gli occhi dal volto. La mano la rafforza: le dita ben separate, tracciate con la stessa linea rosso-bruna del petto. La tavolozza è ridotta – bianco, bruno, oliva e qualche tocco di rosso –, così questo quadro artistico resta chiaro sulla parete, e il fondo pallido lascia molta aria alla testa scura. Sta bene in uno studio, in un corridoio o sopra una scrivania, dove vi incontra all’altezza degli occhi.
Dove si colloca fra i lavori di Schiele?
Nel nostro assortimento potete confrontarlo con Cardinale e suora (Carezza), Muro di casa (Finestre) e Gli eremiti; se state scegliendo fra questi quadri, apriteli uno accanto all’altro. Le opere di Schiele sono raccolte nella galleria Egon Schiele, e della sua vita parla il nostro articolo su Egon Schiele.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Lo dipinge a mano un artista del nostro laboratorio, con colori a olio, pennellata dopo pennellata, per il vostro ordine: non è una stampa. Due punti decidono il risultato. Il primo sono gli occhi: piccole mezzelune bianche sotto sopracciglia scure; se si ammorbidiscono o si spostano anche di poco, lo sguardo sparisce. Il secondo è la mano, le cui dita devono restare separate e conservare il contorno rosso-bruno, invece di sciogliersi nel petto. C’è anche la tentazione di staccare nettamente la veste bianca dal fondo bianco; noi le lasciamo vicine, come nell’originale. L’originale è dipinto su una tavola di legno, la nostra versione è olio su tela, quindi la superficie non sarà identica. Quando il lavoro è finito lo fotografiamo e vi inviamo la fotografia da approvare, e solo dopo parte. Quest’opera non è ancora stata fotografata nel nostro laboratorio; aggiungeremo le foto a questa pagina non appena le avremo.
Quale misura per quale parete?
In breve: il volto è tutto il quadro, quindi scegliete in base a quanto vi starete vicino. Lo offriamo in tredici misure, da 50 x 65 cm a 160 x 205 cm. Sopra una scrivania o in uno studio 50 x 65 cm o 60 x 75 cm; in un corridoio o sopra un cassettone 70 x 90 cm o 80 x 100 cm; sopra il divano del soggiorno 100 x 130 cm o 120 x 150 cm; su una parete grande o nel vano scale 140 x 180 cm o 160 x 205 cm. I dipinti di questa misura richiedono distanza: da vicino si vedono le singole pennellate dei capelli e del fondo, il volto si compone solo a qualche passo di distanza. Il quadro dipinto a mano sta meglio con il centro all’altezza degli occhi, circa 145–150 cm dal pavimento; sopra un divano, 15–25 cm sopra lo schienale.
Misura su richiesta, telaio e cornice
Se nessuna delle tredici misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo il lavoro secondo le vostre misure. Se all’opzione Telaio scegliete «SI», la tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere. La nostra applicazione 3D serve solo a scegliere la cornice, non a mostrare il lavoro sulla vostra parete. La cornice si sceglie separatamente e non è una parte obbligatoria dell’ordine.
Consegna e garanzia
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in Italia e in altri quindici Paesi dell’Unione europea, tra cui Slovenia, Croazia, Austria, Ungheria e Germania. Il lavoro viaggia imballato con cura. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia del lavoro finito da approvare. I tempi di realizzazione dipendono dalla misura e dal carico di lavoro del laboratorio. Per ogni ordine vale la nostra Politica sui resi e rimborsi.
Domande frequenti
Quando Schiele dipinse l’Autoritratto a capo chino?
Nel 1912: la tavola è firmata e datata in basso a destra «EGON SCHIELE 1912». Anche i piccoli baffi lo confermano, perché secondo il Leopold Museum Schiele li portò solo tra il tardo autunno del 1911 e l’inizio del 1912.
Che legame c’è tra l’Autoritratto a capo chino e Gli eremiti?
Nacque insieme al dipinto Gli eremiti, il grande doppio ritratto di Schiele del 1912, anch’esso al Leopold Museum. Da lì riprese la posizione del capo e le dita divaricate, che nel doppio ritratto poggiano sul fianco della figura di sinistra.
Perché in questo autoritratto Schiele guarda verso l’alto?
Il capo si abbassa mentre lo sguardo va nella direzione opposta, in alto e fuori verso di noi. Secondo il museo, questo movimento contrario fa risaltare le mezzelune bianche dei bulbi oculari sotto le sopracciglia nere con un’intensità diabolica.
Quanti autoritratti fece Schiele?
Circa 200, secondo il Leopold Museum, la maggior parte tra il 1910 e il 1914. Lavorava con lo specchio e, nel 1914, anche con le fotografie scattate da Anton Josef Trčka, in cui metteva in scena gesti ed espressioni drammatiche.
Dove si trova oggi l’Autoritratto a capo chino?
Al Leopold Museum di Vienna, con il numero d’inventario 462. È una piccola tavola a olio su legno, di 33,7 x 42,2 cm. Il museo vede in questi lavori il distacco di Schiele da Gustav Klimt e dalla Secessione verso un modo di rappresentare del tutto nuovo e radicalmente espressivo.
È adatto come regalo?
Sì; se non siete sicuri della misura, c’è un buono regalo.









































