Descrizione
Autoritratto a capo chino è un’opera del 1912 di Egon Schiele: il capo piegato in avanti e girato di lato, e uno sguardo che nonostante ciò sale verso chi guarda. L’originale è conservato al Museo Leopold di Vienna con il numero di inventario 462 e, secondo la scheda del museo, è esposto al piano OG3; misura 42,2 x 33,7 cm, quindi è largo 33,7 cm e alto 42,2 cm. Da noi nasce come quadro a olio dipinto a mano su lino, in tredici dimensioni o su vostra misura, e prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.
| Titolo: | Autoritratto a capo chino |
| Altri titoli: | Selbstbildnis mit gesenktem Kopf · Self-Portrait with Lowered Head |
| Pittore: | Egon Schiele (1890–1918) |
| Anno: | 1912; firmato e datato in basso a destra „EGON SCHIELE 1912“ |
| Dimensioni originali: | 42,2 cm x 33,7 cm (altezza prima della larghezza) |
| Tecnica originale: | Olio su legno |
| Stile: | Espressionismo |
| Si trova: | Museo Leopold, Vienna (inv. 462), esposto al OG3 |
| La nostra riproduzione: | olio dipinto a mano su lino, 13 dimensioni da 50 x 65 cm a 160 x 205 cm oppure misura su ordinazione |
Autoritratto a capo chino – Egon Schiele
Che cosa mostra l’opera?
Il pittore dal petto in su. Il capo è piegato fortemente in avanti e inclinato di lato, il mento quasi sulla clavicola; i capelli sono folti, bruno-neri e scarmigliati, stesi con pennellate ruvide e tirate. Il volto è scuro – oliva, grigio-bruno e ocra, con tracce rosse accanto al naso e alla bocca e piccoli baffi neri. Un orecchio è rosso mattone acceso ed è il colore più forte della tavola. In basso il torace e una spalla sono nudi e contornati da linee rosso-brune, e sopra di essi posa una mano con le dita divaricate. Un camice bianco si apre da entrambe le spalle e il suo bianco passa quasi impercettibilmente nel bianco del fondo: a sinistra quasi non c’è confine tra l’abito e lo sfondo. Il fondo è bianco crema, steso con pennellate larghe e visibili.
Perché gli occhi risaltano tanto?
Perché guardano nella direzione opposta a quella del capo. La scheda del museo lo dice apertamente: il capo chino e lo sguardo rivolto verso l’esterno sono movimenti contrari, e per questo sotto le sopracciglia nere lampeggiano le falci bianche dei bulbi oculari; la scheda parla di un’intensità diabolica e dell’effetto di vortice che ne nasce. È la lettura della casa che conserva l’opera e la riportiamo come sua; la scheda stessa definisce l’aspetto grottesco e sinistro.
Che cosa c’entrano gli Eremiti?
Secondo la scheda del museo questo autoritratto nacque in rapporto con la grande tela Eremiti: la posizione del capo e il gesto caratteristico delle dita largamente divaricate si rispecchiano nella figura di sinistra di quell’opera. Così entrambi i dettagli su questa piccola tavola pesano più di quanto sembri: la mano con cinque dita distanziate non è un ornamento, ma lo stesso gesto che il pittore impiega nella composizione maggiore.
Quanti autoritratti dipinse Schiele?
Secondo la scheda del museo circa duecento in tutta la vita, la maggior parte fra il 1910 e il 1914. La scheda aggiunge anche come lavorava: le fotografie scattate dall’artista Anton Josef Trčka (1893–1940) attestano che Schiele non si serviva soltanto di specchi, ma anche dell’apparecchio fotografico, mentre provava l’intera gamma dei gesti e delle espressioni del viso.
Il formato è verticale o orizzontale?
Verticale. La scheda indica 42,2 x 33,7 cm e mette l’altezza prima della larghezza: l’opera è dunque larga 33,7 cm e alta 42,2 cm. È quasi esattamente la dimensione di Alberello nel tardo autunno dell’anno precedente, che misura 42 x 33,5 cm ed è anch’esso dipinto su una tavola di legno. Per questo soggetto il formato verticale spinge testa e spalle contro il margine superiore, così che il collo piegato riempia il centro. I nostri gradini sono tutti verticali, da 50 x 65 cm a 160 x 205 cm.
Posso averlo nelle dimensioni dell’originale?
Nelle dimensioni dell’originale no, nella sua proporzione invece molto da vicino. L’originale è piccolo: largo 33,7 cm e alto 42,2 cm, quindi minore del nostro gradino più piccolo di 50 x 65 cm, e ogni nostro gradino è più grande di lui. Il rapporto dei lati dell’originale è 1 : 1,252, mentre i nostri gradini 60 x 75 cm, 80 x 100 cm e 120 x 150 cm stanno a 1 : 1,25: a 60 cm di larghezza è una differenza di circa un millimetro in altezza. Differisce anche il supporto: l’originale è dipinto, secondo la scheda, a colori a olio su legno, la nostra riproduzione a colori a olio su lino. Non li equipariamo: una tavola e una tela tesa si comportano in modo diverso.
Da dove proviene l’opera e dov’è oggi?
Finora questa pagina non portava alcuna nota di provenienza: per quest’opera non ce n’era, e lo diciamo apertamente invece di fornire in silenzio un sostituto. Quel che segue è la catena così come la pubblica il museo, ed è breve: Margarethe Scheider, Vienna e Salonicco, dal 1917 almeno fino al 1960; poi Rudolf Leopold, Vienna, da prima del 1964 al 1994; e dal 1994 la Fondazione privata Museo Leopold. Due cose in quella scheda meritano attenzione. La prima: gli anni fra il 1960 e il 1964 non sono coperti – il museo scrive „almeno“ per la prima proprietaria e „prima di“ per il successivo, e sono indicazioni prudenti, non date. La seconda: l’opera rimase presso la stessa proprietaria per più di quarant’anni, e proprio questo si vede probabilmente nell’elenco dei cataloghi. Per quest’opera il museo ne cita soltanto tre, tutti tardi; i due più antichi, che compaiono presso opere vicine della stessa raccolta – quello di Nirenstein del 1930 e quello di Kallir del 1966 – non vi figurano. Fra le fonti indica inoltre una lettera dall’archivio del museo del 16 marzo 2018 e un dossier di Sonja Niederacher del 16 gennaio 2012. L’opera è oggi al Museo Leopold con il numero di inventario 462; l’intera raccolta schieliana della casa è presentata sulla pagina del Museo Leopold su Egon Schiele.
Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?
Fra gli autoritratti, che dipinse in serie. L’anno prima nacquero L’autoveggente II e Il lirico, entrambe grandi tele quadrate della stessa raccolta; dello stesso anno di questa tavola è Madre e figlio, anch’esso olio su legno. L’intera scelta è nella galleria Egon Schiele, e sulla sua vita si legge di più nell’articolo su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la direzione che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quel periodo si legge ancora oggi attraverso questi due nomi. Come dipinto espressionista questo è uno dei suoi autoritratti più noti; le grandi opere di quella raccolta sono olio su tela, questa tavola no.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni tela è dipinta da un artista a colori a olio, pennellata dopo pennellata; non è una stampa meccanica – sotto il pennello nasce una copia dipinta a mano, eseguita appositamente per il vostro ordine. In questo soggetto i punti più difficili sono due. Il primo è il bianco degli occhi: due minuscole falci chiare sotto sopracciglia scure, e tutto l’effetto dell’opera dipende proprio da loro; se il pittore le ingrandisce o le ammorbidisce, lo sguardo smette di contraddire la posizione del capo. Il secondo è il confine fra il camice bianco e il fondo bianco, volutamente quasi invisibile: se lo si traccia, la figura si stacca dallo sfondo e acquista un contorno che l’originale non ha. Quando l’opera è finita la fotografiamo e vi inviamo la fotografia per l’approvazione, e solo allora parte. Per questa famiglia di opere non abbiamo fotografie di atelier: nel nostro laboratorio non è ancora stata fotografata e nulla è stato rimosso; quando sarà dipinta la prossima volta la fotograferemo e aggiungeremo qui le fotografie. Come riproduzione su tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere.
Quale dimensione per quale parete?
Risposta breve: si tratta di un volto, quindi la dimensione decide quanto si avvicina. Per una parete stretta o fra le finestre vanno bene 50 x 65 cm e 60 x 75 cm, per il soggiorno 80 x 100 cm o 100 x 130 cm, per un ambiente grande ci sono 140 x 180 cm e 160 x 205 cm. La nostra dimensione minima è 50 x 65 cm. Un quadro artistico di grande scala ha bisogno di distanza: le pennellate nei capelli e sul volto da vicino si leggono una per una, e lo sguardo si compone solo a qualche metro.
Come ordino una misura su ordinazione, il telaio e la cornice?
Se nessuna delle tredici dimensioni si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su vostra misura. La tela è tesa su un telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve esclusivamente alla scelta della cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete. La cornice si sceglie a parte e non deve necessariamente far parte dell’ordine.
Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?
Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in sedici paesi dell’Unione europea, fra cui Italia, Germania, Francia, Paesi Bassi e Polonia. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione; se non siete soddisfatti, la correggiamo o la dipingiamo di nuovo. Il tempo di esecuzione varia secondo la dimensione e il carico di lavoro dell’atelier.
Domande frequenti
Dove si conserva l’originale?
Al Museo Leopold di Vienna, numero di inventario 462; secondo la scheda, esposto al OG3.
Chi è raffigurato?
Il pittore stesso, a capo chino e con lo sguardo rivolto in alto e verso l’esterno.
Su che cosa è dipinto l’originale?
Su legno, non su tela; la nostra riproduzione è dipinta a colori a olio su lino.
Quanto è grande l’opera originale?
Larga 33,7 cm e alta 42,2 cm – all’incirca come un foglio A3.
È disponibile nelle dimensioni dell’originale?
No; l’originale è più piccolo del nostro gradino minimo di 50 x 65 cm.
Quale vostra dimensione è più vicina alla sua proporzione?
60 x 75 cm, 80 x 100 cm e 120 x 150 cm; un rapporto di 1 : 1,25 contro 1 : 1,252 dell’originale.
Come è contrassegnata l’opera?
In basso a destra, con firma e anno „EGON SCHIELE 1912“.
È una stampa?
No. Ogni tela è dipinta a mano da un artista a colori a olio.
Quanti autoritratti dipinse?
Secondo la scheda del museo circa duecento, la maggior parte fra il 1910 e il 1914.
Come arriva l’opera?
Tesa su un telaio di legno e imballata con protezione; la cornice è facoltativa.
È adatta come regalo?
Lo è; se non sapete quale dimensione scegliere, esiste un buono regalo.
- Soggetto: un autoritratto a capo chino, con lo sguardo rivolto in alto e una mano dalle dita divaricate sul petto.
- Originale: 1912, olio su legno, 42,2 x 33,7 cm, firmato in basso a destra, Museo Leopold, Vienna, inv. 462.
- Il nostro: dipinto a mano a colori a olio su lino, 13 dimensioni oppure misura su ordinazione.
- Da sapere: per quest’opera la pagina non portava alcuna nota di provenienza; la catena è riportata come la pubblica il museo.









































