Egon Schiele – Autoritratto con alchechengi

da 137,00 €

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 252_131 Categoria:

Descrizione

Autoritratto con alchechengi è un’opera del 1912 di Egon Schiele: la testa e la giacca scura del pittore tagliate dal margine superiore e da quello inferiore, e a sinistra un sottile stelo di alchechengi con frutti rossi e foglie secche gialle. L’originale si trova al Leopold Museum di Vienna con il numero d’inventario 454; misura 39,8 x 32,2 cm – 39,8 cm di larghezza e 32,2 cm di altezza, una piccola tavola orizzontale. Da noi nasce come dipinto a olio realizzato a mano su tela, in quindici misure o su misura vostra, e prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.

Titolo:Autoritratto con alchechengi
Altri titoli:Selbstbildnis mit Lampionfrüchten · Self-Portrait with Chinese Lantern Plant
Pittore:Egon Schiele (1890–1918)
Anno:1912; firmato e datato in basso a destra «EGON SCHIELE 1912»
Misure originali (larghezza × altezza):39,8 cm x 32,2 cm
Tecnica originale:Olio e colore coprente su legno
Stile:Espressionismo
Ubicazione:Leopold Museum, Vienna (inv. 454)
La nostra riproduzione:olio dipinto a mano su tela, 15 misure da 43 x 35 cm a 205 x 164 cm oppure una misura su ordinazione

Autoritratto con alchechengi – Egon Schiele

Che cosa mostra l’opera?

Il pittore dal petto in su, collocato a destra del centro su un fondo pallido, bianco argenteo. Il margine superiore taglia i capelli scuri e quello inferiore la giacca, quasi nera con un riflesso verde e stesa a larghe pennellate. La testa poggia su un collo lungo ed è girata di lato; il volto è costruito con piccoli tratti di rosa, ocra, blu e verde, con labbra rosse e sopracciglia scure. Dietro la testa una forma grigia, simile a una scatola, si stacca dal fondo più chiaro. A sinistra un sottile stelo sale e si piega fino al margine superiore, con foglie secche giallo-brune e frutti rossi di alchechengi – uno vicino alla cima, un grappolo sul margine inferiore. In basso a destra, in tre brevi righe, c’è la firma.

Dove guarda il pittore?

Dritto verso di voi. Secondo la scheda del museo la testa è girata verso destra, mentre lo sguardo, con un movimento contrario, fissa direttamente l’osservatore; il museo vi legge un artista che si presenta insieme fragile e sicuro di sé. È la lettura della casa che conserva l’opera, e la riportiamo come sua: la testa si volge da una parte, e torna indietro soltanto lo sguardo.

Perché la composizione è così spostata dal centro?

Perché l’opera ha un compagno. Secondo il museo Schiele la concepì come pendant del Ritratto di Wally Neuzil, ritratto della sua compagna di allora dipinto nello stesso periodo, e questo spiega la composizione stranamente eccentrica di entrambi i quadri. La scheda aggiunge che nella composizione equilibrata nulla è lasciato al caso e che ogni linea trova la sua continuazione o un corrispettivo: testa e corpo sono tagliati dai margini orizzontali, e al peso di queste zone scure risponde il rosso deciso dell’alchechengi.

Perché questo autoritratto è così noto?

La scheda del museo lo annovera fra le opere più note di Schiele e dice che lo mostra all’apice della sua creatività. Ne indica anche la ragione più ampia: nessun artista nella Vienna intorno al 1900 esplorò con tanta intensità il proprio volto, il proprio corpo e la propria personalità, e ciò fece del nome di Schiele un sinonimo della modernità viennese e del suo tema centrale, la crisi dell’individuo.

Su che cosa è dipinto l’originale?

Su legno. Secondo la scheda la tecnica è olio e colore coprente su una tavola di legno, firmata e datata in basso a destra. La nostra riproduzione è dipinta con colori a olio su tela. Non presentiamo le due cose come uguali: una piccola tavola e una tela tesa sono supporti diversi.

Il formato è verticale o orizzontale?

Orizzontale. Il suo compagno, il ritratto di Wally Neuzil, è largo uguale e alto quasi uguale. I nostri gradini seguono l’originale nel formato orizzontale, da 43 x 35 cm a 205 x 164 cm. Per questo soggetto la larghezza lascia tutto il lato sinistro alla pianta, che è il contrappeso di cui parla il museo.

Posso averla nelle dimensioni dell’originale?

Nelle dimensioni dell’originale no: la tavola misura 39,8 x 32,2 cm, e il nostro gradino più piccolo, 43 x 35 cm, è più largo di 3,2 cm e più alto di 2,8 cm. Nella proporzione dipende dal gradino. Il rapporto dei lati dell’originale è 1 : 1,236; 43 x 35 cm e 130 x 105 cm gli si avvicinano in altezza a circa due millimetri, 80 x 65 cm a circa tre. Gli altri gradini sono tagliati in modo più quadrato o più allungato, fino a quasi tre centimetri a 90 x 70 cm; se la proporzione esatta vi importa, scegliete uno di quei tre o una misura su ordinazione.

Da dove viene l’opera e dov’è oggi?

La nota di provenienza che questa pagina portava già segue immediatamente qui sotto e la conserviamo alla lettera, immutata. La catena del museo nomina gli stessi tre proprietari e aggiunge la quarta stazione: dal 1994 la Fondazione privata Museo Leopold. Indica anche una fonte per ogni stazione, e la lettura delle fonti è nostra. Per Heinrich Mayer è una lettera di Peter Parzer a Patricia Spiegelfeld del 21 giugno 2002; per Josef e Richard Parzer, un dossier di Sonja Niederacher del 30 aprile 2011; per Rudolf Leopold, un contratto di compravendita del 24 aprile 1956. L’ultimo passaggio privato è dunque documentato come una vendita. Il primo proprietario è datato soltanto «prima del 1918», e la scheda non dice quando acquisì l’opera, né come nel 1938 passò ai Parzer. L’opera è oggi al Leopold Museum con il numero d’inventario 454; l’intero fondo Schiele della casa è presentato nella pagina del Leopold Museum su Egon Schiele.

Provenienza

Il dipinto appartenne a Heinrich Mayer a Vienna (prima del 1918 fino al 1938), poi a Josef e Richard Parzer a Vienna (1938–1956) e a Rudolf Leopold (1956–1994); oggi è al Leopold Museum di Vienna.

Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?

Fra gli autoritratti del 1912, accanto al suo compagno. Dello stesso anno è l’Autoritratto a capo chino, anch’esso dipinto su una tavola di legno; dell’anno precedente L’autoveggente II, una grande tela quadrata della stessa collezione. L’intera selezione è nella galleria Egon Schiele, e sulla vita del pittore c’è di più nel nostro articolo su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la direzione che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quegli anni si legge ancora oggi attraverso questi due nomi. Come dipinto espressionista è l’autoritratto che il museo annovera fra le sue opere più note. L’autoveggente II è olio su tela; questa tavola no.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni tela è dipinta da un artista con colori a olio, pennellata dopo pennellata; non è una stampa meccanica – sotto il pennello nasce una copia dipinta a mano, eseguita per il vostro ordine. Qui i punti più difficili sono due. Il primo è il volto: è fatto di piccoli tratti separati di rosa, ocra, blu e verde, e devono restare separati; se il pittore li fonde in un unico incarnato, il volto perde la qualità inquieta e vibrante che lo rende di Schiele. Il secondo è il rosso dei frutti: è il colore più forte dell’opera e l’unica risposta alla massa scura della giacca, quindi deve essere proprio quel rosso – troppo arancione o troppo debole, e l’equilibrio descritto dal museo si rompe. Quando l’opera è finita la fotografiamo e vi inviamo la fotografia per l’approvazione, e solo allora parte. Per questa famiglia di opere non abbiamo fotografie di atelier: nel nostro laboratorio non è ancora stata fotografata e nulla è stato rimosso; quando sarà dipinta la prossima volta la fotograferemo e aggiungeremo qui le fotografie. Come riproduzione su tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere.

Quale misura per quale parete?

Risposta breve: un’opera orizzontale segue un mobile lungo. Per uno spazio stretto o la parete sopra una scrivania funzionano 43 x 35 cm e 50 x 40 cm, sopra un divano o una credenza 100 x 80 cm o 110 x 90 cm, per un ambiente grande 170 x 136 cm e 205 x 164 cm. La nostra misura più piccola è 43 x 35 cm. Come quadro artistico un volto così piccolo nell’originale cambia carattere quando viene ingrandito: i gradini più piccoli conservano l’intimità della tavola, quelli più grandi rendono visibili i tratti del volto da un capo all’altro della stanza.

Come ordino una misura su ordinazione, il telaio e la cornice?

Se nessuna delle quindici misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su misura vostra. La tela arriva tesa su un telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve unicamente alla scelta della cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete. La cornice si sceglie a parte e non deve necessariamente far parte dell’ordine.

Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?

Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in sedici paesi dell’Unione europea, fra cui Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione, e se il risultato non vi soddisfa lo correggiamo o lo dipingiamo di nuovo. Il tempo di produzione varia con la misura e con il carico di lavoro dello studio.

Domande frequenti

Che pianta compare nell’Autoritratto con alchechengi di Schiele?

L’alchechengi (Physalis): accanto al pittore, a sinistra, un sottile stelo porta foglie secche giallo-brune e frutti rossi a forma di lanterna. Molti autori leggono la pianta come segno della fragilità e della caducità della vita, accostata al volto pallido e scavato; il museo sottolinea invece il suo ruolo nella composizione, dove il rosso acceso bilancia i capelli e la giacca scuri. In tedesco l’opera è nota come Selbstbildnis mit Lampionfrüchten, in inglese come Self-Portrait with Physalis.

Quando Schiele dipinse l’Autoritratto con alchechengi?

Nel 1912: la tavola è firmata e datata in basso a destra «EGON SCHIELE 1912». È dipinta a olio e colore coprente su legno ed è piccola, larga 39,8 cm e alta 32,2 cm.

Perché l’Autoritratto con alchechengi è così famoso?

Il Leopold Museum lo annovera fra i lavori più noti di Schiele e dice che lo mostra all’apice della sua creatività. La testa è girata verso destra mentre lo sguardo fissa dritto l’osservatore, e il museo legge questo moto contrario come l’artista che si presenta fragile e sicuro di sé allo stesso tempo. Nessun altro a Vienna intorno al 1900 esplorò il proprio volto e il proprio corpo con tanta intensità.

Che legame c’è fra l’Autoritratto con alchechengi e il Ritratto di Wally Neuzil?

Schiele concepì i due quadri nello stesso anno come pendant: Wally Neuzil era allora la sua compagna e modella. Secondo il museo è questo a spiegare la composizione stranamente eccentrica di entrambe le tavole, larghe uguali e alte quasi uguali. Si trovano entrambe al Leopold Museum, il ritratto di Wally con il numero d’inventario 453.

Dove si trova oggi l’Autoritratto con alchechengi?

Al Leopold Museum di Vienna, con il numero d’inventario 454. Fino al 1938 appartenne a Heinrich Mayer a Vienna, poi a Josef e Richard Parzer e dal 1956 a Rudolf Leopold. Dal 1994 appartiene alla Fondazione privata Leopold Museum.

Va bene come regalo?

Sì; se non sapete quale misura scegliere, esiste un buono regalo.

  • Soggetto: un autoritratto tagliato dal margine superiore e da quello inferiore, con uno stelo di alchechengi rossi a sinistra.
  • Originale: 1912, olio e colore coprente su legno, 39,8 x 32,2 cm, firmato in basso a destra, Leopold Museum, Vienna, inv. 454.
  • Il nostro: olio dipinto a mano su tela, 15 misure oppure una misura su ordinazione.
  • Da sapere: secondo il museo fu concepito come pendant del Ritratto di Wally Neuzil.

Quadri 100% dipinti a mano

Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

Quadri su commissione

Dipingiamo qualsiasi cosa: il tuo motivo, i tuoi colori, le dimensioni che desideri. Scrivici: info@svetslik.si

Il quadro nel tuo spazio – prima dell'acquisto

Con la visualizzazione digitale ti consigliamo come collocare il quadro sulla tua parete.

Scegli la cornice in 3D

Anteprima 3D realistica di ogni cornice sul quadro scelto + consulenza personale.

15+ anni di esperienza

I nostri artisti creano dal 2009, con referenze in patria e all'estero.