Descrizione
Autoritratto con l’orecchio bendato è il dipinto che Vincent van Gogh realizzò ad Arles nel gennaio 1889, una settimana dopo essere uscito dall’ospedale: si ritrae con un berretto di pelliccia e un cappotto verde, con una benda sopra l’orecchio e sotto il mento, davanti a un cavalletto e a una stampa giapponese. L’originale misura 60,5 x 50 cm e appartiene alla Courtauld Gallery di Londra. Noi lo dipingiamo a mano a olio su tela, in 16 misure da 40 x 50 a 127 x 160 cm o su misura, e prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita da approvare.
| Titolo: | Autoritratto con l’orecchio bendato |
| Altri titoli: | Autoritratto con orecchio bendato · Self-Portrait with Bandaged Ear |
| Pittore: | Vincent van Gogh (1853–1890) |
| Anno di realizzazione: | gennaio 1889, Arles |
| Dimensioni originali: | 60,5 cm x 50 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Postimpressionismo |
| Collocazione: | Courtauld Gallery, Londra (inv. P.1948.SC.175) |
| La nostra riproduzione: | Olio su tela dipinto a mano, 16 misure o su misura |
Autoritratto con l’orecchio bendato – Vincent van Gogh
Che cosa mostra l’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Van Gogh si è dipinto fino al petto, con il volto serio e fermo. Porta un berretto blu bordato di pelliccia nera e un pesante cappotto verde abbottonato fin sotto il collo. Una benda bianca gli copre il lato della testa e scende sotto il mento, così l’orecchio ferito non si vede. Nel ritratto non c’è nulla di drammatico: davanti a noi c’è un uomo che si è vestito contro il freddo ed è tornato al lavoro.
Alle sue spalle ci sono tre cose: una finestra aperta, una tela sul cavalletto con appena qualche segno e una stampa giapponese con figure in un paesaggio. I colori sono forti e semplici – il verde del cappotto, il blu del berretto, il bianco della benda e i toni chiari della stampa –, tutti stesi con pennellate brevi e ben visibili.
Perché il berretto di pelliccia, il cavalletto e la stampa giapponese?
Ogni oggetto ha il suo motivo. La Courtauld Gallery spiega che il berretto di pelliccia era un acquisto recente: teneva ferma la spessa benda e lo riparava dal freddo invernale del gennaio 1889, per questo ricorda le dure condizioni in cui lavorava allora. La tela sul cavalletto è appena cominciata, un segno discreto che intendeva continuare a dipingere.
La stampa alla parete era sua: Geishe in un paesaggio, una xilografia giapponese a colori realizzata da Satō Torakiyo negli anni Settanta dell’Ottocento. Van Gogh collezionò centinaia di stampe giapponesi e ne ammirava i colori audaci e le campiture piatte; il museo le definisce un’importante fonte d’ispirazione per lui. Qui ne riportò una parte sullo sfondo, così la sua collezione entra nel suo stesso ritratto.
Che cosa racconta l’Autoritratto con l’orecchio bendato su Van Gogh?
Nel dicembre 1888 Van Gogh si tagliò gran parte dell’orecchio sinistro. La Courtauld Gallery lo descrive come un gesto disperato, compiuto dopo un’accesa lite con Paul Gauguin, il pittore che era venuto a stare da lui ad Arles. Quando Van Gogh tornò dall’ospedale, Gauguin se n’era andato, e con lui il sogno di un atelier del Sud, dove gli artisti avrebbero condiviso idee e lavorato fianco a fianco.
Dipinse questo ritratto una settimana dopo essere uscito dall’ospedale. Il museo lo legge come la prova della sua determinazione a continuare a dipingere, un’impressione rafforzata dalla tela appena iniziata sul cavalletto e dalla sicurezza con cui usa colore e pennellata. La benda è sul lato destro del volto solo perché si dipinse guardandosi allo specchio; l’orecchio ferito era il sinistro.
Dove si trova l’originale e come è arrivato a Londra?
L’originale è esposto alla Courtauld Gallery, nella Somerset House di Londra, con il numero d’inventario P.1948.SC.175. Alla morte di Van Gogh, nel 1890, il quadro apparteneva a Julien Tanguy, il mercante di colori parigino che aveva ritratto due volte nel 1887; come Tanguy ne fosse entrato in possesso non si sa. Fu esposto a Parigi nel 1901 e di nuovo nel 1905.
Il collezionista Samuel Courtauld lo acquistò nel 1928 e lo lasciò alla galleria con il suo lascito del 1948. Il 17 gennaio 1889 Van Gogh scrisse al fratello Theo di aver dipinto un nuovo autoritratto, e si ritiene che sia proprio questo. Altro sulla sua storia si trova su Wikipedia in italiano.
Autoritratto con l’orecchio bendato o Autoritratto come artista – quale scegliere?
Dipingiamo due autoritratti in cui Van Gogh si mostra come pittore al lavoro, a circa un anno di distanza. Questa pagina è il ritratto di Arles del gennaio 1889: berretto di pelliccia, benda, cappotto verde e stampa giapponese, con l’originale a Londra. L’altro è Autoritratto come artista, dipinto a Parigi nell’inverno 1887–88: il pittore è al cavalletto con tavolozza e pennelli, e l’originale è al Van Gogh Museum di Amsterdam.
Scegliete questo se volete il ritratto con la sua storia e il forte contrasto di verde, blu e bianco; scegliete quello parigino se volete il pittore con gli strumenti del mestiere. Del suo periodo ad Arles dipingiamo anche Girasoli I, Camera da letto ad Arles e la scena notturna Terrazza del caffè di notte.
Poco prima di questo autoritratto, alla fine del 1888 ad Arles, Van Gogh dipinse anche il quadro La sedia di Vincent, la sua sedia impagliata con sopra una pipa, che dipingiamo anch’esso a mano.
Come nasce il nostro Autoritratto con l’orecchio bendato dipinto a mano?
Il pittore traccia prima la testa, il berretto e la linea della benda, poi le spalle e i tre oggetti sullo sfondo, e solo dopo stende i colori: il verde del cappotto, il blu del berretto con la pelliccia scura, il bianco della benda e i toni della stampa giapponese. La nostra riproduzione dipinta a mano nasce a olio su tela con la tecnica dell’impasto: il colore è steso a spessore, con pennellate in rilievo che si alzano dalla tela come nell’originale, dove si vede ogni tocco del cappotto e del berretto.
Il volto richiede più tempo di tutto il resto. Il pittore segue l’espressione e la direzione di ogni pennellata sulle guance e sulla barba, perché il ritratto conservi lo sguardo calmo e diretto di Van Gogh e non diventi levigato.
Ogni quadro è una copia dipinta a mano, realizzata apposta per il vostro ordine, quindi non ce ne sono due identici. Una stampa mostra solo una superficie liscia; sul nostro quadro le pennellate e gli strati di colore sono veri e li sentite sotto le dita.
Quale misura per quale parete?
In breve: 70 x 90 o 80 x 100 cm sopra un divano, un letto o una credenza, 49 x 60 o 50 x 62 cm sopra un cassettone o nello studio, 100 x 120 o 120 x 150 cm per una grande parete libera. Il formato verticale sta bene su una parete stretta, tra due finestre o in corridoio.
Le misure sono 16, da 40 x 50 a 127 x 160 cm. Le misure 49 x 60 e 50 x 62 cm sono le più vicine all’originale, alto 60,5 cm e largo 50 cm, così sulla vostra parete il volto appare nella scala che gli diede Van Gogh. Un ritratto si guarda meglio all’altezza degli occhi, quindi un quadro per il soggiorno non dovrebbe stare troppo in alto; sopra un divano largo 160 cm va bene una larghezza di 80 cm, e le misure più grandi trovano posto sulle scale o in un ingresso alto. Un dipinto a olio più piccolo, 40 x 50 cm, sta bene in corridoio o nella cameretta.
Appendetelo con il centro della tela a circa 150 cm da terra e, sopra un divano o una testiera, lasciate 20–30 cm tra il mobile e il bordo inferiore.
E se mi serve una misura diversa o una cornice?
Se nessuna delle 16 misure va bene per la vostra parete, lo dipingiamo su misura. Consigliamo di restare vicini alle proporzioni dell’originale, altrimenti il volto si schiaccia o si allunga. Inviateci larghezza e altezza desiderate e vi comunichiamo prezzo e tempi. Ogni quadro su tela che realizziamo è montato su un telaio di legno e pronto da appendere.
Per la cornice usate la nostra applicazione 3D: mostra su questo soggetto ogni nostro profilo, così potete confrontare oro, argento, nero, bianco e legno naturale prima di decidere – l’applicazione serve esclusivamente alla scelta della cornice. Se volete vedere come starà il quadro proprio sulla vostra parete, si tratta del nostro servizio separato di ambientazione. Al verde e al blu di questo ritratto si addice una semplice cornice di legno scuro o una sottile cornice dorata.
Come funzionano consegna e garanzia?
Ogni quadro nasce su ordinazione nel nostro atelier in Slovenia, quindi calcolate da 15 a 45 giorni, a seconda della misura scelta. Lo spediamo teso e protetto per il trasporto, incorniciato se avete scelto la cornice, in Italia e nell’UE senza dogana. Prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita per l’approvazione; se qualcosa non va, lo correggiamo finché la tela è ancora nel nostro laboratorio. Per ogni ordine vale la nostra politica di reso.
Gli altri quadri di Van Gogh sono nella galleria Vincent van Gogh, e altro sul pittore si trova nel nostro articolo su Vincent van Gogh. Se è un regalo e non conoscete la misura giusta, c’è il buono regalo: chi lo riceve sceglie da sé misura e soggetto.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale dell’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Alla Courtauld Gallery, nella Somerset House di Londra, che lo conserva con il numero P.1948.SC.175. È arrivato in galleria nel 1948 con il lascito del collezionista Samuel Courtauld, vent’anni dopo che lo aveva acquistato. Non si trova quindi né al Van Gogh Museum di Amsterdam né al Musée d’Orsay di Parigi.
Quando e dove Van Gogh dipinse l’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Ad Arles, nel sud della Francia, nel gennaio 1889, una settimana dopo essere uscito dall’ospedale. In una lettera del 17 gennaio 1889 scrisse al fratello Theo di aver dipinto un nuovo autoritratto, e si ritiene che sia proprio questo. Nacque nelle settimane successive alla partenza di Gauguin da Arles.
Perché nell’Autoritratto con l’orecchio bendato la benda è sull’orecchio destro?
Perché Van Gogh si dipinse guardandosi allo specchio. L’orecchio che si ferì nel dicembre 1888 era il sinistro, ma nello specchio appare a destra, e così nel quadro la benda sta sul lato destro del volto. La Courtauld Gallery lo sottolinea anche nella propria descrizione dell’opera.
Perché Van Gogh dipinse l’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Il museo lo vede come la prova della sua determinazione a continuare a dipingere. Lo realizzò una settimana dopo l’uscita dall’ospedale, con una tela appena cominciata sul cavalletto alle spalle e una stampa giapponese a cui teneva sulla parete. Invece di nascondere la ferita, la dipinse con semplicità e tornò a dedicarsi al colore e alla pennellata.
Quale stampa giapponese compare nell’Autoritratto con l’orecchio bendato?
È Geishe in un paesaggio, una xilografia giapponese a colori di Satō Torakiyo degli anni Settanta dell’Ottocento, che Van Gogh possedeva. Collezionò centinaia di stampe giapponesi e ne ammirava i colori audaci e gli effetti di spazio. Nel ritratto ne dipinse una parte sulla parete alle sue spalle, segno di quanto l’arte giapponese contasse per lui.
Perché Van Gogh porta un berretto di pelliccia nell’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Il berretto era un acquisto recente. Secondo la Courtauld Gallery lo comprò per tenere ferma la spessa benda e per ripararsi dal freddo invernale del gennaio 1889. Per questo viene letto come un ricordo delle dure condizioni in cui lavorava allora, e come parte della storia che il ritratto racconta senza parole.
L’Autoritratto con l’orecchio bendato è lo stesso quadro di quello con la pipa?
No. Delle stesse settimane esiste un secondo autoritratto in cui porta berretto e benda e fuma la pipa. È un quadro diverso e non fa parte della collezione Courtauld. Questa pagina è la versione della Courtauld Gallery, con il cavalletto e la stampa giapponese sullo sfondo e senza pipa, così non c’è rischio di confonderli.
Quanti autoritratti dipinse Van Gogh oltre all’Autoritratto con l’orecchio bendato?
Più di 35. Molti risalgono agli anni parigini, quando spesso usava se stesso come modello perché non poteva permettersi di pagare chi posasse. Questo ritratto appartiene al periodo di Arles ed è tra i più noti in assoluto. Dipingiamo anche il suo ritratto parigino al cavalletto, Autoritratto come artista.
L’originale dell’Autoritratto con l’orecchio bendato è in vendita?
No. Appartiene alla Courtauld Gallery di Londra, nella collezione del Samuel Courtauld Trust, quindi non è sul mercato e non ha un prezzo. Possiamo offrirvi la nostra versione dipinta a mano a olio su tela, anche incorniciata se lo desiderate, con il prezzo indicato in questa pagina secondo la misura che scegliete.
Il vostro Autoritratto con l’orecchio bendato ha le pennellate in rilievo dell’originale?
Sì. Lo dipingiamo con la tecnica dell’impasto, quindi le pennellate sporgono dalla tela come sull’originale di Van Gogh, dove i tocchi del cappotto e del berretto di pelliccia si vedono chiaramente. /p>
- Soggetto: Van Gogh con berretto di pelliccia e cappotto verde, l’orecchio bendato, davanti a un cavalletto e a una stampa giapponese.
- Originale: gennaio 1889, 60,5 x 50 cm, Courtauld Gallery, Londra.
- Il nostro: olio su tela dipinto a mano con pennellate in rilievo, in 16 misure da 40 x 50 a 127 x 160 cm o su misura.









































