Claude Monet – Lo stagno delle ninfee

da 156,00 

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

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Descrizione

Lo stagno delle ninfee è la tela di Monet del 1919: larga il doppio di quanto è alta, senza cielo e senza riva, solo la superficie dell’acqua con foglie e fiori di ninfea. L’originale misura 201 x 100,4 cm, è olio su tela ed è firmato e datato in basso a destra «Claude Monet 1919». Il catalogo lo registra al numero 1890 e lo colloca in una collezione privata, non in un museo. Da noi nasce come riproduzione dipinta a mano a olio su tela, 201 x 100 cm oppure su misura; prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per approvazione.

Titolo:Lo stagno delle ninfee
Altri titoli:Le Bassin aux nymphéas · The Water-Lily Pond · Der Seerosenteich
Pittore:Claude Monet (1840–1926)
Anno di esecuzione:1919, firma «Claude Monet 1919» in basso a destra
Misura originale:201 cm x 100,4 cm (il catalogo indica il formato 100 x 200 cm)
Tecnica originale:Olio su tela
Stile pittorico:Impressionismo
Si trova:In una collezione privata — non è in una raccolta pubblica e non è esposto (catalogo Wildenstein, n. 1890)
La nostra riproduzione:Olio su tela dipinto a mano, misura 201 x 100 cm o su misura

Lo stagno delle ninfee – Claude Monet

Che cosa si vede sulla tela?

Il formato è nettamente orizzontale, lungo il doppio dell’altezza, e non c’è né cielo né riva né orizzonte. Si vede soltanto la superficie dell’acqua, guardata dall’alto. Il tono di fondo è verde oliva, a tratti verde giallo; in basso verso il centro si apre una larga fascia blu violacea di acqua più profonda. Le foglie di ninfea giacciono in isole orizzontali: in alto a sinistra un’isola fitta con fiori purpurei e rossi, in basso a sinistra un grande gruppo di larghe foglie verde giallo, lungo il margine destro due o tre fasce fra cui brillano singoli fiori rosa. In alto al centro scende dal bordo un riflesso verticale più scuro degli alberi, l’unica verticale della scena. Fra le isole resta acqua aperta, dipinta in lunghi tratti orizzontali sottili. In basso a destra la tela è firmata in giallo.

Dove e quando è nata la scena?

A Giverny, nel giardino d’acqua del pittore, nel 1919. L’anno non è congetturato: la tela è firmata e datata in basso a destra, e il catalogo riporta la firma esattamente come sta, «Claude Monet 1919». È un’opera tarda. Monet aveva settantanove anni e lavorava sui grandi formati che avrebbero portato alle decorazioni murali. Per questo qui non ci sono più né ponte né riva: il motivo si è ridotto a ciò che il pittore vedeva guardando dritto giù nell’acqua. Un dipinto impressionista così nasceva accanto allo stagno, non in atelier da uno schizzo: la luce sulla superficie cambia troppo in fretta per la memoria.

Perché questa tela è importante?

Per il formato. Il rapporto due a uno non era una scelta ovvia: è la misura di un gruppo di tele da cui nacquero le grandi decorazioni murali. Il catalogo annota espressamente che da questa tela in poi le caratteristiche di quella precedente si ripetono sul formato un metro per due. La nostra è dunque una delle prime della serie e sta nel passaggio fra un quadro appeso al muro e un quadro che il muro diventa.

Che cosa significa la scena?

La scena è costruita su due direzioni contrarie. Le foglie sono disposte orizzontalmente e tirano lo sguardo in larghezza; un solo riflesso verticale degli alberi interrompe quel movimento e divide in due la superficie. Mancando cielo e orizzonte, chi guarda perde i soliti appigli. Il riflesso è l’unica cosa che riveli la presenza di qualcosa sopra la superficie, e proprio per questo agisce più di quanto ci si aspetterebbe da un tratto tanto morbido. Un olio su tela con questo equilibrio non è vuoto, benché non ci sia letteralmente nulla se non acqua.

Il cammino dell’opera, come lo registra il catalogo

Riportiamo le notizie sui proprietari come sono scritte, senza integrarle. Nel novembre 1919, ancora nell’anno di esecuzione, Bernheim-Jeune acquistò la tela da Monet. Nel gennaio 1921 la tennero insieme Bernheim-Jeune e Durand-Ruel, nel 1922 Durand-Ruel da solo. Poi il catalogo la registra presso Jean d’Alayer a Parigi, Sam Salz a New York e verso il 1968 i coniugi Norton Simon a Los Angeles. La loro raccolta fu venduta il 5 maggio 1971 da Parke Bernet a New York, dove l’opera passò al numero 41; da lì in avanti il catalogo indica soltanto una collezione privata. Chi la possieda oggi non è registrato pubblicamente, e perciò non lo affermiamo. Fu esposta tre volte: da Bernheim-Jeune a Parigi nel 1921, in Art and Science in Gardens al Carnegie Institute di Pittsburgh nel 1922 e da Durand-Ruel a New York nel 1924. Il volume del catalogo è pubblicamente accessibile in forma digitalizzata, alla pagina che porta questa scheda.

Questo motivo fra le ninfee e da noi

Lo stesso stagno esiste da noi in più versioni. In formato quadrato sono Le ninfee, in orizzontale con i riflessi delle nuvole Le ninfee I. Quando entra l’architettura nasce Lo stagno delle ninfee (Il ponte giapponese); un taglio ancora più largo dello stesso tema sono Le ninfee – Riflessi verdi. Poiché il nostro originale non è in un museo, vale la pena sapere che una tela dello stesso anno si può vedere davvero: il Metropolitan Museum di New York conserva Ninfee del 1919, olio su tela di 101 x 200 cm, esposto nella sala 822. Stesso anno, stesso rapporto fra i lati e un solo centimetro di differenza.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Questo è un quadro su tela che nasce col pennello e i colori a olio, non con una stampante. In questo motivo l’ordine è decisivo. Il pittore comincia dal fondo verde oliva e blu violaceo, steso in lunghi tratti orizzontali per tutta la larghezza. Solo quando è asciutto arriva il riflesso verticale degli alberi, che deve restare morbido: appena prende un bordo diventa un oggetto e la scena perde profondità. Le foglie vengono per ultime, le più cariche di materia, in tocchi piatti che gettano un’ombra minuta. I fiori stanno alla fine e sono pochi: se sono troppi la tela diventa decorativa. Trattandosi di lavoro a mano, ogni esemplare differisce un poco: ogni copia dipinta a mano è la sua.

Quale misura per quale parete?

Il formato è panoramico e richiede una parete lunga e ininterrotta: sopra il divano, il letto o una cassettiera bassa. Essendo bassa, rende meglio appesa un po’ più in basso, all’altezza dello sguardo da seduti. 80 x 40 cm e 90 x 45 cm stanno bene sopra un letto stretto o come accento orizzontale in corridoio, 100 x 50 cm e 120 x 60 cm sopra un divano a due posti, 140 x 70 cm e 160 x 80 cm sopra uno a tre posti. 180 x 90 cm richiede già una parete vuota. 201 x 100 cm è praticamente la misura dell’originale ed è in offerta regolare, cosa rara per un’opera di questa larghezza. Poiché la tavolozza è calda e terrosa, un quadro così calma l’ambiente e sta bene con il legno.

Esecuzione su misura, telaio e cornice

Se nessuna delle misure elencate va bene, dipingiamo l’opera nella misura che indica lei: mandi larghezza e altezza e le diciamo prezzo e tempi. La riproduzione su misura da noi è consueta. Consigliamo di mantenere il rapporto fra i lati: se la tela si stringe verso il quadrato, le isole di foglie si accalcano. La tela è tesa su telaio di legno e i bordi sono dipinti: non sembra incompiuta neppure senza cornice. Per la scelta della cornice c’è un’applicazione 3D: serve esclusivamente a scegliere la cornice e non mostra l’opera nel suo ambiente. La veduta sulla sua parete è un servizio a parte di inserimento nell’ambiente.

Consegna e garanzia

L’opera nasce su ordinazione nel nostro atelier: il tempo di esecuzione è di 15-45 giorni, per le misure maggiori più vicino al limite superiore. La spediamo tesa sul telaio, in pellicola protettiva e imballo solido, incorniciata se ha scelto la cornice. Prima della spedizione riceve una fotografia per approvazione: se qualcosa non va, correggiamo finché l’opera è da noi. Per ogni ordine vale il nostro regolamento sui resi. Altri motivi di Monet sono nella galleria Claude Monet; del pittore e della scelta dei motivi scriviamo nel nostro blog.

Domande frequenti

Dove si trova l’originale?

Non in un museo. Il catalogo lo registra in una collezione privata; l’ultima registrazione pubblica è del 1971, alla vendita Norton Simon da Parke Bernet a New York.

Perché sulla tela non c’è né cielo né riva?

Perché il pittore guarda dritto giù nell’acqua. Negli anni tardi Monet ridusse il motivo alla sola superficie; tutto ciò che sta sopra è presente solo come riflesso.

Che cos’è quella verticale scura al centro?

Il riflesso degli alberi della riva sulla superficie. È l’unica forma verticale della scena e l’unico segno di qualcosa sopra l’acqua.

«The Water-Lily Pond» è la stessa opera?

Sì. Così si chiama questa tela nella parte inglese del catalogo, in quella tedesca Der Seerosenteich e in francese Le Bassin aux nymphéas. Una tela, tre nomi.

Perché nella tabella ci sono due misure?

Perché entrambe sono registrate. Il catalogo indica il formato 100 x 200 cm, la tela misurata dà 100,4 x 201 cm: la differenza è fra un formato tondo e una misurazione reale, non fra due opere.

È una stampa?

No. Ogni tela è dipinta a olio su ordinazione; le pennellate si vedono e si toccano, le foglie stanno sopra la trama.

Quale misura devo scegliere?

Se ha parete a sufficienza, 201 x 100 cm, praticamente la misura dell’originale. Per un soggiorno comune le più utili sono 140 x 70 cm e 160 x 80 cm.

Posso avere una misura che non è in elenco?

Sì. Mandi larghezza e altezza e le diciamo prezzo e tempi prima di cominciare.

Come arriva l’opera fino a me?

Tesa sul telaio, in pellicola protettiva e imballo solido, al suo indirizzo. Se ha ordinato la cornice, incorniciamo noi.

A che altezza devo appenderla?

Il centro della tela a 145-150 cm da terra, sopra il divano 20-30 cm sopra lo schienale. Con questo motivo è meglio un po’ più in basso che troppo in alto.

È adatta come regalo?

Sì, soprattutto per chi ama l’acqua e i colori quieti. Se non è sicuro della misura c’è il buono regalo: chi lo riceve sceglie da sé motivo e misura.

  • Motivo. Solo la superficie dell’acqua, senza cielo né riva, foglie di ninfea in fasce e un riflesso verticale al centro.
  • Originale. Olio su tela, 201 x 100,4 cm, 1919, firmato e datato in basso a destra, collezione privata, catalogo n. 1890.
  • Il nostro. Olio su tela dipinto a mano, 201 x 100 cm, praticamente uno a uno con l’originale, oppure su misura.
  • Da sapere. Secondo il catalogo, da questa tela in poi il motivo si ripete sul formato un metro per due, la misura da cui nacquero le grandi decorazioni murali.

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Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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