La scena è una folla di operai in berretto e cappotto scuro che avanza dritta verso chi guarda e riempie tutta la larghezza della tela. Da noi nasce come quadro dipinto a mano, olio su tela.
Operai che tornano a casa
Operai che tornano a casa di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1920, conservato con il numero di inventario NG.M.02819 dal Museo Nazionale (Nasjonalmuseet) di Oslo. L’originale misura 138,5 x 79,5 cm ed è orizzontale. La scena è una folla di operai in berretto e cappotto scuro che avanza dritta verso chi guarda e riempie tutta la larghezza della tela.
Le figure in primo piano sono grandi e scure, i volti dati con poche pennellate e senza dettagli. Dietro di loro le figure si rimpiccioliscono rapidamente finché, in lontananza, non sono che brevi tratti verticali; quella rapida caduta di scala è l’unico mezzo con cui è costruita la profondità. A destra sta una fabbrica con un alto camino, a sinistra un traliccio si alza nel cielo, e dietro corrono colline basse. La strada scende verso di noi e non ha margine, sicché la folla sembra sul punto di uscire oltre il bordo inferiore della tela. Volti riconoscibili non ce ne sono; le persone sono date come una fila di verticali che si ripete e si infittisce, finché sullo sfondo diventa quasi un motivo.
La tela è firmata e datata: E.Munch 1920. Il motivo occupò il pittore per anni. La nota versione grande, di circa 201 x 227 cm, si trova al Museo Munch; la nostra fonte è la tela più piccola del Museo Nazionale, che ha una propria scheda museale ed è un’opera autonoma, non una copia di quella. Il tema operaio entrò nella pittura di Munch dopo il 1909, quando tornò in Norvegia e cominciò a lavorare a grandi commissioni pubbliche. La scena non è né accusa né celebrazione; la folla semplicemente arriva, e il pittore non la correda di alcuna storia.
Il colore è steso in fretta e in ampi piani. I cappotti sono costruiti con tratti blu scuro, bruni e neri che quasi non si distinguono fra loro, e i volti con chiazze chiare e poche pennellate scure. In alcuni punti lo strato è tanto sottile che traspare la trama della tela. La tavolozza è trattenuta: abiti scuri, una strada grigia, una fabbrica di mattoni e un cielo pallido. L’unico accento caldo sono i volti, ed è proprio per questo che l’occhio li cerca prima di ogni altra cosa, benché siano fra le parti meno rifinite.
Il nostro è dipinto a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, su ordinazione e mai come stampa. Poiché ogni tela nasce singolarmente, toni e tratti differiscono lievemente dall’una all’altra; quelle piccole differenze sono il segno di una mano. Il passaggio più difficile è la folla sullo sfondo, che deve restare leggibile come persone senza diventare un semplice motivo di pennellate. Come decorazione murale questo è fra i motivi più impegnativi, proprio per quel passaggio dal grande al piccolo.
Il formato è orizzontale e la scena possente, perciò il quadro richiede una parete larga e quieta e una certa distanza: un soggiorno, una sala da pranzo, un ufficio o un corridoio. Una parete chiara e neutra lo serve meglio, poiché l’opera stessa è scura e densa; un colore forte accanto le toglierebbe peso. Appendetelo all’altezza degli occhi in luce uniforme. Fra i dipinti famosi, questo rende meglio da solo, poiché il motivo preme già in avanti di suo.
Sono disponibili dieci misure oltre a una misura su richiesta, e ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. La cornice si sceglie nella nostra applicazione 3D, dove si possono provare aste e colori su questo motivo; un’asta scura e semplice sostiene la serietà della scena. Altre opere dell’artista sono nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua pittura scriviamo sul blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1920 |
| Dimensioni originali: | 138,5 cm x 79,5 cm |
| Stile: | Espressionismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Nazionale (Nasjonalmuseet), Oslo |









































