Descrizione
| Anno: | Non datato con certezza |
| Dimensioni originali: | 62 cm x 46 cm |
| Stile pittorico: | Arte naïf (primitivismo), periodo del postimpressionismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova a: | Hamburger Kunsthalle, Amburgo, Germania |
Eva e il serpente – riproduzione dipinta a mano
Una figura nuda e chiara sta in piedi di profilo, rivolta a sinistra; i capelli
castano-scuri, lunghissimi, le ricadono in massa pesante oltre il fianco. Tende il braccio
più vicino; dal fogliame, da sinistra, scende un serpente verde-azzurro dal ventre chiaro,
la testa all’altezza della mano aperta, e fra la bocca del serpente e il palmo sta un frutto
giallo-arancio. Questo scambio è il centro dell’opera. Il corpo del serpente si avvolge in
una lunga curva molle lungo un tronco scuro e verticale. Attorno, vegetazione fitta e verde
scura: fronde di palma, foglie dentate, in alto a sinistra un albero con frutti tondi e
aranciati su rami sottili e pennati, e più in basso altri frutti sparsi. Ai margini destro e
sinistro due tronchi scuri incorniciano la scena. In alto corre una fascia di cielo azzurro
pallido con una nuvola rosa salmone. La trama della tela traspare sotto il colore sottile.
Lo scambio che tiene insieme l’opera
Tutto in questa tela conduce a un solo punto: la mano e il frutto. La figura vi guarda, il
serpente vi punta, perfino i rami convergono là. Per questo la scena regge anche in misura
piccola: l’occhio trova subito il centro. Il confronto con L’incantatrice di serpenti è istruttivo: là il
nudo è dipinto come una sagoma quasi completa e i serpenti gli si avvolgono attorno, qui il
corpo è la superficie più chiara del quadro e il serpente mantiene la distanza. Stesso
soggetto, soluzione opposta.
L’unica tela verticale del gruppo
Fra le opere di questo scaffale, questa è una delle poche in formato verticale: 62 cm x
46 cm. Per una parete non è un dettaglio. Il formato verticale rende dove la larghezza
scarseggia – fra due finestre, accanto a una porta, sopra un mobile stretto – dove una tela
orizzontale come Il sogno o Paesaggio esotico chiederebbe più muro di quanto ce ne sia. Qui la
vegetazione è anche più fitta e più scura che nella maggior parte delle scene di giungla, e
il dipinto risulta più raccolto e meno panoramico. Per il caso opposto, in cui la vegetazione si apre e la scena respira, guardate La giungla equatoriale.
Perché in questa pagina non c’è un anno
Il documento da cui lavoriamo non indica un anno. Indica un decennio anziché una data, e
una seconda didascalia della stessa fotografia rimanda a un’epoca diversa. Piuttosto che
sceglierne una e presentarla come un fatto, non riportiamo alcun anno – nemmeno un “circa”. Nella
tabella si legge quindi che l’opera non è datata con certezza. È l’unico posto in cui questo
dato ha senso. Tutto il resto della pagina – misure, tecnica, collezione e numero
d’inventario – viene dal documento e non è congetturato.
Come nasce una riproduzione dipinta a mano
Ogni quadro è dipinto a mano a olio su tela, su ordinazione e nella misura che scegliete.
Il pittore lavora da una fotografia ad alta risoluzione dell’originale, strato dopo strato,
così che i passaggi dei capelli, il piano chiaro del corpo e il serpente verde-azzurro
restino leggibili anche nelle misure minori. Trattandosi di lavoro manuale, due tele della
stessa misura sono sempre un poco diverse: non è un difetto, è la differenza fra un dipinto
e una riproduzione meccanica, perché questa non è una stampa. I prezzi partono da 124 EUR
per le misure più piccole di questa pagina.









































