Descrizione
Paesaggio di Bretagna – le capitozze che il museo chiama con il loro nome
La tela verticale è un paesaggio senza orizzonte nel senso consueto: il terreno sale e colloca chi guarda al di sopra della scena. In primo piano stanno alberi grossi dalle cime tagliate, dai quali spuntano fasci di rametti sottili in rosa e arancio. I tronchi sono violetti e grigi, e l’erba tra loro è di un verde intenso. Al centro della tela sta una mucca bruna e bianca, un’altra si abbevera in basso a sinistra lungo l’acqua. In basso a destra siedono due donne in abiti azzurri con copricapo bianco e una bambina con cuffia gialla e colletto rosso. In alto si levano sottili tronchi di conifere, e nel cielo volano alcuni uccelli. L’opera è conservata al Nasjonalmuseet di Oslo con il numero NG.M.01006; fu eseguita nel 1889.
Alberi formati da secoli di potatura
Il testo del museo accanto a quest’opera dice che il motivo è dominato da una magnifica fila di alberi che il norvegese chiama styvinger: vecchie latifoglie che hanno assunto la loro forma caratteristica attraverso secoli di taglio dei rami per il foraggio. In italiano le chiamiamo capitozze. È proprio questo a spiegare perché appaiano così insolite: non sono malate né inventate, ma sono il risultato di un lungo uso contadino. Il museo aggiunge che dai loro tronchi robusti, di forma quasi amebica, in violetto e rosa, si levano verso il cielo lunghi fasci di rami sottili.
Un’opera di passaggio
La stessa scheda definisce il quadro di passaggio: la volontà di semplificazione decorativa vi si unisce ancora all’osservazione impressionista del dettaglio. Accanto ai sottili tronchi di conifera sull’orizzonte il museo apre anche la domanda se la sintesi di Gauguin abbia attinto all’arte giapponese. La domanda è del museo, che la lascia aperta; non la chiudiamo nemmeno noi.
La firma che la scheda non registra
La scheda del museo su quest’opera non contiene un campo per le iscrizioni. Sul dipinto, invece, in basso a destra, in rosso sull’erba verde, è chiaramente visibile la firma P. Gauguin con l’anno 89, che coincide con la datazione del museo. Diciamo dunque entrambe le cose: quel che sta nella scheda e quel che mostra la tela.
Come nasce una riproduzione dipinta a mano
I quadri su tela da noi nascono esclusivamente a mano, a olio, pennellata dopo pennellata. In questo motivo la parte più impegnativa sono i fasci di rametti sottili: vanno dipinti come una foschia di colore e non come linee singole, altrimenti gli alberi perdono peso. Prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.
- Soggetto: un paesaggio collinoso con capitozze, due mucche e tre figure.
- Tecnica: olio su tela, tronchi violetti ed erba di un verde intenso.
- Misure: formato verticale, da 40 x 50 cm a 160 x 200 cm; spesso si scelgono 87 x 110 cm e 110 x 140 cm.
- Curiosità: la forma degli alberi è opera dell’uomo, non della natura.
Se le interessa lo stesso periodo, guardi anche Paesaggio invernale (Vinterlandskap), Contadine bretoni e La belle Angèle. La scheda del museo indica la misura come altezza per larghezza: 92 x 73,5 cm.









































