Claude Monet – Autoritratto

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Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

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Descrizione

Autoritratto è una riproduzione dipinta a mano della tela di Monet al Musée d’Orsay di Parigi: la testa ci guarda di fronte, la fronte alta è posata in tocchi rosa, arancioni e gialli, le orbite sono di un viola profondo, e la barba è larga e chiara e costruita con decine di tocchi brevi e densi. Tutto il resto è tela non dipinta, attraverso la quale si vede la trama. L’originale misura 55 x 70,5 cm ed è olio su tela, numero d’inventario RF 2623. Il museo lo data al 1917 e il suo titolo è Portrait de l’artiste. Lo dipingiamo in otto misure o sulla vostra misura, con una fotografia dell’opera finita da approvare prima della spedizione.

Titolo:Autoritratto
Altri titoli:Portrait de l’artiste, cioè Ritratto dell’artista (nome nella scheda del museo); nel catalogo Wildenstein l’opera porta il numero 1843
Pittore:Claude Monet (1840–1926)
Anno di esecuzione:1917 secondo la scheda del museo, senza riserve; sulla tela non c’è né firma né anno, e la scheda del museo non ha nemmeno un campo per le iscrizioni
Dimensioni originali:55 cm x 70,5 cm
Tecnica originale:Olio su tela
Stile di pittura:Impressionismo
Si trova:Musée d’Orsay, Parigi (inv. RF 2623)
La nostra riproduzione:Olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura

Autoritratto – Claude Monet

Che cosa c’è sulla tela?

Una testa, e quasi nient’altro. È rivolta verso di noi e occupa i due terzi superiori. La fronte è alta e nuda, posata in tocchi rosa, arancioni, gialli e color mattone; le orbite sono viola scuro e gli occhi dentro non sono più di due tacche buie. Il naso è un tratto breve, la bocca si perde nella barba.

La barba è la parte più chiara e più lavorata della tela. È larga e quasi quadrata, costruita con decine di tocchi brevi e spessi color crema, giallo, verde oliva e grigio-blu; tra loro, a tratti, si vede la tela chiara. Il colore vi sta visibilmente sopra la trama.

Attorno alla testa c’è l’unico fondo della tela: un anello di tocchi verde scuro e quasi neri, che in alto si addensa in un’ombra dietro i capelli. Sotto la barba stanno alcuni tocchi blu scuro che accennano spalle e collo. A destra della testa c’è una macchia di tocchi verde scuro; dal bordo sinistro un tratto grigio-blu si spinge verso la testa.

Sulla tela è il contrario: la barba è ciò su cui il pittore ha lavorato più a lungo, e i suoi tocchi sono brevi e numerosi.

Quanta tela è dipinta, in realtà?

Meno della metà. Fuori dalla testa, dall’anello dietro e dai tocchi sotto la barba la tela è non dipinta: un fondo rosa-grigio pallido attraverso il quale si vede la trama, con qualche punto color ruggine. I tocchi non si perdono in un fondo, si fermano con un bordo, e dietro quel bordo non c’è nulla.

Abbiamo guardato il bordo superiore, quello inferiore e quello sinistro a piena risoluzione: lì non c’è colore. La tela è rimasta come è, e non lo interpretiamo: la scheda del museo su questo non dice niente, quindi non indoviniamo se l’opera sia incompiuta o voluta così.

C’è una firma sulla tela?

Non c’è. Abbiamo esaminato tutta la tela sulla nostra fotografia e sulla tavola del museo: da nessuna parte c’è un nome o un anno. Nemmeno la scheda del museo ha un campo per le iscrizioni, quindi qui non ci discostiamo dal museo; entrambi tacciono sulla stessa cosa.

L’anno 1917 nella tabella è dunque quello del museo e solo suo.

Che cosa dice la scheda del museo sulla misura?

L’opera è conservata al Musée d’Orsay di Parigi con il numero d’inventario RF 2623. Con la cornice indica 57 x 72 cm, riordinate allo stesso modo.

Quel numero non è del museo ma arrotondato, e proprio in questa forma lo pubblica la raccolta Wikidata. Dove scheda del museo e raccolta di dati non coincidono, vale il museo, perché conserva l’opera e l’ha misurata.

Il museo non lo chiama Autoritratto

Nella scheda del museo l’opera si chiama Portrait de l’artiste, cioè Ritratto dell’artista, e non Autoportrait. Si tratta della stessa tela e della stessa scheda; entrambi i titoli stanno nella tabella, perché un lettore può imbattersi in uno qualsiasi dei due.

Da noi l’articolo si vende come Autoritratto e così lo chiamiamo anche nel testo, perché è il titolo sotto il quale un acquirente lo troverà.

Come è arrivata la tela a Parigi?

Come dono, e la data dice qualcosa. Per quest’opera il museo indica don Georges Clemenceau, 1927, cioè il dono di Georges Clemenceau. La scheda, nella riga sul pittore, riporta anche i suoi anni, 1840 e 1926, dunque la tela è entrata in una raccolta pubblica un anno dopo la morte del pittore.

Di più la scheda non dice: una catena di proprietari non la pubblica, e su come la tela sia giunta al donatore non scrive nulla. Dagli stessi due anni segue un altro numero: quando l’opera è nata, il pittore aveva settantasei o settantasette anni, a seconda del mese che la scheda non indica. Perciò qui stanno entrambi.

Quali altri ritratti di Monet vendiamo?

Il ritratto è una rarità in questo pittore, e nella nostra galleria Claude Monet ce ne sono alcuni. Camille Monet sul letto di morte e Meditazione, Madame Monet sul divano mostrano la sua prima moglie, Madame Monet in kimono la pone in kimono davanti a ventagli, e Jean Monet sul suo cavallo a dondolo il loro figlio. Donna con parasole è una figura nel paesaggio e non un ritratto, ma viene dallo stesso ambiente.

Lo stesso museo conserva anche un ritratto di questo pittore che non ha dipinto lui. Claude Monet con il numero d’inventario RF 3666 è un’opera di Auguste Renoir del 1875, misura 60,5 x 84 cm ed è entrata al museo con il lascito dei coniugi Raymond Koechlin nel 1931. Tra le due tele stanno quarantadue anni.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni ordine è dipinto singolarmente da un pittore, a olio su tela di cotone o di lino. Così nasce ogni nostro quadro su tela, senza stampa e senza passaggio a macchina. Questo quadro artistico è impegnativo per un motivo che negli altri soggetti è esattamente opposto: gran parte della tela deve restare vuota, e la tela vuota si dipinge soltanto lasciandola in pace.

La seconda prova è la barba. È fatta di tocchi brevi che non devono fondersi in una superficie, altrimenti il volto perde peso. Un dipinto impressionista non tollera la lucidatura alta, perciò il dipinto a olio da noi resta opaco, anche dove il colore sta più denso.

Quale misura per quale parete?

Sono disponibili otto misure, da 40 x 51 a 150 x 190 cm, e le risposte sono due. Per grandezza la più vicina all’originale è 50 x 60 cm, 5 cm più stretta e 10,5 cm più bassa della tela di Parigi. Per rapporto tra i lati la più vicina è 70 x 90 cm, con 1,2857 contro 1,2818 dell’originale.

Per questo soggetto la scelta dipende più che altrove dalla distanza. Un ritratto si guarda da vicino, quindi in un ingresso o accanto a una libreria basta 50 x 60 cm; su una parete libera, dove si sta più lontano, funziona 70 x 90 cm oppure 80 x 100 cm. Come quadro per ufficio questo soggetto non è una scelta ovvia, perché guarda lo spettatore di fronte. Tutte le misure sono indicate nell’articolo.

A che altezza appendere il quadro: il centro a circa 150 cm dal pavimento, così che gli occhi sulla tela stiano vicino all’altezza degli occhi di chi guarda.

Su misura, telaio e cornice

Se desiderate una misura che non è in elenco, la lavorazione su misura è l’unica via: scriveteci larghezza e altezza in centimetri. La tela può arrivare tesa su un telaio di legno o arrotolata in un tubo. La cornice non è compresa nel prezzo; il museo conserva la tela in un’asta di legno chiaro, che dalla tela non dipinta si distingue appena.

Consegna e garanzia

La lavorazione richiede due o tre settimane, qualche giorno in più per le misure maggiori, perché l’olio deve asciugare tra gli strati. Se l’opera arriva danneggiata o si discosta in modo evidente dalla fotografia approvata, la sostituiamo o ne rimborsiamo il prezzo. Una copia dipinta a mano non è un articolo di fabbrica e piccole differenze nel tocco sono da attendersi; un danno no.

Se il quadro è un regalo e non siete sicuri della misura, c’è un buono regalo: chi lo riceve sceglie da sé misura e soggetto.

Domande frequenti

Dove si trova l’originale?

A Parigi, al Musée d’Orsay, con il numero d’inventario RF 2623.

Di che cosa parla, in una frase?

Di un volto che il pittore ha dipinto fino in fondo, e della tela intorno che non ha dipinto.

Di che anno è il quadro?

Del 1917, quando Monet aveva 76 anni. Così lo data il Musée d’Orsay.

Dove dipinse Monet l’autoritratto?

A Giverny, dove visse dal 1883 fino alla morte; in quegli anni lavorava soprattutto nel grande atelier che aveva costruito per le ninfee.

  • Soggetto. Una testa di fronte a chi guarda, fronte alta e nuda, barba larga e chiara di tocchi brevi, un anello di tocchi verde scuro dietro, tutto il resto tela non dipinta.
  • Originale. Olio su tela, 55 x 70,5 cm, 1917; Musée d’Orsay, Parigi, inv. RF 2623.
  • La nostra esecuzione. Otto misure; 50 x 60 cm è la più vicina per grandezza, 70 x 90 cm per rapporto.
  • Da sapere. Il museo indica un’altezza di 70,5 cm, la raccolta di dati 70 arrotondati; qui sta quella del museo.

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Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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