
Édouard Manet (1832–1883) fu un pittore francese, tra i primi artisti dell’Ottocento a dipingere la vita moderna del suo tempo e figura chiave nel passaggio dal realismo all’impressionismo. Colazione sull’erba e Olympia suscitarono grandi scandali alle loro prime esposizioni e oggi sono considerati l’inizio dell’arte moderna. Lasciò 430 dipinti a olio, 89 pastelli e più di 400 opere su carta. Le sue opere fanno parte delle nostre riproduzioni dei quadri di Édouard Manet dipinte a mano su tela.
Ogni quadro di Manet della nostra galleria è dipinto a mano con colori a olio su tela, su ordinazione e nella misura che preferite; prima della spedizione vi mandiamo una fotografia del quadro finito.
I quadri di Édouard Manet nella nostra galleria
La vita: il figlio del giudice parigino che scosse il Salon
Édouard Manet nacque il 23 gennaio 1832 a Parigi, in una famiglia agiata e ben introdotta. Il padre Auguste era giudice e si aspettava dal figlio una carriera in legge, mentre lo zio Edmond Fournier lo incoraggiava a dipingere e lo portava al Louvre. Su suggerimento del padre, nel 1848 si imbarcò su una nave scuola per Rio de Janeiro, ma dopo essere stato bocciato due volte all’esame per la Marina il padre si arrese. Dal 1850 al 1856 si formò presso il pittore accademico Thomas Couture e nel tempo libero copiava al Louvre maestri antichi come Velázquez e Tiziano; nei brevi viaggi in Germania, Italia e Paesi Bassi lo influenzarono Frans Hals e gli spagnoli Velázquez e Goya. Nel 1861 espose per la prima volta al Salon di Parigi e nel 1863 sposò l’insegnante di pianoforte olandese Suzanne Leenhoff. Quello stesso anno la giuria del Salon respinse Colazione sull’erba, che egli presentò allora al Salon des Refusés, e nel 1865 Olympia fece scandalo al Salon ufficiale. Dal 1868 fu amico della pittrice Berthe Morisot, che nel 1874 sposò suo fratello Eugène; tramite lei conobbe Degas, Monet, Renoir, Sisley, Cézanne e Pissarro, ma non espose mai con gli impressionisti, perché rimase fedele al Salon. Durante la guerra franco-prussiana difese con Degas Parigi assediata nella Guardia nazionale e nel 1881 ricevette la Legion d’onore. Nel 1882 presentò al Salon la sua ultima grande opera, Il bar delle Folies-Bergère. Morì dopo una lunga malattia il 30 aprile 1883 a Parigi ed è sepolto nel cimitero di Passy.
Lo stile: la vita moderna, il nero e la pittura alla prima
Manet dipinse la Parigi del suo tempo: gente nei caffè e per strada, feste, amici e familiari, mentre dopo gli esordi affrontò solo di rado soggetti religiosi, mitologici o storici. Già le prime opere mostrano pennellate sciolte, dettagli semplificati e quasi nessun tono di passaggio. Rifiutò la tecnica appresa da Couture, che costruiva il quadro per strati successivi su un fondo scuro, e dipinse direttamente, alla prima, con colore coprente su fondo chiaro, così da poter finire un quadro in una sola seduta; gli impressionisti adottarono questo metodo, che per generazioni divenne il modo prevalente di dipingere a olio. Ai critici le superfici piatte, i passaggi da bozzetto e i contorni neri delle figure sembravano incompiuti, ma lo scrittore Émile Zola scrisse già nel 1867 che il pubblico non era abituato a traduzioni della realtà così semplici e dirette. Sotto l’influenza di Monet e di Berthe Morisot, che lo convinse a dipingere all’aria aperta, dai primi anni Settanta usò colori più chiari, conservando però il suo nero inconfondibile, estraneo alla pittura impressionista. Negli ultimi anni dipinse piccole nature morte di frutta e verdura e fiori in vasi di vetro; l’ultima delle venti tele di fiori note risale al marzo 1883. La storica dell’arte Beatrice Farwell scrive che è universalmente considerato il padre del modernismo.
Le opere più famose
La nostra galleria si apre con le opere con cui Manet mise in subbuglio Parigi. Colazione sull’erba (1863), in origine intitolata Le Bain (Il bagno), mostra due uomini vestiti e una donna nuda in una radura, mentre dietro di loro una seconda donna si bagna nel ruscello; la disposizione delle figure deriva dall’incisione di Marcantonio Raimondi del Giudizio di Paride, tratta da un disegno di Raffaello. La tela misura 208 x 264,5 cm ed è al Musée d’Orsay di Parigi. Olympia (1863) ritrae una cortigiana sicura di sé, distesa su lenzuola bianche, che guarda dritto verso chi osserva, mentre una domestica nera le porta un mazzo di fiori; la posa riprende la Venere di Urbino di Tiziano, ma ai piedi del letto, al posto del cagnolino, c’è un gatto nero. La modella fu Victorine Meurent, e lo Stato francese acquisì il quadro nel 1890 con una sottoscrizione pubblica organizzata da Claude Monet; anche Olympia è al Musée d’Orsay, come Il balcone (1868–69), ispirato alle Majas al balcone di Goya, dove siede la pittrice Berthe Morisot e accanto a lei stanno il pittore Antoine Guillemet e la violinista Fanny Claus. La ferrovia (1873) è l’ultimo quadro di Manet con Victorine Meurent: con un cucciolo addormentato e un libro aperto in grembo siede davanti a una cancellata di ferro vicino alla stazione Saint-Lazare, mentre la bambina accanto a lei guarda attraverso le sbarre una nuvola bianca di vapore sotto di loro; è alla National Gallery of Art di Washington. Nanà (1877), una giovane donna davanti allo specchio che si sta ancora vestendo, con accanto un signore in abito da sera, fu respinta dal Salon, e Manet la espose nella vetrina di un negozio sul Boulevard des Capucines; oggi è alla Hamburger Kunsthalle. Nella serra (1879) ritrae i suoi amici, i coniugi Guillemet, che avevano un negozio di abiti; nel 1896 la acquistò la Nationalgalerie di Berlino, il primo museo al mondo a comprare un Manet. Il bar delle Folies-Bergère (1882), la sua ultima grande opera, mostra la barista Suzon dietro un banco di marmo davanti a un enorme specchio in cui si riflette la sala gremita; il quadro appartenne al compositore Emmanuel Chabrier, che lo appese sopra il suo pianoforte, e oggi è alla Courtauld Gallery di Londra. Per scoprire come Manet si colloca accanto agli altri grandi maestri, leggete la nostra panoramica sui cinque quadri più famosi del mondo.
Domande frequenti su Édouard Manet
Chi era Édouard Manet?
Un pittore francese (1832–1883), tra i primi pittori della vita moderna e ponte tra realismo e impressionismo, la cui Colazione sull’erba e la cui Olympia sono considerate l’inizio dell’arte moderna.
Che cosa dipingeva Édouard Manet?
Soprattutto la Parigi del suo tempo: gente nei caffè, per strada e ai balli, ritratti di amici e familiari, nudi in dialogo con i maestri antichi, scene di guerra e di barche e, negli ultimi anni, piccole nature morte di frutta e fiori in vaso.
Dove si possono vedere gli originali di Manet?
Delle opere della nostra galleria, Colazione sull’erba, Olympia e Il balcone sono al Musée d’Orsay di Parigi, Il bar delle Folies-Bergère alla Courtauld Gallery di Londra, Nella serra alla Alte Nationalgalerie di Berlino, Nanà alla Hamburger Kunsthalle e La ferrovia alla National Gallery of Art di Washington.
Posso acquistare una riproduzione dipinta a mano di un quadro di Manet?
Sì, nella nostra galleria online trovate riproduzioni dei quadri di Édouard Manet dipinte a mano su tela nella misura che preferite. Gli originali sono dipinti a olio su tela, diversi dei quali grandi: Colazione sull’erba è larga 264,5 cm, quindi tutte le nostre misure sono più piccole, mentre la nostra Olympia più grande è larga più o meno come l’originale. Ogni copia la dipingiamo a mano a olio su tela; Nanà la offriamo fino a 105 x 145 cm, perché la fotografia da cui dipingiamo non permette un formato più grande. Prima della consegna vi mandiamo una fotografia del quadro da approvare.

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