Descrizione
Il fiume Petite Creuse è una riproduzione dipinta a mano della tela di Monet dell’Art Institute of Chicago: da sinistra in alto un ripido pendio in ombra scende verso l’acqua, dipinto a tocchi obliqui viola, rosa e azzurri, nella parte in basso a destra un largo fiume scintilla in brevi tocchi azzurri e bianchi, sul suo bordo sta un albero isolato con poche foglie gialle e dietro, sotto un cielo pallido, si alzano colline turchesi. L’originale misura 93,1 x 65,9 cm, è olio su tela, è del 1889 e porta il numero di inventario 1922.432. Lo dipingiamo in otto misure o sulla vostra, con una fotografia dell’opera finita da approvare prima della spedizione.
| Titolo: | Il fiume Petite Creuse |
| Altri titoli: | The Petite Creuse River (titolo del museo); La Petite Creuse (il titolo francese in Wikidata); nel catalogo Wildenstein l’opera ha il numero 1231 |
| Pittore: | Claude Monet (1840–1926) |
| Anno: | 1889 |
| Misura originale: | 93,1 cm x 65,9 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Impressionismo |
| Si trova a: | Art Institute of Chicago (inv. 1922.432) |
| La nostra riproduzione: | Olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura |
Il fiume Petite Creuse – Claude Monet
Che cosa c’è sulla tela?
Una valle fluviale senza edifici e senza figure. Da sinistra in alto un ripido pendio in ombra scende attraverso quasi metà della tela, dipinto a lunghi tocchi obliqui viola, rosa, azzurri e verdi; ai suoi piedi una roccia scura arriva fino all’acqua. Il fiume attraversa la parte bassa come un’ampia fascia di tocchi brevi e spezzati, azzurri, bianchi e lilla, così che la superficie scintilla.
A destra del centro un albero sottile sta da solo in riva all’acqua, con appena qualche foglia gialla; più a destra alberi in una luce verde-gialla riempiono il bordo della tela. Dietro, un secondo pendio sale in turchese e azzurro fino a un crinale con un solo piccolo albero in cima, e il cielo si vede solo come una fascia pallida lungo il bordo superiore, più larga a destra.
Quando è nata, e che cosa è successo all’albero?
Il museo data la tela al 1889 e Wikidata indica lo stesso anno. La scheda del museo racconta anche come è nata: Monet la cominciò nell’aprile 1889 e vi tornò solo più avanti in quella primavera, quando il paesaggio era già molto cambiato. Una quercia stava mettendo le foglie e nascondeva la veduta che aveva già impostato. Invece di rifare la tela o ricominciarla, assunse degli operai perché spogliassero l’albero delle foglie, così da poterlo dipingere com’era prima.
Che cosa dice la scheda del museo sull’opera?
L’opera è conservata all’Art Institute of Chicago con il numero di inventario 1922.432, nella Potter Palmer Collection. Il museo ne dà le misure in 65,9 x 93,1 cm, prima l’altezza, e con la cornice 83,2 x 109,9 x 7,3 cm; Wikidata indica 66 x 93 cm, e questa pagina segue il museo. La tecnica è olio su tela, e nel catalogo Wildenstein l’opera ha il numero 1231.
La scheda riporta »Inscribed lower left: Claude Monet«, cioè firma in basso a sinistra. Sul nostro file la firma sta lì in rosso, senza anno, e questo concorda con il museo. Il file coincide byte per byte con la fotografia a cui rimanda Wikidata, misura 3000 x 2111 pixel e ha un rapporto di 1,4211, contro 1,4127 della tela. Se quella fotografia sia ritagliata non abbiamo potuto misurarlo, perché il server delle fotografie del museo respinge le nostre richieste; perciò questa pagina non afferma nulla in merito.
Dove è stata la tela?
Il museo indica una breve catena di proprietari. Il primo proprietario che la scheda nomina è Potter Palmer di Chicago, morto nel 1902; il museo lo riprende dal catalogo Wildenstein del 1996 e aggiunge che Tucker, nel 1989, ipotizza che la tela sia stata acquistata da Berthe Palmer e non da Potter Palmer. Poi passò per eredità alla famiglia di Chicago che la scheda chiama Potter Family, e nel 1922 fu donata all’Art Institute of Chicago.
La stessa indicazione Potter Palmer Collection compare su altre tre tele che vendiamo: Bordighera del 1884, inventario 1922.426, La partenza delle barche, Étretat del 1885, inventario 1922.428, e Sulle rive della Senna a Bennecourt del 1868, inventario 1922.427.
Quale Petite Creuse è questa?
Il pittore dipinse il fiume più di una volta. Il museo dice che questa tela è una delle tre della Petite Creuse. Il Metropolitan Museum of Art di New York conserva una tela con il fiume nel titolo, Rapids on the Petite Creuse at Fresselines, olio su tela, 65,4 x 91,8 cm, datata 1889. La nostra è la 1922.432 di Chicago, 65,9 x 93,1 cm: chi cerca proprio quest’opera si orienti su quel numero.
Perché quest’opera conta?
Per ciò che nacque da quel viaggio. Secondo la scheda del museo Monet trascorse tre mesi nella remota valle della Creuse, nella Francia centrale, dall’inizio di marzo 1889, dopo alcuni giorni passati lì a febbraio con il critico Gustave Geffroy, e nonostante periodi di cattiva salute e il maltempo tornò a Giverny con 24 tele. Il museo le definisce la prima serie pianificata e rigorosamente definita del pittore.
Una serie successiva, i covoni, che il museo data al 1890–91, è anch’essa sul nostro scaffale: Covoni (tramonto, effetto neve), anch’essa della Potter Palmer Collection, e Covoni (fine del giorno, autunno), entrambe all’Art Institute of Chicago.
Su questa tela il lavoro maggiore lo fa la luce: il pendio è quasi tutto in ombra, e i tocchi più chiari vanno all’acqua. Un dipinto impressionista di questo tipo non racconta: trattiene un momento di luce in una valle.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Ogni ordine è dipinto singolarmente da un artista, a olio su tela di cotone o di lino. Ogni quadro su tela esce da noi così, senza stampa e senza passaggi a macchina. Questo quadro artistico è impegnativo nel pendio: i tocchi obliqui devono restare separati e conservare i rosa e i viola, altrimenti il pendio diventa una massa scura e piatta.
La seconda prova è l’acqua, i cui brevi tocchi azzurri e bianchi devono restare spezzati, altrimenti il fiume perde il suo scintillio. Una riproduzione di questo genere dipende dal fatto che ombra e luce mantengano la loro distanza. Un dipinto a olio così non regge una vernice lucida, perciò il nostro resta opaco. Una copia dipinta a mano non è un facsimile: due tele della stessa misura differiscono sempre nel tocco.
Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita. Controllate tre cose: che il pendio mostri ancora tocchi obliqui separati, che l’acqua scintilli ancora e che la firma rossa stia in basso a sinistra, come nell’originale. Se una di queste non va, ditecelo prima di approvare.
Quale misura per quale parete?
Ci sono otto misure, da 50 x 35 a 150 x 110 cm. Per grandezza la più vicina all’originale è 90 x 65 cm, 3,1 cm più stretta e 0,9 cm più bassa, e per rapporto, a 1,3846, un po’ meno allungata dell’originale a 1,4127. Per rapporto le più vicine sono 70 x 50 e 105 x 75 cm, entrambe a 1,4000.
Chi vuole quasi la grandezza dell’originale prende 90 x 65; chi ne vuole la forma su una parete più grande, 105 x 75. La forma allungata e la valle silenziosa stanno bene in una stanza dove ci si siede e si guarda a lungo, per questo è un buon quadro per lo studio. Tutte le misure sono indicate accanto al prodotto nella nostra galleria Claude Monet.
La luce conta quanto la misura. Gran parte della tela è ombra fredda in viola e azzurro, quindi rende meglio alla luce del giorno o con una luce calda laterale; sotto una luce fredda il pendio si appesantisce. Appendetela in modo che l’acqua, che attraversa la parte bassa, stia un po’ sotto l’altezza degli occhi.
Misura su ordinazione, telaio e cornice
Per una misura che non è in elenco, i quadri su ordinazione sono l’unica via; scriveteci larghezza e altezza e il rapporto dell’originale lo manteniamo noi. La tela viene tesa su un telaio di legno. La cornice non è compresa nel prezzo; quella del museo misura 109,9 x 83,2 cm ed è profonda 7,3 cm.
Consegna e garanzia
La lavorazione richiede due o tre settimane, qualche giorno in più nelle misure maggiori. L’opera arriva tesa sul telaio in una scatola rigida oppure arrotolata in un tubo, con tracciamento. Se arriva danneggiata o differisce in modo visibile dalla fotografia approvata, la sostituiamo o rimborsiamo. Piccole differenze nel tocco sono attese nel lavoro a mano; un danno no.
Domande frequenti
Dov’è l’originale?
A Chicago, all’Art Institute of Chicago, con il numero di inventario 1922.432.
Di che anno è?
Del 1889. Il museo e Wikidata indicano lo stesso anno.
Che cosa raffigura?
Un ripido pendio in ombra sopra la Petite Creuse, l’acqua che scintilla, un albero isolato sulla riva e colline turchesi sullo sfondo.
Monet fece davvero togliere le foglie a un albero?
Lo dice la scheda del museo: assunse degli operai perché spogliassero delle foglie una quercia che le aveva messe, così da finire la tela come l’aveva cominciata.
È una stampa?
No. Da noi nasce sempre a mano, a olio su tela; non vendiamo opere stampate.
Quale misura scegliere?
90 x 65 cm se volete quasi la grandezza dell’originale, e 70 x 50 o 105 x 75 cm se vi importa il rapporto.
Posso avere una misura che non è in elenco?
Sì. Un’opera sulla vostra misura mantiene il rapporto dell’originale a qualsiasi larghezza.
Come arriva l’opera?
Tesa sul telaio in una scatola rigida oppure arrotolata in un tubo, con tracciamento.
Di che cosa parla, in una frase?
Della luce in una valle fluviale, dipinta com’era quando il pittore cominciò la tela.
L’originale è in vendita e quanto vale?
Non è in vendita: fa parte di una collezione museale, e non stimiamo un valore.
È adatta come regalo?
Sì, e se non siete sicuri della misura c’è un buono regalo con cui sceglie chi lo riceve.
- Soggetto. Un pendio in ombra sopra la Petite Creuse, l’acqua che scintilla, un albero isolato e colline turchesi.
- Originale. Olio su tela, 93,1 x 65,9 cm, 1889; firma in basso a sinistra »Claude Monet«, senza anno; Art Institute of Chicago, inv. 1922.432.
- Il nostro. Otto misure; 90 x 65 cm è la più vicina per grandezza, 70 x 50 e 105 x 75 cm per rapporto.
- Da sapere. Secondo la scheda del museo Monet fece spogliare una quercia delle foglie nuove per finire questa tela.









































