La scena è una stanza notturna: un uomo con un cappotto blu scuro sta davanti a finestre piene di blu notturno, gli occhi due cavità scure. Da noi nasce come quadro dipinto a mano, olio su tela.
Il nottambulo
Il nottambulo di Edvard Munch è un quadro a olio su tela del 1923–1924, conservato con il numero di inventario MM.M.00589 dal Museo Munch (Munchmuseet) di Oslo. L’originale misura 68 x 90 cm ed è verticale. L’opera appartiene al gruppo dei tardi autoritratti che l’artista realizzò a Ekely, la proprietà sopra Oslo dove trascorse gli ultimi due decenni della sua vita.
La scena è notturna. Dietro la figura corre una fila di vetri riempiti di un blu scuro denso; la notte preme contro il vetro. I telai delle finestre sono posati in un ocra pallido e forniscono quasi tutta la luce della metà superiore. Il pittore sta in una stanza buia in cui è entrato da un’altra parte della casa, spinto verso sinistra così che il lato destro resti aperto nel buio. Il volto è il passaggio più strano. Le orbite sono dipinte come due cavità scure, sicché lo sguardo non si lascia incontrare. Un bruno rossiccio corre sulla guancia e sulla tempia, e la fronte è illuminata da tratti giallo-verdi. I capelli sono giallo-verdi e scomposti. Sotto il mento si apre un colletto bianco verdastro, l’unica nota chiara di tutta la figura in piedi. Il cappotto è un blu-nero profondo che si stende sulla metà inferiore.
L’opera appartiene all’ultimo decennio del pittore. Munch si dipinse più e più volte, ma i tardi autoritratti non somigliano ai primi: invece di chiedere chi sia, tornano alla domanda di come sia ancora qui. Il titolo con cui l’opera è nota descrive una situazione e non un evento; qualcuno cammina di notte per la propria casa e si ferma.
Il colore è steso in fretta, in tratti larghi non corretti. Munch lavorò bagnato su bagnato, così che il giallo-verde della fronte e il blu-nero del cappotto si incontrano e si mescolano un poco in alcuni punti. In certi passaggi lo strato è tanto sottile che traspare la trama della tela. La tavolozza è ristretta a blu, nero, ocra e pochi accenti rossicci e verdastri nel volto.
Il nostro è dipinto a mano a olio su tela, pennellata dopo pennellata, su ordinazione e mai come stampa. Poiché ogni tela nasce singolarmente, toni e tratti differiscono lievemente dall’una all’altra; quelle piccole differenze sono il segno di una mano. Il passaggio più difficile sono le orbite, che devono restare scure e aperte senza diventare due punti neri. Fra i quadri famosi di questi anni, il motivo chiede soprattutto calma nei passaggi più scuri.
Il formato è verticale e la scena scura e concentrata, perciò il quadro si adatta a uno studio, a una biblioteca o a un corridoio, dove lo si guarda da vicino e dove non vi siano colori forti accanto. Una parete chiara e quieta lo serve meglio, poiché l’opera stessa è scura; contro una parete scura il cappotto si fonde con l’intorno. Appendetelo all’altezza degli occhi in luce morbida e non di fronte a una finestra. Un quadro su tela dipinto a mano come questo rende più forte in una stanza di lettura che in un soggiorno luminoso.
Sono disponibili dieci misure oltre a una misura su richiesta, e ogni tela può essere ordinata con o senza cornice. La cornice si sceglie nella nostra applicazione 3D, dove si possono provare aste e colori su questo motivo; un’asta stretta e scura funziona qui meglio di una larga e chiara. Altre opere dell’artista sono nella galleria di Edvard Munch, e della sua vita e della sua pittura scriviamo sul blog su Edvard Munch.
| Anno: | 1923–1924 |
| Dimensioni originali: | 68 cm x 90 cm |
| Stile: | Espressionismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Si trova: | Museo Munch (Munchmuseet), Oslo |









































