Descrizione
Léon Bakst – riproduzione dipinta a mano del ritratto di Amedeo Modigliani
Léon Bakst è un ritratto che Modigliani dipinse nel 1917, e fra le nostre riproduzioni quadri funziona per la stessa ragione per cui funziona l’originale: non c’è nulla, sulla tela, se non una testa, due spalle e una parete grigio-verde. L’originale è alla National Gallery of Art di Washington, nella Chester Dale Collection. Il modello non era una conoscenza qualsiasi. Léon Bakst disegnava scene e costumi per i Balletti Russi di Djagilev e insegnò a Parigi che aspetto può avere un palcoscenico quando brucia di colore. Modigliani lo dipinse quasi senza quel colore.
Che cosa si vede sulla tela
L’uomo è a mezzo busto e guarda dritto davanti a sé. Il cranio è alto e calvo, steso in un ocra rosato caldo che si schiarisce verso la sommità. Sopra le sopracciglia scure e pesanti stanno occhi a mandorla azzurro pallido, distanti fra loro. Il naso è lungo e diritto e sotto di esso due baffi folti e spioventi nascondono a metà una piccola bocca scura. Una sciarpa blu profonda riempie la gola in una V morbida, e quel blu è l’unico punto in cui il quadro alza la voce. La giacca è nera, i risvolti sono schiariti in rosa salmone perché il volto resti la cosa più chiara della composizione. Il fondo è grigio-verde e sul margine destro è chiuso da una fascia verticale bruno-rossastra. La firma modigliani sta in alto a destra e sull’originale si legge a occhio nudo.
L’uomo che vestì i Balletti Russi
Léon Bakst (1866–1924) fu pittore e scenografo e cambiò l’aspetto del teatro europeo. I suoi costumi e le sue scene per i Balletti Russi erano sontuosi, saturi di motivi e di colore, ed è per quella sontuosità che il mondo lo ricorda. Modigliani prese la strada opposta. Del mestiere di Bakst sulla tela non c’è nulla: né stoffa, né motivo decorativo, né palcoscenico. Resta l’uomo, e il pittore gli lascia la dignità di uno sguardo fermo. La scheda del museo annota che l’opera rimase presso Bakst stesso e fu sua fino alla morte, nel 1924; solo allora il percorso passa da Parigi al collezionista Chester Dale, che la comprò il 13 aprile 1928 e la lasciò in eredità al museo nel 1963. È una provenienza continua e fatta di nomi, cosa non frequente per un dipinto di questi anni.
La scheda dell’originale
L’originale è olio su tela. Il museo lo misura 55,3 cm di altezza e 33 cm di larghezza; noi indichiamo prima la larghezza e poi l’altezza, e sulla nostra pagina si legge quindi 33 x 55,3 cm. I dati provengono dai dati aperti della National Gallery of Art: il museo dà il 1917 come anno certo e non come approssimazione, la tecnica come olio su tela, la raccolta come Chester Dale Collection e il numero di inventario 1963.10.173. Il sito del museo non è stato leggibile — il server ha rifiutato la richiesta — perciò quanto citiamo viene dal suo insieme di dati pubblicato e non dalla pagina. Fra i dipinti famosi di questi anni è uno dei pochi la cui storia di proprietà non abbia lacune.
Che cosa riceve
Dipingiamo il quadro a mano, olio su tela, su ordinazione e nella misura che sceglie lei, anche su misura. Il soggetto sta bene in soggiorno o in uno studio proprio perché è quasi monocromo: una parete grigia, una giacca nera e un solo piano di blu alla gola. Prima della spedizione le inviamo una fotografia della tela finita, così vede che cosa sta per arrivarle. È una riproduzione dipinta a mano e non una stampa.
| Anno di creazione: | 1917 |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 33 x 55,3 cm |
| Stile pittorico: | Espressionismo |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Situato: | National Gallery of Art, Washington, Chester Dale Collection, inv. 1963.10.173 |
Bakst passò la vita a vestire di colore i corpi degli altri. Modigliani lo dipinse senza costume, senza palcoscenico e quasi senza colore — e di tutto ciò che Bakst fece, questo volto silenzioso è la parte rimasta più sua.









































