Amedeo Modigliani – Cantante di caffè-concerto

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Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

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Descrizione

Cantante di caffè è una tela del 1917 conservata alla National Gallery of Art di Washington con il numero 1963.10.44. Una donna siede, vista dalle ginocchia in su, in abito nero, le mani raccolte in grembo, il collo lunghissimo che scende ripido nelle spalle e gli occhi abbassati. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.

Titolo:Cantante di caffè
Altri titoli:Chanteuse de café-concert, la forma francese dello stesso titolo
Pittore:Amedeo Modigliani (1884–1920)
Anno di creazione:1917 – l’anno del museo; firmato in alto a destra, modigliani
Dimensione originale (larghezza × altezza):60,3 × 92,4 cm, il dipinto; il museo indica anche la cornice, 80,3 × 112,4 cm
Tecnica originale:olio su tela
Stile pittorico:espressionismo, École de Paris
Dove si trova:National Gallery of Art, Washington (inv. 1963.10.44, collezione Chester Dale)
La nostra riproduzione:copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta

Cantante di caffè – Amedeo Modigliani

Che cosa si vede sulla tela?

Una donna è dipinta dalle ginocchia in su, seduta, con il corpo rivolto verso di noi e il capo lievemente inclinato. Il volto è lungo e stretto in un caldo color pesca, ristretto in un mento appuntito, con le guance arrossate di rosa; gli occhi a mandorla sono contornati di grigio, le palpebre pesanti, e lo sguardo va in basso e verso la nostra sinistra, non verso di noi. Le sopracciglia si incurvano, il naso è lungo, le labbra chiuse e rosso pallido. I capelli castani sono raccolti e tirati indietro, con una frangia corta sulla fronte. Il collo è lunghissimo e le spalle scendono ripide da esso. Indossa un abito di nero e verde scurissimo con scollo a V, e sulla punta dello scollo siede un piccolo disco color oro che potrebbe essere una spilla. Le maniche sono ampie, una cucitura segna la vita, e la gonna sotto è nera e dipinta a pennellate aperte. Le mani riposano raccolte in grembo, le dita intrecciate. Dietro di lei la parete è grigio-verde screziata, lavorata a pennellate visibili, e due brevi linee orizzontali scure all’altezza dei gomiti si leggono come una modanatura; sotto di essa il grigio si scurisce, e lungo il margine destro corre un passaggio ocra caldo. La firma sta in alto a destra.

Perché si chiama cantante di caffè?

Perché è il titolo che l’opera porta, e va detto subito che nulla nell’opera mostra un caffè. Nessun palco, nessun pubblico, nessun bicchiere, nessuno strumento: una donna siede davanti a una parete spoglia con le mani in grembo. La scheda del museo dà il titolo ma non nomina la modella e non spiega il mestiere, e nemmeno noi lo facciamo – il titolo è ciò con cui l’opera è catalogata e conosciuta, e lo usiamo senza inventare una scena che lo giustifichi. Ciò che l’opera mostra davvero è un particolare tipo di immobilità: gli occhi abbassati, le mani chiuse, la posa che non concede nulla. Se cercate lo stesso pittore con una modella che vi guarda, si veda Adrienne (donna con la frangia), appesa nella stessa sala dello stesso museo e proveniente dallo stesso collezionista.

La scheda dell’originale

L’originale è olio su tela. Il museo dà il dipinto come alto 92,4 cm e largo 60,3 cm, e separatamente la cornice come 112,4 per 80,3 cm; stampiamo il dipinto, prima la larghezza, perciò sulla nostra pagina si legge 60,3 × 92,4 cm. Il numero è 1963.10.44, l’anno il 1917, la firma sta in alto a destra, e la riga di acquisizione recita collezione Chester Dale – la seconda opera di quella collezione in questo museo su questo scaffale. Il museo indica la propria immagine del dipinto come di pubblico dominio. Il suo sito non risponde ai lettori automatici dal nostro server, perciò il collegamento qui sopra è registrato a fronte di una copia archiviata della stessa pagina del museo, che porta titolo, tecnica, entrambe le misure, riga di acquisizione, numero di inventario e la provenienza pubblicata. L’opera ha anche una propria scheda su Wikidata. Quasi esattamente la stessa misura di tela, 60,5 × 92,5 cm, ricorre su questo scaffale in Ragazza in grembiule nero. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.

Dove è stata l’opera?

Il museo pubblica la catena in una riga, e il primo nome è familiare: Léopold Zborowski a Parigi, il mercante, che è lui stesso su questo scaffale in Ritratto di Léopold Zborowski. È la quinta cella di questo scaffale la cui proprietà comincia da lui. Dopo Zborowski l’opera passò a G. Menier a Parigi, poi fu venduta ad Arthur Tooth and Sons a Londra – la stessa ditta che la espose lì in una mostra su Modigliani nel 1926 – e il 6 maggio 1927 Tooth la vendette a Chester Dale a New York, che la lasciò al museo nel 1963. Quattro proprietari e due date esatte, il tutto pubblicato dall’istituzione che detiene l’opera. Zborowski, Menier, Tooth, Dale: così una tela dell’École de Paris passò da uno studio parigino a un museo americano, attraverso quattro paia di mani.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Due cose reggono questo motivo. La prima è il collo lungo e la pendenza delle spalle: sono il disegno, e chi accorcia il collo anche di poco trasforma l’opera in un ritratto qualunque. La seconda è l’abito nero, che non è nero piatto ma nero lavorato sopra un verde scuro con la pennellata lasciata visibile, così da trattenere la luce; dipinto come una silhouette inghiotte la metà inferiore della tela. La parete dietro è grigio-verde spezzato e resta mossa, perché la calma della figura si legge solo contro una superficie che si muove. Il disco dorato allo scollo è l’unica nota chiara ed è piccolo. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.

Quale misura per quale parete?

Per questo motivo consigliamo 71 × 107 cm. Sulle proporzioni la nostra misura più vicina è 130 × 200 cm allo 0,4 per cento dalla forma dell’originale, poi 90 × 140 cm all’1,5 e 71 × 107 cm all’1,7; l’originale è una tela larga circa sessanta centimetri, sicché le misure intermedie stanno più vicine alla sua scala, mentre 130 × 200 cm rende la figura più grande del vero. È un’opera alta e quieta e si adatta a una parete stretta o a una tromba di scale, dove chi guarda le passa vicino. La tavolozza è nero, grigio-verde e un solo volto caldo, facile su una parete bianca o grigio chiara e difficile su un colore forte. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.

Domande frequenti

Dove si trova l’originale?

Alla National Gallery of Art di Washington, numero di inventario 1963.10.44, dalla collezione Chester Dale.

Nel dipinto è raffigurato un caffè?

No. Non c’è palco, pubblico né strumento – solo una donna seduta davanti a una parete. Il titolo è quello con cui il museo cataloga l’opera.

Chi è la donna?

Il museo non la nomina, e non la nominiamo nemmeno noi.

Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?

L’originale misura 60,3 × 92,4 cm. La misura più vicina fra le nostre è 130 x 200 cm, che si scosta dal rapporto dell’originale dello 0,4%.

  • Soggetto: una donna seduta dalle ginocchia in su in abito nero, mani raccolte, un collo lunghissimo, dietro una parete grigio-verde screziata
  • Originale: 60,3 × 92,4 cm, olio su tela, 1917, National Gallery of Art, Washington, inv. 1963.10.44
  • La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
  • Da sapere: nulla nell’opera mostra un caffè, e il museo non nomina la modella né spiega il titolo – perciò non lo facciamo nemmeno noi

Gli occhi su questa tela sono dipinti senza pupille. Abbiamo contato tutte le 76 opere di Modigliani su questo scaffale: 53 sono così, 17 no – opera per opera.

Quadri 100% dipinti a mano

Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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