Descrizione
Adrienne (donna con la frangia) è una tela del 1917 conservata alla National Gallery of Art di Washington con il numero 1963.10.171. Un volto pallido e dipinto liscio, con una frangia pesante, si volge verso destra mentre gli occhi tornano a noi, e una mano è alzata così che le dita poggiano lungo la guancia. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.
| Titolo: | Adrienne (donna con la frangia) |
| Altri titoli: | solo Adrienne, la forma breve usata dalle schede francesi e tedesche |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno di creazione: | 1917 – l’anno del museo |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 38,1 × 55,3 cm, il dipinto; il museo indica anche la cornice, 54,6 × 71,4 × 6,3 cm |
| Tecnica originale: | olio su lino – la dicitura del museo |
| Stile pittorico: | espressionismo, École de Paris |
| Dove si trova: | National Gallery of Art, Washington (inv. 1963.10.171, collezione Chester Dale) |
| La nostra riproduzione: | copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta |
Adrienne (donna con la frangia) – Amedeo Modigliani
Che cosa si vede sulla tela?
La modella è dipinta dal petto in su, seduta, il corpo volto verso destra. Il braccio più lontano è alzato così che le dita di quella mano poggiano lungo la guancia e il polso riposa sullo schienale della sedia – l’unico gesto in un’opera per il resto immobile. I capelli castano scuri sono tagliati in una frangia pesante, diritta sulla fronte, e ai lati sono raccolti in alto e all’indietro. Il volto è pallidissimo e dipinto liscio, un lungo ovale con sopracciglia sottili e appena arcuate; gli occhi sono mandorle scure che ci guardano dagli angoli mentre la testa si volge altrove; il naso è una sola lunga linea discendente, la bocca piccola e bordeaux. I tratti sono disegnati con sottili linee grigio scuro, non modellati. Indossa un abito bruno-ruggine con scollo quadrato, e lungo la spalla più vicina corre una fascia più chiara grigio-azzurra. Dietro di lei c’è una parete rosso vino dal motivo indistinto, con un rettangolo verde oliva chiaro nell’angolo in alto a destra. Tutto tranne il volto è lavorato a colore screziato e spezzato, ed è proprio per questo che il volto si legge come liscio. La firma sta in alto a destra in rosso acceso, e il museo la registra lì nella propria riga delle iscrizioni.
Perché ci sono due misure?
Perché il museo le pubblica entrambe e le etichetta, che è il modo utile di farlo. La sua scheda dà la misura complessiva, 55,3 cm di altezza e 38,1 cm di larghezza, e separatamente la misura con cornice, 71,4 per 54,6 per 6,3 cm. La prima è il dipinto, la seconda è il dipinto nella sua cornice, e la profondità è la prova, perché nessuna tela tesa è spessa sei centimetri. Noi stampiamo il dipinto: 38,1 × 55,3 cm, prima la larghezza. Vale la pena segnalarlo perché non ogni scheda è così chiara – Lolotte è catalogata con tre cifre senza etichetta, e lì la differenza va calcolata anziché letta. Qui il museo ha fatto il lavoro per noi. Come controllo nostro: la fotografia pubblicata di questa tela ha una proporzione di 0,692 contro 0,689 dalle cifre del museo, una differenza di quattro decimi di punto percentuale.
La scheda dell’originale
L’originale è olio su lino, che è la dicitura del museo ed è un poco più preciso di olio su tela. Il numero è 1963.10.171, l’anno 1917, e la riga di acquisizione recita collezione Chester Dale – lo stesso collezionista americano il cui dono portò L’italiana al Metropolitan Museum, sicché due opere di questo scaffale passarono per le stesse mani prima di raggiungere due musei diversi. Il museo indica la propria fotografia di questa tela come di pubblico dominio. Il suo stesso sito non risponde ai lettori automatici dal nostro server, perciò il collegamento qui sopra è registrato a fronte di una copia archiviata della medesima pagina del museo, che porta titolo, tecnica, entrambe le misure, riga di acquisizione, numero di inventario e iscrizione. L’opera ha anche una propria scheda su Wikidata. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Dove è stata l’opera?
Il museo pubblica una catena e, meglio ancora, pubblica i propri dubbi su di essa. Comincia così: forse Paul Guillaume, morto nel 1934 – e il museo spiega in nota perché scrive forse, cioè che una fotografia di quest’opera si trova in un album di riproduzioni appartenuto a Guillaume, secondo una lettera del 1998 conservata nei suoi archivi curatoriali. Anche lui è su questo scaffale, come Ritratto di Paul Guillaume. Poi l’opera fu comprata nel 1927 dal mercante parigino Etienne Bignou, e il museo cita dalle carte di Chester Dale il dettaglio che Bignou l’aveva comprata da un artista di Montparnasse, amico di Modigliani. Aggiunge che gli album fotografici dello stesso Bignou, consultati al Musée d’Orsay, non contenevano nulla di più – un risultato negativo, pubblicato. Bignou la vendette il 18 aprile 1928 a Chester Dale, che nel 1963 la lasciò al museo. Un primo proprietario con un forse, un secondo con una nota, e una ricerca che non trovò nulla detta ad alta voce: ecco come si presenta una buona provenienza. Guillaume, Bignou, Dale: è la via commerciale per cui l’École de Paris lasciò Montparnasse e raggiunse le collezioni americane.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Questo motivo ruota attorno a un contrasto di superfici e non di colori. Il volto e la mano sono stesi lisci e quasi senza pennellata visibile; tutto ciò che li circonda – la parete, la sedia, l’abito – è spezzato, screziato, lavorato. Se si dipinge l’intera superficie con una sola tessitura, il volto smette di venire avanti e la somiglianza si appiattisce. La seconda cosa è il disegno dei tratti, fatto con una linea grigia sottile sopra il fondo pallido, che va posato leggero e lasciato stare; ripassato due volte diventa pesante e la modella invecchia di dieci anni. La firma è rosso acceso e piccola, e appartiene all’opera. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.
Quale misura per quale parete?
Per questo motivo consigliamo 60 × 90 cm, e qui c’è una possibilità insolita: la nostra misura più piccola, 38 × 55 cm, è la misura dell’originale stesso. È anche la più vicina sulle proporzioni, allo 0,3 per cento dalla forma dell’originale, con 90 × 130 cm subito dietro allo 0,5 per cento; la successiva è 70 × 100 cm all’1,6 per cento. Potete dunque avere quest’opera a grandezza reale, appesa dove un formato piccolo funziona – accanto a una porta, in un corridoio, su una striscia stretta di parete – oppure ingrandita a 90 × 130 cm, dove il volto regge una stanza. La tavolozza è rosso vino, ruggine e incarnato pallido, che sta bene su una parete bianca e su un grigio caldo, e sparisce su una rossa. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
Alla National Gallery of Art di Washington, numero di inventario 1963.10.171, dalla collezione Chester Dale.
Quanto è grande l’originale?
38,1 × 55,3 cm. Il museo pubblica anche la misura con cornice, 54,6 × 71,4 × 6,3 cm, e la indica come cornice.
Posso ordinarlo nella misura originale?
Sì. La nostra misura più piccola, 38 × 55 cm, è a pochi millimetri dalla tela come la misura il museo.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 38,1 × 55,3 cm, ed è proprio la misura che teniamo in elenco: 38 x 55 cm. Il rapporto è quello dell’originale, senza scarto.
- Soggetto: donna seduta dal petto in su, frangia pesante, una mano alzata alla guancia, dietro una parete rosso vino a motivi
- Originale: 38,1 × 55,3 cm, olio su lino, 1917, National Gallery of Art, Washington, inv. 1963.10.171
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
- Da sapere: il museo pubblica la provenienza con le proprie riserve – un primo proprietario segnato con un forse, e una ricerca negli album di un altro mercante che non trovò nulla, detta apertamente
Gli occhi su questa tela hanno le pupille. Fra le 76 opere di Modigliani su questo scaffale sono 17 così, in 53 la pupilla manca – opera per opera.









































