Descrizione
Giovane donna con vestito giallo è una tela del 1918 nella Collezione Cerruti al Castello di Rivoli, presso Torino. Una giovane donna siede in un abito giallo cosparso di piccoli fiori, davanti a un pannello di ocra chiaro e volute nere, e le pupille le stanno ai bordi esterni degli occhi. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.
| Titolo: | Giovane donna con vestito giallo |
| Altri titoli: | Jeune femme à la robe jaune (Renée Modot), la forma francese del museo con il nome della modella |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno di creazione: | 1918 – l’anno del museo, che colloca l’opera a Nizza, probabilmente nei mesi estivi |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 60 × 92 cm |
| Tecnica originale: | olio su tela |
| Stile pittorico: | espressionismo, École de Paris |
| Dove si trova: | Collezione Cerruti, Castello di Rivoli (inv. 0149, catalogo n. A142, acquisita nel 1987) |
| La nostra riproduzione: | copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta |
Giovane donna con vestito giallo – Amedeo Modigliani
Che cosa si vede sulla tela?
Una giovane donna siede a tre quarti di figura, con il corpo volto un poco verso la nostra destra e il capo eretto. Il volto è un lungo ovale crema-ocra con del rosa sulla guancia; i capelli scuri sono divisi al centro e tirati lisci indietro sopra le orecchie; il collo è lungo. Le sopracciglia sono sottili, il naso è un solo contorno, la bocca piena e rosso-bruna. Indossa un abito giallo-ocra con maniche corte, ampia scollatura rotonda e una cucitura alta in vita, e tutto l’abito è cosparso di piccoli segni floreali verdi, azzurri e rosa. Un avambraccio le attraversa il grembo, la mano rilassata e le dita lunghe; l’altro braccio è lungo il fianco. Dietro di lei, a riempire la metà sinistra, sta un grande pannello decorativo di ocra chiaro e volute nere; a destra corre un’ampia fascia verticale bruno-oliva e, oltre di essa, in basso, il tornito montante di uno schienale. La firma sta in alto a destra.
Perché gli occhi guardano di lato?
Perché le pupille sono dipinte ai bordi esterni degli occhi e non al centro, e il museo definisce questa collocazione singolare nell’opera di Modigliani – uno sguardo laterale che tuttavia vi incontra. Vale la pena sapere che la maggior parte dei suoi modelli o non ha pupille affatto o le ha poste diritte, sicché questa devia in un modo che si vede, una volta che vi si è fatto caso. Il museo definisce l’opera unica fra i suoi ritratti anche per l’unione di un fondo decorativo esuberante con un abito a motivi, e guardandola la cosa regge: in nessun altro punto di questo scaffale la parete dietro la modella compete con lei così apertamente. Confrontate la parete grigio-verde spoglia dietro Cantante di caffè, una tela di misura quasi identica, e la differenza è tutta lì.
La scheda dell’originale e due numeri per un’opera
L’originale è olio su tela, alto 92 cm e largo 60; poiché indichiamo prima la larghezza, sulla nostra pagina si legge 60 × 92 cm. Il museo l’ha acquisita nel 1987 e la registra sotto due numeri insieme – inventario 0149 e numero di catalogo A142 – ed è per questo che in altre banche dati compare un identificativo più lungo che termina con A142. Il museo colloca l’opera a Nizza nel 1918, probabilmente d’estate, e spiega perché Modigliani fosse là: nell’aprile di quell’anno aveva lasciato Parigi su insistenza del suo mercante, malato e senza denaro, con Jeanne Hébuterne incinta e la città sotto i bombardamenti. Dipinse bambini, gente del posto e amici perché non arrivavano commissioni, e i mesi sulla Riviera si rivelarono fra i più produttivi della sua carriera. Hébuterne è su questo scaffale in Jeanne Hébuterne in camicia bianca. L’opera ha anche una propria scheda su Wikidata. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Dove è stata l’opera?
Il museo pubblica una catena di dieci stazioni, con date e persino un numero di magazzino di galleria, ed è la più dettagliata di questo scaffale. Comincia dove cominciano altre cinque celle qui: da Léopold Zborowski a Parigi, che è lui stesso dipinto in Ritratto di Léopold Zborowski – per la sesta volta il suo nome apre una catena su questo scaffale. Bernheim-Jeune la comprò da lui il 6 giugno 1922, con il proprio numero 23057; Madame Guérin la comprò da Bernheim-Jeune il 9 aprile 1923; poi la collezione Jonas Netter dal 1929, Madame Montreaux, la collezione della Galerie Bing dal 1950 e la collezione Robert von Hirsch. Fu venduta da Sotheby’s a Londra il 20 giugno 1978, lotto 743 dell’asta von Hirsch, passò a una collezione privata a Roma e tornò in asta da Sotheby’s a New York il 18 novembre 1986, lotto 43, prima che il museo la acquisisse l’anno successivo. Ognuna di queste stazioni è una dichiarazione del museo, non nostra. Letta come elenco, è anche una mappa del commercio che portò l’École de Paris fuori da Parigi e nelle collezioni private.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Questo motivo è più difficile della maggior parte di questo scaffale perché due motivi devono convivere: le volute dietro e i fiori sull’abito. Nessuno dei due va messo in ordine. Le volute si stendono con il pennello carico e restano ruvide, e i fiori sono piccoli tocchi separati, non un rapporto: dipinti uniformi diventano carta da parati e l’abito smette di essere stoffa. Il volto è liscio in mezzo a tutto quel movimento, e le pupille vanno ai bordi esterni degli occhi e lì restano. Il giallo dell’abito è la fonte di luce dell’opera e non va spento verso il bruno. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.
Quale misura per quale parete?
Per questo motivo consigliamo 90 × 140 cm. Sulle proporzioni la nostra misura più vicina è 130 × 200 cm allo 0,3 per cento dalla forma dell’originale, poi 90 × 140 cm all’1,4 e 71 × 107 cm all’1,7. Quest’opera guadagna dalla dimensione più di altre, perché i due motivi hanno bisogno di spazio per restare distinti; in piccolo volute e fiori si fondono in una generica agitazione. La tavolozza è gialla, ocra e nera, calda dappertutto, perciò solleva una stanza grigia o bianca e litiga con una parete gialla. A 130 × 200 cm la modella è più grande del vero e il fondo diventa una parete a sé. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
Nella Collezione Cerruti al Castello di Rivoli presso Torino, numero di inventario 0149, numero di catalogo A142, acquisita nel 1987.
Chi era la modella?
Renée Modot, da poco sposata con l’attore Gaston Modot, che Modigliani dipinse nello stesso periodo. Il museo registra che posava nel pomeriggio in uno studio improvvisato dentro casa propria.
Perché le pupille stanno ai bordi degli occhi?
Perché Modigliani ce le ha messe. Il museo definisce questa collocazione singolare nella sua opera – uno sguardo laterale che incontra comunque chi guarda.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 60 × 92 cm. La misura più vicina fra le nostre è 130 x 200 cm, che si scosta dal rapporto dell’originale dello 0,33%.
- Soggetto: una giovane donna seduta in abito giallo cosparso di fiori, davanti a un pannello di ocra e volute nere, le pupille ai bordi esterni degli occhi
- Originale: 60 × 92 cm, olio su tela, 1918, Collezione Cerruti, Castello di Rivoli, inv. 0149
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
- Da sapere: il museo pubblica dieci proprietari con date e un numero di magazzino, e definisce questo l’unico ritratto di Modigliani che ponga un abito a motivi davanti a un fondo a motivi
Gli occhi su questa tela hanno le pupille. Fra le 76 opere di Modigliani su questo scaffale sono 17 così, in 53 la pupilla manca – opera per opera.









































