Descrizione
Ritratto di Léopold Zborowski è una tela del 1916, in deposito permanente all’Israel Museum di Gerusalemme. Un uomo barbuto in giacca scura e cravatta chiara guarda fuori da un fondo scuro, la firma del pittore sta in alto a sinistra, e il nome del modello con l’anno è graffito lungo il margine superiore destro. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.
| Titolo: | Ritratto di Léopold Zborowski |
| Altri titoli: | l’opera se lo scrive da sé: ZBOROWSK, troncato dalla testa del modello |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno di creazione: | 1916 – e il pittore scrisse quell’anno di sua mano sulla tela |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 43 × 65 cm – la cifra del museo; altre quattro pubblicazioni danno altre quattro misure |
| Tecnica originale: | olio su tela |
| Stile pittorico: | espressionismo, École de Paris |
| Dove si trova: | Israel Museum, Gerusalemme, in deposito permanente – la pagina del museo non è leggibile dal nostro server, perciò non la colleghiamo |
| La nostra riproduzione: | copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta |
Ritratto di Léopold Zborowski – Amedeo Modigliani
Che cosa si vede sulla tela?
Un uomo barbuto è dipinto fino alle spalle, da vicino e quasi frontalmente, e riempie la maggior parte dell’altezza. Il volto è un caldo ocra-arancio, modellato duramente e delimitato da contorni scuri; le sopracciglia sono folte e nere. I due occhi non sono dipinti allo stesso modo: quello alla nostra sinistra è una cavità scura, quasi chiusa, mentre l’altro porta un’iride verde-grigia pallida e guarda diritto fuori. Il naso è lungo, e una folta barba scura con i baffi chiude la parte bassa del viso, così che la bocca appena si vede. I capelli sono folti e neri, tirati indietro da una fronte alta. Indossa una giacca quasi nera sopra un colletto bianco, con una cravatta grigio-bianca chiara che scende in un lungo cuneo. Il fondo è diviso: a sinistra una parete grigio-verde screziata, a destra una fascia verticale bruno-rossastra scura contro qualcosa di quasi nero. Negli angoli inferiori siedono due campiture rosso-arancio, tagliate dal bordo della tela. In alto a sinistra la firma è scritta sottile e scura; lungo il margine superiore destro, in grandi lettere chiare graffite, sta il nome, e sotto l’anno.
Perché l’opera porta il nome del modello e l’anno?
Perché Modigliani ce li ha messi, in pittura, come parte della superficie. Il catalogo registra l’iscrizione come ZBOROWSK e 1916, ed è proprio ciò che mostra la fotografia: le lettere cominciano in alto a destra, i capelli scuri del modello corrono dentro di esse, e il nome esce da quello scontro incompleto. Lo ha fatto più di una volta – Lola de Valence porta il suo titolo allo stesso modo, con la testa che taglia le lettere – dunque è un’abitudine e non un incidente. Chi sia quest’uomo conta qui più del solito: Léopold Zborowski era il poeta polacco che divenne il mercante di Modigliani, gli trovava stanze e modelle e lo tenne al lavoro negli anni di guerra. È la ragione per cui buona parte dell’École de Paris è sopravvissuta, ed è su questo scaffale due volte, perché l’altro suo ritratto è Ritratto di Léopold Zborowski. Possedette anche Lolotte, prima che arrivasse in un museo.
La scheda dell’originale e cinque misure pubblicate
L’originale è olio su tela, e l’anno è 1916 in ogni scheda che abbiamo potuto leggere. Con la misura le cose stanno diversamente, e vale la pena esporla apertamente, perché è il caso più chiaro di disaccordo fra studiosi su questo scaffale. Un catalogo pubblicato di Modigliani riporta il museo a 65 × 43 cm, Restellini a 65 × 41, Parisot a 63 × 41, Pfannstiel a 68 × 41, e i cataloghi delle mostre del 1958 e del 1963 a 65 × 42. Cinque cifre per una tela. Stampiamo quella del museo, 43 × 65 cm con prima la larghezza, perché il museo ha l’oggetto davanti, e nominiamo le altre invece di far finta che la questione sia chiusa. Anche Wikidata dà 65 × 43, il che concorda. Sul numero con cui l’opera è registrata c’è una divisione simile: la scheda Wikidata dà 401219, che è anche il numero nell’indirizzo web del museo, mentre il catalogo registra il numero di deposito L-B04.008. Sono numeri di natura diversa e non li fondiamo. Preferiremmo collegare il museo stesso, ma il suo sito risponde a ogni indirizzo che abbiamo provato – la pagina dell’oggetto, un percorso più vecchio, una copia archiviata – con la stessa pagina vuota, quindi lì non c’è nulla da verificare e non lo colleghiamo. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Dove è stata l’opera?
Il primo proprietario fu il modello stesso. Il catalogo apre la catena con L. Zborowski a Parigi, vale a dire che il mercante tenne il proprio ritratto, e segna ciò che segue con un punto interrogativo suo: la collezione Georg Guggenheim-Strauss a Zurigo. Di lì l’opera giunse all’Israel Museum non come dono né come acquisto, ma come deposito permanente della Fondazione Georg e Josi Guggenheim tramite gli amici svizzeri del museo. Per questo il dipinto è appeso a Gerusalemme mentre il suo numero di deposito comincia ancora con una L. Il catalogo definisce incompiuta la propria ricerca, e con quella premessa passiamo la catena.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Questa è un’opera scura con un solo volto illuminato, e il volto non è liscio: è costruito con pennellate arancio, rosse e brune che restano visibili, perciò la copia deve conservare la pennellata invece di fonderla. I due occhi sono diversi e devono restare diversi. La scritta in alto è graffita nella pittura più che scritta sopra di essa, chiara sullo scuro, e deve apparire così – sottile, irregolare e interrotta dove i capelli la attraversano. La cravatta è l’unica forma chiara e netta e tiene lo sguardo in basso; dipinta troppo luminosa si prende tutto. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.
Quale misura per quale parete?
Per questo motivo consigliamo 80 × 120 cm. Non esiste una sola misura più vicina e non la inventiamo: quattro delle nostre otto condividono la stessa forma 2 : 3 e tutte e quattro distano lo 0,8 per cento dalle proporzioni dell’originale – 40 × 60, 80 × 120, 100 × 150 e 120 × 180 cm sono ugualmente vicine, sicché la scelta è una questione di parete. L’opera è scura e si legge da una parete all’altra, e il volto è l’unica cosa chiara che contiene, il che è un argomento a favore della dimensione: a 80 × 120 cm la testa arriva a grandezza naturale e un poco oltre. Su una parete piccola, 40 × 60 cm la mantiene come uno studio. Chiede una parete chiara; su una scura la giacca e il fondo si fondono e l’impianto scompare. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
All’Israel Museum di Gerusalemme, in deposito permanente e non di proprietà del museo.
Quanto è grande l’originale?
43 × 65 cm secondo il museo. Altre quattro pubblicazioni danno 65 × 41, 63 × 41, 68 × 41 e 65 × 42 cm; noi seguiamo il museo e nominiamo le altre.
Chi era Zborowski?
Un poeta polacco che divenne il mercante di Modigliani e lo sostenne negli ultimi anni. Questo è il suo ritratto, e lo possedette lui stesso.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 43 × 65 cm. La misura più vicina fra le nostre è 40 x 60 cm, che si scosta dal rapporto dell’originale dello 0,78%.
- Soggetto: uomo barbuto fino alle spalle, giacca scura e cravatta chiara, firma in alto a sinistra e il suo nome graffito lungo il margine superiore destro
- Originale: 43 × 65 cm, olio su tela, 1916, Israel Museum, Gerusalemme, in deposito permanente
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
- Da sapere: cinque pubblicazioni danno cinque misure diverse per questa tela, e la pagina del museo non è leggibile dal nostro server, perciò non la citiamo né la colleghiamo
Gli occhi su questa tela sono dipinti senza pupille. Abbiamo contato tutte le 76 opere di Modigliani su questo scaffale: 53 sono così, 17 no – opera per opera.









































