Edgar Degas – Alessandro e Bucefalo

da 108,00 

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 1605__ Categoria:

Descrizione

Alessandro e Bucefalo è una grande opera giovanile di Degas, e quasi nulla in essa somiglia al Degas che si conosce. Attraverso un ampio sentiero sabbioso avanza un giovane in corta tunica bianca, scalzo, il corpo spinto in avanti; dietro di lui un mantello verde-azzurro chiaro si alza ad arco, retto da una figura con berretto rosso. A sinistra un baio chiaro con la stella bianca abbassa la testa verso il ragazzo. A destra un gruppo di spettatori siede e sta in piedi, visto di spalle, e sopra di loro si alza un pino marittimo dal tronco sottile. In lontananza si susseguono colline tonde, una fascia d’acqua e una pallida linea di mura, e lungo il sentiero si allontana una fila di cavalli e cavalieri. L’originale misura 89 x 115 cm, è del 1861/1862 ed è alla National Gallery of Art di Washington con il numero 1997.57.1. Il segno in basso a destra non è una firma ma il timbro della vendita d’atelier del 1918. Da noi nasce a mano, in otto misure da 30 x 35 a 100 x 110 cm oppure su misura, e prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.

Titolo:Alessandro e Bucefalo
Altri titoli:Alexandre et Bucéphale (titolo del catalogo), Achille et le Bucéphale (titolo della vendita d’atelier del 1918)
Pittore:Edgar Degas (1834–1917)
Anno:1861/1862 (in basso a destra il timbro della vendita d’atelier, non una firma)
Misure dell’originale:89 cm x 115 cm
Tecnica dell’originale:olio su tela
Stile:impressionismo
Dove si trova l’originale:National Gallery of Art, Washington (inv. 1997.57.1), lascito di Lore Heinemann in memoria del marito, dr. Rudolf J. Heinemann; catalogo Schulman MS 1532, Lemoisne I-91
La nostra versione:olio dipinto a mano su tela di lino, 8 misure da 30 x 35 cm a 100 x 110 cm, su richiesta misura personalizzata

Alessandro e Bucefalo – Edgar Degas

Chi è raffigurato?

Un ragazzo e un cavallo: Alessandro, ancora bambino, doma lo stallone Bucefalo che nessun altro riusciva a cavalcare. Avanza per un ampio sentiero sabbioso in corta tunica bianca, scalzo, il corpo spinto in avanti. Dietro di lui un mantello verde-azzurro chiaro si alza ad arco, retto da una figura con berretto rosso. A sinistra il cavallo — un baio chiaro con la stella bianca — abbassa la testa verso di lui, e proprio quell’abbassarsi è il nucleo dell’opera: l’animale ha già ceduto. A destra un gruppo di spettatori siede e sta in piedi, visto di spalle: una figura in mantello verde-azzurro scuro con un braccio alzato, una donna seduta in veste rosso-bruna con la manica gialla e due figure velate accanto a lei.

Che cosa c’è dietro di loro?

Un paesaggio che non ha nulla a che fare con la Macedonia e tutto con l’Italia. Sopra gli spettatori si alza su un tronco sottile un pino marittimo dalla chioma scura — l’albero della campagna romana, non dei Balcani. In lontananza si susseguono colline tonde, una fascia d’acqua e una pallida linea di mura; lungo il sentiero si allontana una fila di cavalli e cavalieri, fra i quali sta una stretta colonna chiara. Tutto poggia sull’ocra e sul color sabbia, e su quel fondo il lavoro lo fanno il cielo verde-azzurro, il fogliame scuro e gli accenti rossi. Degas era tornato poco prima da tre anni in Italia, e il paesaggio che diede a una storia greca antica è quello che aveva appena guardato.

Perché somiglia così poco a Degas?

Perché è ciò che voleva essere prima di diventare ciò che è. All’inizio degli anni Sessanta dell’Ottocento Degas voleva essere un pittore di storia nella grande tradizione francese: grandi tele, soggetti dall’antichità, figure su un palcoscenico poco profondo. Questo è uno di quei tentativi, alto quasi un metro e un quinto. Nel giro di pochi anni abbandonò il programma e si volse alle lavandaie, alle ballerine e all’ippodromo — e il cavallo di quest’opera è il filo che è sopravvissuto. Gli spettatori visti di spalle, la figura tagliata dal bordo, l’azione spinta di lato: sono già le abitudini del Degas tardo, nascoste in un soggetto che avrebbe presto lasciato.

Che cosa significa la scena?

Che il dominio è un momento silenzioso, non una lotta. Non c’è impennata, non c’è dramma, non c’è fune; il cavallo semplicemente abbassa la testa. Come quadro artistico risulta perciò calmo nonostante le dimensioni, e poiché i colori sono ocra, sabbia e verde-azzurro sta bene, caldo e non rumoroso, fra i quadri per il soggiorno, in uno studio o su una scala. Fra i quadri moderni di soggetto antico è quello che si sceglie per la storia. Nell’opera di Degas è l’eccezione, e per questo alcuni lo vogliono: mostra il pittore prima che fosse se stesso. La nostra riproduzione è costruita attorno alle due cose che reggono la scena — la testa china del cavallo e l’arco del mantello.

Dalla vendita d’atelier a Washington

Degas non vendette mai quest’opera, e la sua storia comincia l’anno dopo la sua morte. Entrò nella prima vendita d’atelier Degas alla Galerie Georges Petit di Parigi, 6-8 maggio 1918, come numero 5 — e il catalogo della vendita la chiamò Achille et le Bucéphale, Achille, dunque l’eroe sbagliato. Nel 1951 apparteneva al dr. Hans Graber (1886-1956) di Morcote, storico dell’arte che scrisse su Degas; il museo aggiunge che quell’anno fu prestata a una mostra a Berna da una collezione privata di Morcote, identificata come quella di Graber da Douglas Cooper nel 1953. Passò poi per Walter Hugelshofer a Zurigo, e dall’ottobre 1956 fu tenuta da M. Knoedler and Co. a New York in conto comune con Pinakos, Inc., la società di Rudolf Heinemann. La vedova Lore Heinemann la lasciò nel 1997 alla National Gallery of Art in memoria del marito, e quel lascito è ancora oggi la formula di acquisizione del museo.

Il motivo tra le opere di Degas

Questa tela sta fra due opere che vendiamo anche noi. Veduta di Roma dalle rive del Tevere è l’Italia che ha dato a quest’opera le colline e il pino, e La famiglia Bellelli è l’altra grande composizione giovanile nata dalla stessa ambizione. Il cavallo porta dall’altra parte: la National Gallery of Art espose proprio quest’opera nel 1998 in Degas at the Races come numero 6 di catalogo, il che la colloca all’inizio di una linea che arriva a Cavalli da corsa a Longchamp. L’originale è alla National Gallery of Art di Washington, che lo registra come Alexander and Bucephalus, 1861/1862, olio dipinto su tela, 115 x 89 cm, inv. 1997.57.1, e il catalogo Schulman lo elenca come MS 1532, Lemoisne I-91, con il timbro Vente Degas in basso a destra.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Con pennello e colore a olio, con la stessa tecnica dell’originale, dunque come olio su tela. La cosa più difficile è la testa del cavallo. Tutto ciò che l’opera dice sta in quell’unico movimento verso il basso, e va disegnata prima di essere colorata; un centimetro più in alto e l’animale sembra curioso anziché arrendevole. La seconda è il mantello, il cui arco tiene insieme il terzo superiore — deve restare un solo slancio, non un panno piegato. La terza è il fondo: ocra e sabbia per tutta la larghezza, che sembra facile e non lo è, perché un ocra piatto uccide l’opera e uno inquieto se ne impadronisce. Ogni esemplare è dipinto a mano e due non sono mai del tutto uguali; ogni copia dipinta a mano è a sé. Per questo motivo non abbiamo ancora fotografie delle nostre tele finite, perché finora non lo abbiamo dipinto: qui non ce ne sono e non ne descriviamo nessuna. La fotografia della sua tela la riceve prima della spedizione.

Quale misura per quale parete?

Qui dobbiamo essere schietti: nessuna delle nostre otto misure ha il rapporto dell’originale. L’originale è largo 89 cm e alto 115 cm, un rapporto di 1,29. Le otto misure vanno da 30 x 35 a 100 x 110 cm e i loro rapporti da 1,09 a 1,17 — tutti più quadrati dell’opera. In pratica la scena risulta compressa in altezza a ogni misura, con meno cielo e meno pino sopra le teste. Per forma le più vicine sono 30 x 35 e 60 x 70 cm, a 1,17. Per dimensione la più vicina è 100 x 110 cm, dove i quadri grandi di questo tipo agiscono davvero, e 90 x 100 cm coincide quasi esattamente con la larghezza dell’originale, a un centimetro, ma è 15 cm più bassa. Se il rapporto le importa — e in questa composizione conta — la risposta onesta è una misura personalizzata di 89 x 115 cm. Delle otto suggeriremmo 90 x 100 cm. Nessuna è a magazzino: ogni esemplare nasce su ordinazione.

Misura personalizzata, cornice e telaio

Poiché nessun gradino della scala si adatta a quest’opera, la misura personalizzata è qui davvero il prodotto migliore e non un espediente di vendita: dipingiamo 89 x 115 cm, o qualunque misura che mantenga il rapporto 1,29, perché il pino e il cielo sopra le figure restino dove Degas li ha messi. È il nostro lavoro su ordinazione. Ogni esemplare viene spedito teso su un telaio di legno, pronto da appendere. Per la cornice usi la nostra applicazione 3D: mostra tutte le aste che abbiamo — oro, argento, nero, bianco e legno naturale — e serve alla scelta della cornice e a nient’altro. Come l’opera si comporta sulla sua parete lo mostra il nostro servizio separato, l’inserimento nell’ambiente.

Spedizione e garanzia

Ogni esemplare nasce su ordinazione nel nostro laboratorio in Slovenia; calcoli 15-45 giorni a seconda della misura, per le più grandi verso il limite superiore. Viaggia teso e protetto per il trasporto, incorniciato se ha scelto una cornice, in Italia e in altri quindici paesi dell’Unione europea, senza dazi. Prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per l’approvazione, e per ogni ordine vale la nostra disciplina dei resi. L’intera offerta si trova nella galleria Edgar Degas, e la sua vita è raccontata dal nostro articolo su Edgar Degas.

Domande frequenti

Di quale opera si tratta?

Un dipinto di storia giovanile di Degas, registrato dalla National Gallery of Art di Washington come Alexander and Bucephalus, 1861/1862. Misura 89 x 115 cm, numero di inventario 1997.57.1.

L’opera è firmata?

No. Il segno in basso a destra è il timbro della Vente Degas — la vendita d’atelier dopo la sua morte — e non una firma. Il catalogo lo registra come timbro, e noi lo chiamiamo così.

Quando è stata dipinta?

Nel 1861/1862, secondo la datazione del museo. Il catalogo Schulman indica 1860-1861; dove le fonti divergono seguiamo l’istituzione che possiede l’opera, e l’altra data la diciamo qui invece di tacerla.

Perché fu venduta come Achille et le Bucéphale?

Perché così la elencò il catalogo della vendita d’atelier del 1918, sotto Achille anziché Alessandro. Il museo registra quel titolo, ed è la ragione per cui l’opera si incontra ancora sotto i nomi di due eroi.

Il paesaggio è davvero italiano?

Il pino, le colline tonde e le mura pallide sono la campagna romana, e Degas era tornato poco prima da tre anni in Italia. La scheda del museo non lo commenta; questa lettura è nostra.

Chi era Lore Heinemann?

La vedova del dr. Rudolf J. Heinemann. Lasciò l’opera nel 1997 alla National Gallery of Art in memoria del marito, e la formula di acquisizione del museo recita ancora così.

Quanto è grande l’originale?

89 cm di larghezza e 115 cm di altezza. Con la cornice il museo indica 107,95 x 139,7 cm, quindi una versione incorniciata a grandezza piena richiede parecchia più parete di quanto suggerisca la misura della tela.

Quale vostra misura corrisponde all’originale?

Nessuna, e preferiamo dirlo piuttosto che lasciarglielo scoprire. Tutte e otto sono più quadrate dell’opera. Per il rapporto giusto chieda una misura personalizzata di 89 x 115 cm.

Quale misura standard suggerite?

90 x 100 cm. Coincide con la larghezza dell’originale a un centimetro, ma è 15 cm più bassa, così la scena sta un poco più stretta sotto il bordo superiore.

È una stampa?

No. L’opera nasce a mano, a olio sul lino; le pennellate sono visibili e tattili, in questo motivo soprattutto nel manto del cavallo e nel fondo sabbioso.

È adatta come regalo?

Sì, e insolita: un Degas che non sembra un Degas, con un ragazzo, un cavallo e una storia. Poiché ogni esemplare nasce su ordinazione, calcoli il tempo di realizzazione; se preferisce lasciare la scelta a chi riceve, c’è il nostro buono regalo.

  • Motivo: il giovane Alessandro doma Bucefalo, il cavallo già china la testa, in un paesaggio italiano
  • Originale: Edgar Degas, 1861/1862, dipinto a olio, 89 x 115 cm, National Gallery of Art, Washington (1997.57.1)
  • La nostra versione: dipinta a mano a olio, otto misure da 30 x 35 a 100 x 110 cm; nessuna corrisponde al rapporto dell’originale, meglio una misura personalizzata
  • Curiosità: il segno in basso a destra è il timbro della vendita del 1918, e quella vendita elencò l’opera sotto l’eroe sbagliato, come Achille et le Bucéphale

Quadri 100% dipinti a mano

Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

Quadri su commissione

Dipingiamo qualsiasi cosa: il tuo motivo, i tuoi colori, le dimensioni che desideri. Scrivici: info@svetslik.si

Il quadro nel tuo spazio – prima dell'acquisto

Con la visualizzazione digitale ti consigliamo come collocare il quadro sulla tua parete.

Scegli la cornice in 3D

Anteprima 3D realistica di ogni cornice sul quadro scelto + consulenza personale.

15+ anni di esperienza

I nostri artisti creano dal 2009, con referenze in patria e all'estero.