Descrizione
Ballerine blu mostrano un gruppo di ballerine in gonne azzurre che stanno strette l’una all’altra poco prima di entrare in scena. Una alza entrambe le braccia verso i capelli, un’altra si aggiusta una spallina, una terza si china in avanti; i volti sono appena accennati e i corpi si sovrappongono finché si leggono come un solo movimento. Le gonne sono dipinte in strati densi di azzurro e verdastro che verso i bordi si sciolgono in luce, e fra esse brilla la fascia arancione di una figura sul fondo, unico colore caldo della scena. Lo sfondo non è uno spazio ma una superficie agitata di punti verdi e gialli, una quinta teatrale dipinta con fogliame; a destra un pilastro verticale bruno scuro chiude la tela. L’originale misura 75,3 x 85,3 cm, è stato eseguito verso il 1890 ed è conservato al Musée d’Orsay di Parigi con il numero di inventario RF 1951 10. Da noi nasce a mano, in otto misure da 60 x 70 a 150 x 170 cm o su misura, e prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per approvazione.
| Titolo: | Ballerine blu |
| Altri titoli: | Danseuses bleues, Blue Dancers |
| Pittore: | Edgar Degas (1834–1917) |
| Anno: | verso il 1890 (firma in basso a sinistra: Degas) |
| Misure dell’originale: | 75,3 cm x 85,3 cm |
| Tecnica dell’originale: | olio su tela |
| Stile: | impressionismo |
| Dove si trova l’originale: | Musée d’Orsay, Parigi (inv. RF 1951 10; catalogo Schulman MS 1227, Lemoisne III-1014) |
| La nostra versione: | olio dipinto a mano su tela di lino, 8 misure da 60 x 70 cm a 150 x 170 cm, su richiesta misura personalizzata |
Ballerine blu – Edgar Degas
Chi è nella scena?
Quattro ballerine, nessuna nominata. La scheda del museo non nomina nessuno, e nemmeno noi. Stanno strette l’una all’altra, in gonne azzurre da ballo e corpetti azzurri con le spalle scoperte. Una alza entrambe le braccia verso i capelli e vi sistema qualcosa; un’altra ha la mano sulla spallina e guarda in basso; una terza si china in avanti così che la schiena si incurva e il volto scompare; una quarta è visibile solo in parte fra le altre. I volti sono appena accennati, senza occhi né bocca, ed è proprio questo il punto: non sono ritratti ma corpi che si preparano. Braccia, spalle e ginocchia si sovrappongono finché il gruppo si legge come una sola figura con molte membra. Il momento è quello immediatamente precedente all’entrata in scena, non il palcoscenico; nessuna sta danzando.
Che cosa c’è sulla tela?
L’azzurro, che occupa quasi tutto. Le gonne sono stese in strati densi di azzurro e verdastro, quasi opachi al centro e disciolti in luce verso i bordi, così che l’orlo di una gonna non è una linea ma un passaggio. Fra esse brilla la fascia arancione di una figura sul fondo, unico colore caldo dell’opera e punto in cui l’occhio si ferma. Lo sfondo non è una stanza ma una superficie agitata di punti verdi e gialli che sta per una quinta teatrale dipinta con fogliame; non c’è pavimento né soffitto in nessun punto, così il gruppo galleggia nel colore anziché in uno spazio. A destra un pilastro verticale bruno scuro chiude la tela e le dà un margine. La firma è in basso a sinistra.
Perché proprio questa scena è importante?
Perché il pittore guarda dove il pubblico non vede. Il balletto nella Parigi di quel tempo era un lusso che si guardava dalla platea; Degas lo dipinse di lato e da dietro, nei momenti in cui le ballerine non sono belle ma occupate. La seconda ragione è il colore. Invece di separare i corpi, l’azzurro li lega in una sola superficie, così che la scena si legge meno come un gruppo di individui e più come un unico organismo prima del movimento. La terza è lo sfondo. Dipingendo una quinta anziché una stanza, il pittore ammette che tutto ciò è teatro, e tuttavia il momento resta interamente fuori scena. Questo è Degas tardo, e il colore vi è ormai quasi indipendente dal soggetto.
Che cosa significa la scena?
Che la maggior parte del lavoro è invisibile. L’impressionismo in Degas non significa luce all’aperto ma osservazione precisa di persone al lavoro, e il lavoro qui è quello del balletto. Come quadro artistico agisce prima di tutto come colore: l’azzurro è abbastanza esteso da cambiare l’atmosfera della stanza in cui è appeso. Per questo è fra i quadri per il soggiorno o per la camera più generosi, specialmente accanto a legno caldo o su una parete bianca dove l’azzurro riceve spazio. Tra i quadri moderni appartiene a quella parte che si sceglie per il colore e non per il soggetto. La nostra riproduzione è costruita perché sia quell’azzurro a lavorare.
Come è arrivata la tela all’Orsay?
Per una via che si può leggere per intero. Secondo il catalogo Schulman l’opera rimase nell’atelier di Degas e fu venduta nel 1918 alla prima asta della sua eredità, la Vente Degas, come numero 72. Fu poi presso Danthon a Parigi, e di lì passò al dottor Albert Charpentier e alla moglie. Nel 1951 la donarono allo Stato: la scheda del museo la registra come dono del dottor e della signora Albert Charpentier, 1951. Appartenne dapprima al Musée du Louvre, fu al Musée du Jeu de Paume fra il 1951 e il 1986, e dal 1986 è al Musée d’Orsay. Dove sia stata esattamente fra il 1918 e il 1951 il catalogo lo indica solo con nomi di proprietari e senza date, e noi non lo completiamo.
Tre opere diverse con lo stesso titolo
Almeno tre opere di Degas si chiamano Ballerine blu ed è facile confonderle. La nostra è quella dipinta a olio, 75,3 x 85,3 cm, conservato al Musée d’Orsay con il numero di inventario RF 1951 10; nel catalogo Schulman è registrata come MS 1227, datata verso il 1886 e firmata in basso a sinistra. Accanto ad essa esistono due pastelli: uno al Museo Pushkin di Mosca, quadrato, 67 x 67 cm, del 1897, e uno all’Arkansas Art Center di Little Rock, 53 x 50 cm, verso il 1899, a catalogo MS 253. La nostra è dunque l’unica delle tre dipinta a olio. Fra le opere di Degas che offriamo, le più vicine a questa tela sono Quattro ballerine, di nuovo un gruppo poco prima dell’entrata, Ballerine in rosa, la stessa scena in un altro colore, e Due ballerine.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
Con il pennello e il colore a olio, nella stessa tecnica dell’originale, quindi anche la nostra è olio su tela. La cosa più difficile è l’azzurro. Non è un colore solo ma più strati di azzurro, verde e grigio sovrapposti, densi e coprenti al centro e aperti verso i bordi; dipinto con una sola mescolanza, le gonne si appiattiscono in carta. La seconda parte difficile sono i volti, che devono restare non finiti. Ogni volta c’è la tentazione di dare loro gli occhi, e ogni volta questo distruggerebbe la scena, perché i corpi diventerebbero ritratti. La terza è la fascia arancione: piccola, ma regge tutto l’equilibrio dei colori, perciò la dipingiamo per ultima e la accordiamo a quanto è diventato forte l’azzurro intorno. Ogni esemplare nasce di nuovo e due non sono mai del tutto uguali; ogni copia dipinta a mano è la propria. Per questo soggetto non abbiamo ancora fotografie delle nostre tele finite, perché finora non lo abbiamo dipinto, quindi qui non ne compare nessuna e non ne descriviamo alcuna. La fotografia della vostra tela la ricevete prima della spedizione.
Quale misura per quale parete?
Se non sapete quale: 80 x 90 cm. Ecco qualcosa che su questo scaffale accade di rado: la nostra misura 75 x 85 cm è praticamente identica all’originale. L’originale misura 75,3 x 85,3 cm, dunque le due differiscono di tre millimetri per lato; chi vuole la tela esattamente nella grandezza in cui è appesa a Parigi scelga questa. In proporzione 75 x 85 e 150 x 170 cm sono ugualmente vicine, entrambe 1,133 contro 1,133. 60 x 70 cm è l’unica misura più piccola dell’originale e si adatta a una parete stretta. 80 x 90 e 90 x 100 cm sono la scelta giusta sopra una cassettiera o un letto, dove l’azzurro riceve un po’ di spazio. 100 x 110 e 110 x 130 cm vogliono una parete tranquilla senza altre opere accanto. A 120 x 140 e 150 x 170 cm i quadri grandi di questo tipo fanno dell’azzurro l’illuminazione della stanza e non più un motivo sulla parete. Misurate prima sulla parete con una sagoma di carta. Nessuna misura è a magazzino: ogni esemplare nasce su ordinazione.
Misura su ordinazione, cornice e telaio
Se nessuna delle otto misure va bene, o se volete esattamente la proporzione dell’originale, dipingiamo su misura mantenendo l’altezza, così che sopra le teste resti un poco di quinta e il pilastro scuro a destra non venga tagliato; è il nostro lavoro su ordinazione. Ogni esemplare parte teso su un telaio di legno, pronto da appendere. Per la cornice usate la nostra applicazione 3D: su questo soggetto mostra tutte le aste che abbiamo – oro, argento, nero, bianco e legno naturale – e serve alla scelta della cornice e a nient’altro. Come l’opera funziona sulla vostra parete lo mostra il nostro servizio a parte, la collocazione nell’ambiente.
Consegna e garanzia
Ogni esemplare nasce su ordinazione nel nostro laboratorio in Slovenia; calcolate 15-45 giorni secondo la misura, alle maggiori di solito al limite superiore. Viaggia teso e protetto per il trasporto, incorniciato se avete scelto la cornice, in Italia e in altri quindici paesi dell’Unione europea, senza dogana. Prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita per approvazione, e a ogni ordine si applica la nostra disciplina dei resi. L’intera offerta si trova nella galleria Edgar Degas, mentre la sua vita è descritta nel nostro articolo su Edgar Degas.
Domande frequenti
Di quale opera si tratta?
Del dipinto a olio di Degas Ballerine blu, 75,3 x 85,3 cm. È conservato al Musée d’Orsay di Parigi con il numero di inventario RF 1951 10.
È questa l’opera che si trova a Mosca?
No. L’opera moscovita con lo stesso titolo è un pastello, quadrato, 67 x 67 cm, del 1897, al Museo Pushkin. La nostra è il dipinto a olio e si trova a Parigi. Una terza opera con lo stesso titolo, anch’essa un pastello, è a Little Rock, in Arkansas.
Quando è stata dipinta?
Il museo indica: verso il 1890. Non togliamo l’approssimazione. Il catalogo Schulman per la stessa tela indica verso il 1886; dove le fonti divergono seguiamo il museo che la possiede.
Quanto è grande l’originale?
75,3 cm di larghezza e 85,3 cm di altezza. Con la cornice il museo indica 94 x 102 cm. La nostra misura 75 x 85 cm coincide con l’originale a tre millimetri.
La tela è firmata?
Sì. Il catalogo Schulman riporta la firma in basso a sinistra: Degas.
Perché le ballerine non hanno volti?
Perché sono appena accennati, senza occhi né bocca. È un’osservazione tratta dall’opera, non una lettura della scheda; il museo non ne parla. L’effetto è che la scena non mostra individui ma un movimento.
Che cosa c’è sullo sfondo?
Una superficie agitata di punti verdi e gialli che sta per una quinta teatrale con fogliame dipinto. Non c’è spazio, né pavimento né soffitto; a destra la scena è chiusa da un pilastro verticale bruno scuro.
Dove si può vedere?
Al Musée d’Orsay di Parigi. Se in un dato momento sia esposta o in deposito, la scheda non lo dice.
Posso avere una misura non elencata?
Sì. Le otto misure sono la nostra scelta abituale, ma dipingiamo anche su vostra misura. Se volete esattamente la grandezza dell’originale, è la nostra misura 75 x 85 cm.
È una stampa?
No. È un olio dipinto a mano sul lino; le pennellate sono visibili e si sentono al tatto, soprattutto negli strati densi delle gonne.
È adatta come regalo?
Sì, soprattutto per chi ama il balletto o gli azzurri intensi. Poiché ogni esemplare nasce su ordinazione, calcolate il tempo di esecuzione; se preferite lasciare la scelta, c’è il nostro buono regalo.
- Soggetto: quattro ballerine in gonne azzurre, strette insieme nel minuto prima dell’entrata, volti appena accennati
- Originale: Edgar Degas, olio su lino, 75,3 x 85,3 cm, Musée d’Orsay, Parigi (RF 1951 10)
- La nostra versione: dipinta a mano a olio, otto misure da 60 x 70 a 150 x 170 cm
- Da sapere: la nostra misura 75 x 85 cm coincide con l’originale a tre millimetri per lato









































