Egon Schiele – Le case sul mare

da 137,00 €

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 252_140 Categoria:

Descrizione

Le case sul mare è un’opera del 1914 di Egon Schiele: cinque case in fila attraverso il centro della tela, con piccole finestre scure nelle facciate pallide, fra un cielo grigio in alto e fasce di campi in basso. L’originale si trova al Leopold Museum di Vienna con il numero d’inventario 452; misura 119,7 x 99,5 cm – 119,7 cm di larghezza e 99,5 cm di altezza. Da noi nasce come dipinto a olio realizzato a mano su tela, in dieci misure o su misura vostra, e prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione.

Titolo:Le case sul mare
Altri titoli:Die Häuser am Meer (Häuserreihe) · Houses by the Sea (Row of Houses)
Pittore:Egon Schiele (1890–1918)
Anno:1914; firmato e datato in basso a sinistra «Egon Schiele 1914»
Misure originali (larghezza × altezza):119,7 cm x 99,5 cm
Tecnica originale:Olio su tela
Stile:Espressionismo
Ubicazione:Leopold Museum, Vienna (inv. 452)
La nostra riproduzione:olio dipinto a mano su tela, 10 misure da 43 x 35 cm a 130 x 105 cm oppure una misura su ordinazione

Le case sul mare – Egon Schiele

Che cosa mostra l’opera?

Una fila di case vista di fronte. Attraverso il centro stanno cinque edifici uno accanto all’altro, con facciate pallide, biancastre e rosate, tetti bruni, ocra e rosso spento, e piccole finestre scure in brevi file; tocchi di rosso segnano porte e basamenti. Dietro di loro si stende un’ampia fascia verde scuro fatta di sottili tratti orizzontali, e sopra un cielo grigio a strisce attraversato da una linea sottile con due rilievi pallidi e bassi. Sotto le case un muretto, e più in basso lunghe strisce di verde, grigio e rosso con sottili pali rossi. In basso a sinistra, in un piccolo riquadro, c’è la firma.

C’è davvero il mare nell’opera?

Sì, secondo il museo. La sua descrizione colloca le case in un paesaggio indefinibile fra cielo, mare e campi, e parla delle superfici d’acqua e di cielo sullo sfondo – la fascia verde scuro dietro i tetti è dunque il mare. Non ha onde: come tutto il resto sulla tela, è steso in piano, come un ulteriore strato orizzontale.

Come mostra Schiele vicino e lontano senza prospettiva?

Con la larghezza delle fasce. Secondo la scheda del museo, tutta l’opera segue il principio della stratificazione orizzontale, tipico degli spazi piatti delle composizioni di Schiele in questo periodo, e suggerisce vicinanza e distanza senza prospettiva: le strisce di terreno nella metà inferiore sono più strette delle superfici d’acqua e di cielo retrostanti, che perciò sembrano più lontane. Le case attraversano la tela come una cintura orizzontale, allineate, con le parole del museo, come perle.

Perché le case sembrano volti?

Perché Schiele le dipinse così, e il museo lo dice apertamente: le case sono rese in modo antropomorfo, le facciate diventano volti pallidi e le finestre occhi e bocche. La scheda legge le cinque case come marcatamente isolate e le contrappone alla stretta connessione, quasi cellulare, degli edifici in opere come La piccola città III. È la lettura del museo che conserva l’opera, e la riportiamo come sua.

Con che cosa è dipinto l’originale?

Secondo la scheda, con colori a olio sulla tela, firmato e datato in basso a sinistra. Anche la nostra riproduzione è dipinta con colori a olio su tela: mezzo e supporto sono gli stessi dell’originale.

Il formato è verticale o orizzontale?

Orizzontale. I nostri gradini la seguono nel formato orizzontale, da 43 x 35 cm a 130 x 105 cm. La larghezza porta la fila di case quasi da un margine all’altro.

Posso averla nelle dimensioni dell’originale?

Quasi, ma non esattamente, e la misura più vicina non è la forma più vicina. L’originale è largo 119,7 cm e alto 99,5 cm. Il nostro gradino 120 x 95 cm ne coglie la larghezza entro tre millimetri, ma è più basso di 4,5 cm; il più grande, 130 x 105 cm, è maggiore in entrambe le direzioni. Il rapporto dei lati dell’originale è 1 : 1,203, e lo condivide solo 60 x 50 cm, a circa un millimetro; gli altri gradini differiscono in altezza da sette millimetri a quasi cinque centimetri, 120 x 95 cm fra i più lontani. Per misura e proporzione insieme resta solo una misura su ordinazione.

Da dove viene l’opera e dov’è oggi?

La nota di provenienza che questa pagina portava già segue immediatamente qui sotto e la conserviamo alla lettera, immutata. La scheda del museo ne conferma ogni data e nomina ciò che tralascia; la lettura è nostra. Prima di Jenny Steiner elenca Josef Hoffmann (1914) – fonte una lettera di Schiele a Hoffmann del 16 aprile 1914 – poi Gustav Nebehay, Karl Grünwald e Wilhelm Steiner. Il sequestro del 3 ottobre 1938 è documentato nell’Archivio di Stato austriaco. Fra l’asta del 1941 e Rudolf Leopold, dove la nota qui sotto salta avanti, il museo nomina due proprietari: Josefine Ernst, che acquistò l’opera all’asta, e suo figlio Johann Ernst, che la vendette a Leopold con un contratto del 1° agosto 1955. Nel suo testo sull’accordo del giugno 2012 il museo aggiunge che Jenny Steiner, nata Pulitzer (1863–1958), possedeva una manifattura di seta, fuggì a Parigi subito dopo l’Anschluss e poi emigrò negli Stati Uniti; che nel 1940 il quadro fu offerto al Dorotheum senza trovare acquirenti; e che nel 1938 le fu indubbiamente sottratto. Con la sua unica nipote si giunse a una soluzione nel 2011, con gli altri eredi nel 2012. L’opera è oggi al Leopold Museum con il numero d’inventario 452; l’intero fondo Schiele del museo è presentato nella pagina del Leopold Museum su Egon Schiele.

⭐ La storia dell’opera: confisca nel 1938 e transazione

Nel 1922 l’opera entrò in possesso della collezionista viennese Jenny (Eugenie) Steiner. Il 3 ottobre 1938 fu confiscata e pignorata dalle autorità naziste e il 4 febbraio 1941 venduta alla 463ª asta del Dorotheum di Vienna come lotto 68. Dopo la guerra passò alla collezione di Rudolf Leopold e nel 1994 alla fondazione del Leopold Museum. Una rivendicazione degli eredi di Jenny Steiner fu poi risolta con una transazione. Scriviamo questa storia perché fa parte dell’opera.

Dove si colloca quest’opera fra i lavori di Schiele?

Fra le sue vedute di città e di case. Dell’anno successivo è Muro di casa sul fiume, di due anni prima il paesaggio Calvario, e nella nostra offerta c’è anche Krumau sulla Moldava (La piccola città IV). L’intera selezione è nella galleria Egon Schiele, e sulla vita del pittore c’è di più nel nostro articolo su Egon Schiele. Schiele fu un contemporaneo più giovane di Gustav Klimt e la Secessione viennese fu l’ambiente da cui uscì; l’espressionismo viennese è la direzione che contribuì a definire, e l’arte austriaca di quegli anni si legge ancora oggi attraverso questi due nomi. Come dipinto espressionista trasforma una fila di case in una fila di volti. Come Muro di casa sul fiume, è un olio su tela.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni tela è dipinta da un artista con colori a olio, pennellata dopo pennellata; non è una stampa meccanica – sotto il pennello nasce una copia dipinta a mano, eseguita per il vostro ordine. Qui i punti più difficili sono due. Il primo sono le finestre: piccole, scure e leggermente irregolari, sono proprio loro a fare di ogni facciata un volto; se il pittore le allinea in file ordinate, le case smettono di guardare indietro. Il secondo è la larghezza delle fasce: le strisce della metà inferiore devono restare più strette dell’acqua e del cielo in alto, perché quella differenza è l’unica profondità dell’opera – se le uguaglia, le case perdono il loro posto fra vicino e lontano. Quando l’opera è finita la fotografiamo e vi inviamo la fotografia per l’approvazione, e solo allora parte. Per questa famiglia di opere non abbiamo fotografie di atelier: nel nostro laboratorio non è ancora stata fotografata e nulla è stato rimosso; quando sarà dipinta la prossima volta la fotograferemo e aggiungeremo qui le fotografie. Come riproduzione su tela arriva tesa su un telaio di legno, pronta da appendere.

Quale misura per quale parete?

Risposta breve: una fila di case chiede una parete lunga. Sopra un divano o una credenza funzionano 100 x 80 cm e 110 x 90 cm, per una parete più piccola 60 x 50 cm o 70 x 55 cm, per un ambiente grande 120 x 95 cm e 130 x 105 cm, il nostro gradino più grande. La nostra misura più piccola è 43 x 35 cm. Come quadro artistico con cinque case ha bisogno di larghezza perché le finestre si leggano: sotto 60 x 50 cm diventano punti.

Come ordino una misura su ordinazione, il telaio e la cornice?

Se nessuna delle dieci misure si adatta alla vostra parete, dipingiamo l’opera su misura vostra. La tela arriva tesa su un telaio di legno; la nostra applicazione 3D serve unicamente alla scelta della cornice, non a mostrare l’opera sulla vostra parete. La cornice si sceglie a parte e non deve necessariamente far parte dell’ordine.

Come avviene la consegna e che cosa garantiamo?

Dipingiamo su ordinazione e consegniamo in sedici paesi dell’Unione europea, fra cui Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia. Prima della spedizione vi inviamo una fotografia dell’opera finita per l’approvazione, e se il risultato non vi soddisfa lo correggiamo o lo dipingiamo di nuovo. Il tempo di produzione varia con la misura e con il carico di lavoro dello studio.

Domande frequenti

Dov’è il mare nel quadro Le case sul mare?

Secondo il Leopold Museum, sullo sfondo: la fascia verde scuro di sottili pennellate orizzontali dietro i tetti è l’acqua. Il museo colloca le cinque case in un paesaggio indefinibile fra cielo, mare e campi. Non ci sono onde; come tutto il resto, anche il mare è steso piatto, come un ulteriore strato orizzontale.

Perché le case del quadro sembrano volti?

Perché Schiele le ha rese in modo antropomorfo: con le parole del museo, le facciate diventano volti pallidi e le finestre occhi e bocche. Le cinque case stanno in un isolamento marcato, allineate attraverso la tela come perle di una collana.

Dove si trova oggi Le case sul mare?

Al Leopold Museum di Vienna, con il numero d’inventario 452. Rudolf Leopold lo acquistò nel 1955 e nel 1994 passò con la sua collezione alla Fondazione privata Leopold Museum. Il museo lo registra anche come Fila di case (Häuserreihe).

Chi fu il primo proprietario del quadro Le case sul mare?

L’architetto Josef Hoffmann, dal 1914, l’anno in cui fu dipinto; il museo si basa su una lettera di Schiele a Hoffmann del 16 aprile 1914. Dopo di lui la scheda elenca Gustav Nebehay, Karl Grünwald e Wilhelm Steiner, e dal 1922 la collezionista viennese Jenny Steiner.

Le case sul mare fu sequestrato dai nazisti?

Sì. Fu sottratto a Jenny Steiner il 3 ottobre 1938, dopo la sua fuga a Parigi, e il 4 febbraio 1941 fu venduto all’asta del Dorotheum di Vienna come lotto 68. Dopo la guerra giunse a Rudolf Leopold, e il Leopold Museum raggiunse un accordo con i suoi eredi: nel 2011 con l’unica nipote e nel 2012 con gli altri eredi.

Esiste una fotografia di Schiele con Le case sul mare?

Sì: nel 1914 Anton Josef Trčka fotografò l’artista nello studio, in posa con i suoi tipici gesti espressivi e con in mano un cavallino di legno intagliato, mentre sullo sfondo si vedono Le case sul mare. Il Leopold Museum ha acquisito la fotografia nel 2023.

Va bene come regalo?

Sì; se non sapete quale misura scegliere, esiste un buono regalo.

  • Soggetto: cinque case in fila con facciate come volti, fra il mare e il cielo dietro e le fasce di campi davanti.
  • Originale: 1914, colori a olio sulla tela, 119,7 x 99,5 cm, firmato in basso a sinistra, Leopold Museum, Vienna, inv. 452.
  • Il nostro: olio dipinto a mano su tela, 10 misure oppure una misura su ordinazione.
  • Da sapere: il quadro fu sottratto a Jenny Steiner nel 1938; il museo ha raggiunto un accordo con i suoi eredi.

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Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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