Descrizione
Ritratto di Chaïm Soutine è un olio su tela di Amedeo Modigliani; l’originale misura 91,7 × 59,7 cm, è firmato in alto a destra ed è alla National Gallery of Art di Washington con il numero di inventario 1963.10.47. Il nostro quadro artistico è una copia dipinta a mano di quell’opera: la esegue un pittore di formazione accademica a olio su tela di cotone, in otto misure da 40 × 60 cm a 120 × 180 cm oppure nella misura che indicate voi, e prima della spedizione la fotografiamo e vi inviamo la foto per l’approvazione.
| Titolo: | Ritratto di Chaïm Soutine |
| Altri titoli: | Chaim Soutine (al museo) · Soutine Seated · Soutine at a Table |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno: | 1918 secondo la datazione del museo; la letteratura di catalogo indica il 1917 |
| Misura dell’originale (altezza × larghezza): | 91,7 × 59,7 cm, formato verticale |
| Tecnica dell’originale: | Olio su tela, firmato in alto a destra |
| Stile pittorico: | Arte moderna, École de Paris |
| Dove si trova: | National Gallery of Art, Washington, inv. 1963.10.47, Chester Dale Collection – scheda del museo |
| La nostra riproduzione: | olio su tela dipinto a mano, otto misure da 40 × 60 cm a 120 × 180 cm; una di queste, 60 × 92 cm, si discosta dalla misura dell’originale di tre millimetri |
Ritratto di Chaïm Soutine – Amedeo Modigliani
Che cosa c’è sulla tela?
La tela è verticale e la figura arriva circa a metà coscia. Soutine ci sta di fronte, frontale. I capelli sono scuri e pesanti, divisi al centro e ricadono sulle orecchie; il volto è lungo e fortemente rosso-arancio contro tutto ciò che lo circonda, con naso lungo e diritto e bocca piccola, rosso scuro. Gli occhi sono stretti e azzurro-grigi chiari, l’iride si vede, e uno sta un poco più in alto dell’altro: la scheda del museo lo segnala espressamente. Indossa una giacca scura sopra un pullover scuro con scollo, con colletto bianco della camicia e cravatta nera. Le mani sono intrecciate in grembo, al bordo inferiore della tela, e a un polso si vede un polsino chiaro. Alla sua sinistra sta un tavolo di legno arancio-bruno caldo, di cui si vedono l’angolo e una gamba, e sul quale poggia un solo piccolo recipiente di vetro: l’unico oggetto dell’opera. Il fondo è azzurro-grigio e verde-grigio, pennellato in modo inquieto e diviso da una cucitura verticale, e oltre il tavolo compare una macchia ocra più calda. È un dipinto postimpressionista nel senso in cui il postimpressionismo significava costruire una persona per contorno e colore invece che con la luce di una stanza. A Parigi Modigliani apparteneva a quella cerchia di pittori immigrati che oggi chiamiamo École de Paris.
Dove si trova oggi l’originale?
Alla National Gallery of Art di Washington, con il numero di inventario 1963.10.47, nella Chester Dale Collection, e di norma esposto. La scheda del museo indica olio su tela e 91,7 × 59,7 cm, cioè 36 1/8 × 23 1/2 pollici. Al museo l’opera si chiama semplicemente Chaim Soutine; la letteratura di catalogo la registra anche come Soutine Seated e Soutine at a Table. Da noi porta la forma più lunga perché in uno scaffale di una trentina di ritratti un cognome nudo non dice che cosa si vede.
In quale anno fu dipinto?
Sono in stampa tre anni e non lo nascondiamo. La National Gallery data la tela al 1918. La letteratura di catalogo su Modigliani la colloca nel 1917, e alcuni studiosi sostengono il 1916. L’opera in sé non risolve nulla: Soutine posò per Modigliani più volte in quegli anni, con la stessa giacca scura, in stanze che quasi nessuno ha descritto. In tabella scriviamo l’anno del museo, perché il museo conserva l’oggetto, e gli altri due li diamo qui, così che chi controlla altrove non ci creda imprecisi. Una scheda più ampia, con la datazione alternativa e la storia della proprietà, è nella voce di catalogo.
Un amico, non un committente
Chaïm Soutine arrivò a Parigi nel 1913 dall’attuale Bielorussia e vi visse molto poveramente fra altri artisti immigrati: Chagall, Lipchitz, Kisling. Lui e Modigliani erano vicini, e Modigliani lo dipinse più volte, non su ordinazione ma perché voleva. La differenza si vede. Un ritratto commissionato calma un volto e lo lusinga; questo lo lascia com’era, pesante, disuguale e vivo, con le mani che fanno quello che fanno le mani quando nessuno ha detto loro dove andare. Modigliani morì nel gennaio 1920, meno di due anni dopo questa tela. Soutine gli sopravvisse più di vent’anni e divenne, in quel tempo, uno dei coloristi più violenti d’Europa.
Da Zborowski a Chester Dale
I proprietari annotati cominciano con Léopold Zborowski a Parigi, il mercante che sosteneva entrambi. La tela passò poi per la collezione Netter, venduta nel 1928, e per i mercanti Étienne Bignou e Alex Reid & Lefèvre nel 1929, anno in cui entrò nella collezione del finanziere americano Chester Dale. Restò da Dale trentaquattro anni e giunse alla National Gallery con il suo lascito nel 1963, parte del dono che portò a Washington uno dei maggiori nuclei di modernismo francese negli Stati Uniti. Fu esposta a Londra e New York nel 1929, a Bruxelles nel 1933, a New York e Cleveland nel 1951 e a Washington nel 1965, nel 1983 e di nuovo fra il 2010 e il 2012.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
L’opera è eseguita da un pittore di formazione accademica a olio su tela di cotone, tesa su un telaio di legno. Non è una stampa: ogni pennellata è posata a mano, e la vostra tela differisce sempre un poco da ogni altra. La parte difficile è la testa. Quel rosso-arancio non è un colore di pelle in nessun altro luogo della pittura, e funziona solo perché l’azzurro-grigio intorno è freddo e un po’ sporco; se il fondo si mescola troppo pulito o troppo chiaro, il volto diventa una maschera. Il pittore stende quindi prima il fondo e vi appoggia contro la testa. La seconda difficoltà sono le mani: piccole, mal illuminate e facili da mettere in ordine, e con l’ordine sparisce esattamente ciò per cui l’opera esiste.
Quale misura per quale parete?
L’originale è alto 91,7 cm e largo 59,7 cm. La nostra misura 60 × 92 cm è la stessa tela con uno scarto di tre millimetri per lato, quindi è la scelta giusta se la volete nella misura in cui Modigliani la dipinse. Le misure piccole, 40 × 60 e 50 × 80 cm, stanno bene in un corridoio, in una tromba di scale o su una striscia stretta di parete fra due porte. Sopra una credenza o una scrivania funzionano 70 × 110 e 80 × 120 cm. Le grandi, 90 × 140, 100 × 150 e 120 × 180 cm, chiedono una parete libera e circa tre metri di distanza; a quella scala la testa è più grande del vero e l’opera smette di essere un ritratto appeso e diventa compagnia nella stanza. La gamma è fredda con un solo centro caldo, perciò regge bene una parete bianca o grigio chiaro e litiga con una calda.
Misura su richiesta, telaio e cornice
Se la vostra parete chiede una misura non in elenco, la realizziamo. Indicateci larghezza e altezza in centimetri; verifichiamo se la proporzione regge la composizione e vi diciamo che cosa cambia ai bordi. Qui si vede prima a destra, dove sta il tavolo, e in basso, dove le mani intrecciate sono vicine al margine; un formato più largo apre fondo vuoto accanto alla figura, uno più quadrato taglia via il tavolo e con esso l’unico oggetto. L’opera arriva tesa su un telaio di legno e pronta da appendere oppure arrotolata in un tubo, che costa meno di spedizione. La cornice la scegliete nella nostra applicazione 3D, che la mostra realisticamente sull’opera, e su richiesta inseriamo l’opera in una foto della vostra parete. Se cercate un’opera che non abbiamo, guardate i nostri quadri su ordinazione.
Consegna e garanzia
Consegniamo al vostro indirizzo, con la tela staccata dalla parete esterna dell’imballo. Il tempo dipende dalla misura e dal carico del laboratorio: lo stimiamo all’ordine e vi avvisiamo se cambia. Garantiamo esecuzione e materiali: se l’opera arriva danneggiata o non corrisponde alla foto che avete approvato, la ridipingiamo a nostre spese. Poiché la vedete fotografata prima della partenza, quasi tutte le domande sono risolte prima della spedizione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
Alla National Gallery of Art di Washington.
Qual è il numero di inventario?
1963.10.47, nella Chester Dale Collection.
Come si chiama l’opera al museo?
Semplicemente Chaim Soutine. È registrata anche come Soutine Seated e Soutine at a Table.
Quando fu dipinta?
Il museo la data al 1918; la letteratura di catalogo indica il 1917 e alcuni studiosi il 1916.
Avete la misura dell’originale?
Praticamente sì. L’originale misura 91,7 × 59,7 cm e la nostra misura 60 × 92 cm se ne discosta di tre millimetri per lato.
Quale misura devo scegliere?
Per una parete di soggiorno 80 × 120 cm. Per un corridoio o una parete stretta 50 × 80 cm.
A che altezza va appeso?
Con il centro a circa 145 cm dal pavimento. Un formato verticale vuole un po’ più di parete sopra che sotto.
Quali altri ritratti di artisti di Modigliani avete?
Guardate Jacques e Berthe Lipchitz, Ritratto di Juan Gris, Ritratto di Max Jacob, Ritratto di Moïse Kisling e Jean Cocteau. L’intera scelta è nella galleria Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 59,7 × 91,7 cm, ed è proprio la misura che teniamo in elenco: 60 x 92 cm. Il rapporto è quello dell’originale, senza scarto.
- Soggetto: il pittore Chaïm Soutine seduto di fronte all’osservatore, le mani intrecciate in grembo, alla sua sinistra un tavolo di legno con un solo piccolo recipiente di vetro
- Originale: 91,7 × 59,7 cm, olio su tela, National Gallery of Art, Washington (inv. 1963.10.47, Chester Dale Collection)
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure da 40 × 60 a 120 × 180 cm, una si discosta dall’originale di tre millimetri
- Da sapere: il soggetto era un amico e non un cliente, e per la tela sono in stampa tre anni — 1916, 1917 e il 1918 del museo
Gli occhi su questa tela hanno le pupille. Fra le 76 opere di Modigliani su questo scaffale sono 17 così, in 53 la pupilla manca – opera per opera.









































