Descrizione
Ritratto di Paul Guillaume è un ritratto del settembre 1915 conservato al Toledo Museum of Art con il numero 1951.382. Un giovane in giacca grigio-verde chiara e ampia cravatta nera siede frontalmente in una stanza con una libreria alle spalle, e il suo nome, il mese e la firma del pittore sono scritti dentro l’opera stessa. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.
| Titolo: | Ritratto di Paul Guillaume |
| Altri titoli: | Portrait de Paul Guillaume, la forma francese; l’opera stessa porta PAUL GUILLAU… |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno di creazione: | settembre 1915 – la datazione del museo, e il pittore scrisse SETTEMBRE 1915 sull’opera |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 52,1 × 74,9 cm, il dipinto; il museo indica anche la cornice, 82,6 × 106,7 × 5,1 cm |
| Tecnica originale: | olio su tavola di legno – la dicitura del museo; Wikidata indica invece il cartone |
| Stile pittorico: | espressionismo, École de Paris |
| Dove si trova: | Toledo Museum of Art (inv. 1951.382, acquisto con fondi donati da Mrs C. Lockhart McKelvy) |
| La nostra riproduzione: | copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta |
Ritratto di Paul Guillaume – Amedeo Modigliani
Che cosa si vede sull’opera?
Un giovane è dipinto a mezza figura, seduto e frontale, e riempie la tavola. Indossa una giacca grigio-verde chiara sopra una camicia bianca dall’ampio collo morbido, e al centro scende una larga cravatta nera. Il volto è pallidissimo e simile a una maschera, tirato in lunghezza: una sola linea per il naso, una piccola bocca stretta, baffi tagliati sottili, un mento appuntito. Gli occhi sono mandorle scure e piatte, senza pupille e senza iridi, sotto sopracciglia scure e decise – il museo lo legge come stilizzazione di una maschera e annota che il modello collezionava maschere africane. I capelli castano scuri sono tirati indietro da una fronte alta. Dietro di lui la stanza è divisa: a sinistra un’alta libreria ocra fatta di orizzontali e verticali, a destra una massa quasi nera con un piccolo pannello a grata e, sopra, un oggetto scuro dalla sommità chiara. Sull’opera sono scritte tre cose: il suo nome in maiuscole in basso a sinistra, tagliato dalla cravatta così che si legge PAUL GUILLAU; il mese e l’anno in verticale lungo il margine destro, in italiano; e la firma in corsivo in basso a destra.
Perché il mese è dipinto sopra?
Perché Modigliani datò quest’opera al mese, nella propria lingua, risalendo il margine destro: SETTEMBRE 1915. È per questo che la nostra riga dell’anno può dire settembre e non solo un anno – anche il museo la data a quel mese, e l’opera concorda con il museo. Ed è per questo che vale la pena guardare il nome: attraverso il bordo inferiore in maiuscole e poi interrotto dalla cravatta, così che resta PAUL GUILLAU. Lo ha fatto più volte. Lola de Valence porta il proprio titolo dipinto nel fondo e tagliato dalla testa, e il ritratto gerosolimitano del suo mercante porta il nome del modello graffito in alto e interrotto dai capelli. Tre opere, tre nomi troncati, e nessun segno che qualcuno di essi lo abbia disturbato.
La scheda dell’originale e un disaccordo
Il museo dà il dipinto come alto 74,9 cm e largo 52,1 cm, e separatamente la cornice come 106,7 per 82,6 per 5,1 cm; noi stampiamo il dipinto, prima la larghezza, perciò sulla nostra pagina si legge 52,1 × 74,9 cm. Sul supporto c’è un disaccordo netto che va nominato: il museo registra olio su tavola di legno, e la scheda Wikidata dell’opera registra il cartone. Seguiamo il museo, che possiede l’oggetto; Wikidata viene nominata invece che lasciata cadere in silenzio. La riga di acquisizione è un acquisto con fondi donati da Mrs C. Lockhart McKelvy, e la scheda del museo annota che l’opera è in prestito. Il sito del museo non risponde ai lettori automatici dal nostro server, perciò il collegamento qui sopra è registrato a fronte di una copia archiviata della stessa pagina, che porta l’autore, la datazione, entrambe le misure, la tecnica, la riga di acquisizione e il numero d’inventario. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Il modello, e perché ricorre qui
Paul Guillaume era un mercante parigino che trattava arte africana e l’avanguardia contemporanea, fra gli altri Picasso e Matisse, e che divenne uno dei primi sostenitori di Modigliani e poi il suo mercante. Il museo registra che Modigliani lo dipinse quattro volte a olio, oltre a vari disegni, e che al momento di quest’opera aveva ventitré anni ed era seduto nella propria biblioteca. È la ragione per cui buona parte dell’École de Paris trovò acquirenti, e il suo nome è già comparso tre volte su questo scaffale nelle provenienze altrui: la Barnes Foundation acquistò da lui Béatrice (ritratto di Béatrice Hastings), e la National Gallery of Art lo indica con un prudente forse come primo proprietario di Adrienne (donna con la frangia). Qui è il soggetto e non il venditore.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Tutta l’opera ruota attorno al volto pallido, quasi gessoso, e al nero piatto della cravatta e degli occhi; fra i due, tutto il resto è grigio-verde smorzato, ocra e bruno. Il volto deve restare opaco e pieno di luce, costruito e non velato, altrimenti smette di essere una maschera e diventa un ritratto come un altro. Gli occhi non hanno pupille e non devono acquistarne – è il modo più comune in cui questo motivo si rovina. Le scritte fanno parte dell’opera e si dipingono con lo stesso pennello, compresa l’interruzione là dove la cravatta attraversa il nome. L’originale è su tavola di legno e la nostra versione è su tela, cosa che diciamo invece di lasciar attendere una tavola. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.
Quale misura per quale parete?
Per questo motivo consigliamo 80 × 115 cm, ed è il caso raro in cui il calcolo e il consiglio coincidono esattamente: 80 × 115 cm dista lo 0,008 per cento dalla forma dell’originale, cioè quanto più vicino una misura d’elenco possa stare a un oggetto misurato. Dietro vengono 52 × 75 cm allo 0,3 per cento – che è anche, all’incirca, la misura dell’originale stesso – poi 90 × 130 cm allo 0,5 e 70 × 100 cm allo 0,6. Potete dunque averla a grandezza reale o a misura di parete senza perdere la proporzione in nessuno dei due casi. La tavolozza è quieta e fredda, perciò regge una parete bianca o grigia e si scalda accanto al legno. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
Al Toledo Museum of Art, numero d’inventario 1951.382, acquistato con fondi donati da Mrs C. Lockhart McKelvy. La scheda del museo annota che l’opera è in prestito.
Perché gli occhi non hanno pupille?
Perché Modigliani li dipinse così. Il museo lo legge come stilizzazione di una maschera e ricorda che il modello collezionava maschere africane.
Che cosa c’è scritto sopra?
Il nome del modello in basso a sinistra, accorciato dalla cravatta; il mese e l’anno lungo il margine destro, in italiano; e la firma in basso a destra.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 52,1 × 74,9 cm, ed è proprio la misura che teniamo in elenco: 52 x 75 cm. Il rapporto è quello dell’originale, senza scarto.
- Soggetto: un giovane mercante a mezza figura in giacca grigio-verde chiara e cravatta nera, occhi senza pupille, una libreria alle spalle, il suo nome e il mese dipinti sull’opera
- Originale: 52,1 × 74,9 cm, olio su tavola di legno, settembre 1915, Toledo Museum of Art, inv. 1951.382
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
- Da sapere: l’opera si data da sé al mese, e museo e Wikidata non concordano sul supporto – tavola contro cartone – perciò stampiamo quella del museo e nominiamo l’altra
Gli occhi su questa tela sono dipinti senza pupille. Abbiamo contato tutte le 76 opere di Modigliani su questo scaffale: 53 sono così, 17 no – opera per opera.









































