Claude Monet – Venezia, Palazzo Dario

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Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

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Descrizione

Venezia, Palazzo Dario è una riproduzione dipinta a mano della tela di Monet conservata all’Art Institute of Chicago: la facciata di Palazzo Dario a Venezia, con i tondi di marmo e gli archi delle finestre, sta sull’acqua, davanti al portale centrale è ormeggiata una gondola, a sinistra si alza un palazzo vicino rosa, a destra una casa verde in ombra. L’originale misura 81,8 x 66,2 cm, è olio su tela e porta il numero di inventario 1933.446. Il museo lo data al 1908 e la firma in basso a sinistra si legge »Claude Monet 1908«. Lo dipingiamo in otto misure o sulla vostra, con una fotografia dell’opera finita da approvare prima della spedizione.

Titolo:Venezia, Palazzo Dario
Altri titoli:Venice, Palazzo Dario (il nome nella scheda del museo); Le Palais Dario (mostra Bernheim-Jeune, 1912); nel catalogo Wildenstein l’opera ha il numero 1757
Pittore:Claude Monet (1840–1926)
Anno:1908 secondo la scheda del museo; la firma in basso a sinistra si legge »Claude Monet 1908«, gli anni coincidono
Misura originale:81,8 cm x 66,2 cm
Tecnica originale:Olio su tela
Stile:Impressionismo
Si trova a:Art Institute of Chicago (inv. 1933.446)
La nostra riproduzione:Olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura

Venezia, Palazzo Dario – Claude Monet

Che cosa c’è sulla tela?

La metà alta della tela è occupata dalla facciata di Palazzo Dario, vista dall’acqua quasi di fronte. È color crema chiaro, attraversata da tocchi lilla, azzurri e rosa: su tre piani si susseguono finestre ad arco, a destra stanno due grandi tondi, e al centro corre una fascia di piccole rosette. Al piano terra si aprono tre archi; davanti a quello centrale, il più grande, è ormeggiata una gondola blu scuro.

Da sinistra entra nella tela un palazzo vicino rosa con archi gotici a punta e un balcone, a destra sta una casa verde azzurra in ombra con due comignoli, e fra questa e la facciata resta una sottile striscia di cielo pallido. La metà bassa è acqua, fatta di brevi tocchi orizzontali verdi, turchesi e lilla.

Come è nata la tela?

Il museo scrive nella sua scheda che il pittore a lungo non volle né visitare né dipingere Venezia, perché sul mercato dell’arte circolavano già troppe immagini della città. Quando nel 1908 fu infine convinto a partire, colori e atmosfera lo entusiasmarono, ma continuava a temere di dipingere soltanto banali »souvenir«.

La tela fu esposta per la prima volta nel maggio e giugno 1912 alla galleria Bernheim-Jeune di Parigi, nella mostra Claude Monet: »Venise«, con il numero 19 e il titolo Le Palais Dario; il catalogo aveva una prefazione di Octave Mirbeau.

Che cosa dice la scheda del museo sull’opera?

L’opera è conservata all’Art Institute of Chicago con il numero di inventario 1933.446; le misure sono date nell’ordine altezza e larghezza, 66,2 x 81,8 cm, con cornice 79,7 x 94 cm. La dicitura è Mr. and Mrs. Lewis Larned Coburn Memorial Collection, la tela è nella sala 243 e nel catalogo Wildenstein porta il numero 1757.

La firma in basso a sinistra, in rosso sull’acqua, si legge »Claude Monet 1908«, e così la riporta anche il museo. Wikidata indica lo stesso anno e le stesse misure al decimale, quindi qui le fonti non divergono.

Per quali mani è passata la tela?

Il museo pubblica l’intera catena dei proprietari con i prezzi, perciò la riportiamo come la riporta lui. Il 10 aprile 1912 il pittore vendette la tela a metà alla galleria Bernheim-Jeune e a Durand-Ruel di Parigi per 10.000 franchi. Nell’ottobre dello stesso anno Durand-Ruel la vendette alla sua sede di New York, e il 26 dicembre 1912 la comprò Arthur B. Emmons di Newport per 7.500 dollari.

Il 27 maggio 1913 Emmons la rivendette alla sede newyorkese di Durand-Ruel per 37.600 franchi e la ricomprò lo stesso giorno per 6.500 dollari. Alla sua vendita all’asta presso l’American Art Association di New York, il 14 gennaio 1920, era il numero 42 e passò a metà a Durand-Ruel e Knoedler per 5.800 dollari. L’8 febbraio 1923 la comprò Annie Swan Coburn di Chicago per 9.735 dollari più le tasse; morì nel 1932 e la lasciò al museo, dove si trova dal 1933.

È l’unica tela con Palazzo Dario?

No. Wikidata elenca con i numeri Wildenstein da 1757 a 1760 quattro tele di Palazzo Dario del 1908; una di esse, NMW A 2481, è al museo nazionale del Galles a Cardiff. Il titolo Le Palais Dario, con cui la nostra tela fu esposta nel 1912, Wikidata lo dà in francese anche ad altre.

Dello stesso anno è un’altra facciata veneziana, un tempo nella stessa collezione privata, Palazzo da Mula, Venice alla National Gallery of Art di Washington, numero 1963.10.182, 80,5 x 61,4 cm, firmata in basso a sinistra in blu cobalto »Claude Monet 1908«. Entrambe le tele appartennero ad Arthur B. Emmons, che le vendette alla stessa asta di New York il 14 gennaio 1920: la nostra come numero 42, quella di Washington come numero 39.

Perché quest’opera conta?

Per il modo in cui è dipinta la pietra. Il museo scrive che il pittore dipinse i solidi edifici di marmo allo stesso modo dell’acqua, dissolvendone piano le forme come se galleggiassero nella foschia veneziana.

Londra sull’acqua l’aveva già dipinta prima: Waterloo Bridge, giornata grigia è del 1903, Londra, il Parlamento nella nebbia del 1904, e da Londra vendiamo anche la tela Il ponte di Charing Cross, Londra. Una facciata che riempie quasi tutta la tela l’aveva già dipinta a Rouen, come mostra La cattedrale di Rouen, il portale e la torre Saint-Romain; due anni prima di Venezia nacque la tela Ninfee, conservata dallo stesso museo. Un dipinto impressionista di questo tipo non è una cartolina di Venezia, ed era proprio questo, secondo la scheda del museo, ciò che il pittore temeva.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Ogni ordine è dipinto singolarmente da un artista, a olio su tela di cotone o di lino. Ogni quadro su tela esce da noi così, senza stampa e senza passaggi a macchina. Questo quadro artistico è impegnativo nei toni chiari: la facciata deve restare color crema e insieme piena di piccoli accenti di colore, altrimenti diventa un piatto muro bianco.

La seconda prova è l’acqua. I tocchi devono restare brevi e separati, perché gondola e riflesso non si fondano in un’unica superficie. Una riproduzione di questo genere dipende dal fatto che il confine fra pietra e acqua resti morbido. Un dipinto a olio così non regge una vernice lucida, perciò il nostro resta opaco. Una copia dipinta a mano non è un facsimile: due tele della stessa misura differiscono sempre nel tocco.

Quale misura per quale parete?

Ci sono otto misure, da 45 x 38 a 150 x 120 cm. Per grandezza la più vicina all’originale è 80 x 60 cm, 1,8 cm più stretta e 6,2 cm più bassa, ma per rapporto, a 1,3333, sensibilmente più larga dell’originale a 1,2356. Per rapporto le più vicine sono 50 x 40 e 150 x 120 cm, entrambe a 1,2500.

Chi vuole la forma dell’originale su una parete grande prende 150 x 120; per un ambiente più piccolo resta 50 x 40. I toni freddi, verdi e azzurri, stanno bene in un ambiente tranquillo, per questo è un buon quadro per la camera da letto. Tutte le misure sono indicate accanto al prodotto nella nostra galleria Claude Monet.

Misura su ordinazione, telaio e cornice

Per una misura che non è in elenco, i quadri su ordinazione sono l’unica via; scriveteci larghezza e altezza e il rapporto dell’originale lo manteniamo noi. La tela viene tesa su un telaio di legno. La cornice non è compresa nel prezzo; quella del museo misura 94 x 79,7 cm ed è profonda 6,1 cm.

Consegna e garanzia

La lavorazione richiede due o tre settimane, qualche giorno in più nelle misure maggiori. L’opera arriva tesa sul telaio in una scatola rigida oppure arrotolata in un tubo, con tracciamento. Se arriva danneggiata o differisce in modo visibile dalla fotografia approvata, la sostituiamo o rimborsiamo. Piccole differenze nel tocco sono attese nel lavoro a mano; un danno no.

Domande frequenti

Dov’è l’originale?

A Chicago, all’Art Institute of Chicago, con il numero di inventario 1933.446, esposto nella sala 243.

Di che anno è?

Del 1908; così lo data il museo e così è firmato in basso a sinistra.

Che cosa raffigura?

La facciata di Palazzo Dario a Venezia sull’acqua, con una gondola davanti al portale, un palazzo vicino rosa a sinistra e una casa verde a destra.

Le Palais Dario è la stessa opera?

Sì, con questo titolo fu esposta nel 1912. Poiché Wikidata dà lo stesso titolo francese anche ad altre tele, guardate il numero di inventario 1933.446.

È una stampa?

No. Da noi nasce sempre a mano, a olio su tela; non vendiamo opere stampate.

Quale misura scegliere?

50 x 40 o 150 x 120 cm se vi importa la forma dell’originale, e 80 x 60 cm se vi importa la sua grandezza.

Posso avere una misura che non è in elenco?

Sì. Un’opera sulla vostra misura mantiene il rapporto dell’originale a qualsiasi larghezza.

Come arriva l’opera?

Tesa sul telaio in una scatola rigida oppure arrotolata in un tubo, con tracciamento.

Di che cosa parla, in una frase?

Di una facciata di marmo dipinta con la stessa morbidezza dell’acqua che le sta sotto.

L’originale è in vendita e quanto vale?

Non è in vendita: fa parte di una collezione museale. Non stimiamo un valore; i prezzi dal 1912 al 1923 sono dati del museo su vendite passate.

È adatta come regalo?

Sì, e se non siete sicuri della misura c’è un buono regalo con cui sceglie chi lo riceve.

  • Soggetto. La facciata di Palazzo Dario a Venezia sull’acqua, con una gondola ormeggiata davanti al portale centrale.
  • Originale. Olio su tela, 81,8 x 66,2 cm, 1908; firma in basso a sinistra »Claude Monet 1908«; Art Institute of Chicago, inv. 1933.446.
  • Il nostro. Otto misure; 80 x 60 cm è la più vicina per grandezza, 50 x 40 e 150 x 120 cm per rapporto.
  • Da sapere. Lo stesso collezionista, Arthur B. Emmons, vendette nel 1920 alla stessa asta un’altra tela veneziana del 1908, oggi a Washington.

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Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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