Edgar Degas – Ritratti alla Borsa

da 108,00 

Tutti i quadri possono essere dipinti nella dimensione desiderata. Su ordinazione, dipingiamo anche quadri che non sono nella nostra offerta. Contattaci: info@svetslik.si

COD: 1491__ Categoria:

Descrizione

Ritratti alla Borsa mostrano un angolo della sala della Borsa in cui due uomini si scambiano un’informazione. Un uomo barbuto in cilindro e cappotto scuro sta rivolto verso di noi e guarda in basso un foglio di carta che tiene davanti a sé. Da sinistra un uomo in bombetta si sporge oltre la sua spalla, visto di schiena, con la mano alzata vicino al colletto dell’altro, e gli parla all’orecchio. A destra un terzo uomo tiene un biglietto bianco davanti al viso, e dietro di lui compare al margine un’altra figura in cilindro. Sullo sfondo a sinistra alcuni uomini stanno presso un pilastro chiaro con un avviso affisso, il pavimento è grigio e cosparso di fogli bianchi. L’originale misura 81,5 x 100,5 cm, è stato eseguito tra il 1878 e il 1879 ed è conservato al Musée d’Orsay di Parigi con il numero di inventario RF 2444. Da noi nasce a mano, in otto misure da 30 x 40 a 120 x 160 cm o su misura, e prima della spedizione riceve una fotografia dell’opera finita per approvazione.

Titolo:Ritratti alla Borsa
Altri titoli:Portraits à la Bourse, À la Bourse, Portraits at the Stock Exchange
Pittore:Edgar Degas (1834–1917)
Anno:tra il 1878 e il 1879
Misure dell’originale:81,5 cm x 100,5 cm
Tecnica dell’originale:olio su tela
Stile:impressionismo
Dove si trova l’originale:Musée d’Orsay, Parigi (inv. RF 2444)
La nostra versione:olio dipinto a mano su tela di lino, 8 misure da 30 x 40 cm a 120 x 160 cm, su richiesta misura personalizzata

Ritratti alla Borsa – Edgar Degas

Chi è nella scena?

La scheda del museo non nomina nessuno degli uomini, e nemmeno noi lo facciamo; possiamo dire soltanto ciò che si vede. In primo piano sta un uomo barbuto di mezza età, in cilindro chiaro e cappotto scuro, rivolto verso di noi ma con il capo chinato su un foglio di carta che tiene con entrambe le mani. Da sinistra un secondo uomo in bombetta si sporge oltre la sua spalla; lo vediamo quasi solo di schiena, così che restano il bordo di una guancia e un orecchio. Tiene la mano destra alzata vicino al colletto dell’altro e la testa accostata alla sua. A destra un terzo uomo in cilindro tiene un biglietto bianco così vicino al viso che la carta ne copre la metà inferiore; dietro di lui compare al margine un’altra figura, ridotta a una parte di testa e spalle. A sinistra, più piccoli e sfocati, stanno altri tre uomini presso un pilastro.

Che cosa c’è sulla tela?

Un angolo della sala, non la sua ampiezza. A sinistra si alza un pilastro chiaro con un avviso affisso; si vede che vi è scritto qualcosa, ma non che cosa. La parete dietro le figure è uniformemente calda e grigia, senza ornamenti, così che nulla distoglie lo sguardo dalle teste e dalle mani. Il pavimento è grigio e liscio, e vi sono sparsi fogli bianchi e giallastri, alcuni piegati, altri gettati di piatto: l’unico segno che qui accadeva qualcosa già prima di questo istante. Tutti gli abiti sono scuri, cappotti neri e grigio antracite che quasi si fondono in una sola massa. Chiari sono soltanto i volti, i colletti bianchi e i due fogli. Il colore è steso sottile e rapido; ampie zone dei cappotti restano quasi non lavorate e in alcuni punti traspare la trama della tela.

Perché proprio questa scena è importante?

Perché è il ritratto di un sussurro. Un normale ritratto di gruppo dispone le persone in modo che si vedano; qui la figura principale è immersa in un foglio e la seconda ci volta le spalle. Non si mostra come i due appaiano, ma come l’uno comunichi qualcosa all’altro: la mano al colletto, testa contro testa, entrambi gli sguardi sullo stesso foglio. La seconda ragione è l’inquadratura: le figure a destra sono tagliate dal bordo della tela, come se la scena proseguisse oltre. È il modo fotografico di guardare che Degas usava a teatro e all’ippodromo, portato qui in un luogo di affari. La terza è la scelta del soggetto: una sala di Borsa non passava allora per un bel motivo, e Degas l’ha dipinta come luogo di lavoro, non come palcoscenico della ricchezza.

Che cosa significa la scena?

Che l’informazione è una cosa che viaggia di bocca in orecchio. L’impressionismo in Degas non significa luce all’aperto, ma osservazione precisa della città moderna, e questa scena è esattamente questo. Come quadro artistico funziona diversamente dai fiori o da un paesaggio: qui c’è un’azione che va letta, e proprio per questo mantiene a lungo il suo interesse. Poiché i colori sono trattenuti – grigio, nero, marrone e poche zone bianche – è tra i quadri per il soggiorno che non sovrastano la stanza, adatto anche a uno studio o a un angolo di lavoro. Tra i quadri moderni appartiene a quella parte che si sceglie per la scena e non per il colore.

Due versioni della stessa scena

Lo stesso titolo porta a due opere diverse ed è facile confonderle. La nostra è l’olio del Musée d’Orsay, registrato con il numero di inventario RF 2444, 81,5 x 100,5 cm, eseguito tra il 1878 e il 1879. Accanto ad esso esiste un pastello al Metropolitan Museum di New York con il numero 1991.277.1, che misura 72,1 x 58,1 cm ed è eseguito a pastello su carta applicata su tela. Sono due opere diverse della stessa scena, non due fotografie della stessa tela. Tra le opere di Degas che offriamo, le più vicine a questa scena sono L’orchestra dell’Opéra, dove pure sono dipinti uomini reali al loro lavoro, Il collezionista di stampe, ritratto di un uomo a cui la carta fra le mani importa più di chi guarda, e Lorenzo Pagans e Auguste De Gas, doppio ritratto in cui gli sguardi ugualmente non si incontrano.

Come nasce la nostra versione dipinta a mano?

Con il pennello e il colore a olio, nella stessa tecnica dell’originale, quindi anche la nostra è olio su tela. La parte più difficile sono gli abiti scuri: quattro cappotti devono leggersi come una sola massa scura e mostrare comunque dove finisce una figura e comincia la successiva, perciò li costruiamo con marrone, blu e verde, mai con il solo nero. La seconda parte difficile è la carta: i fogli nelle mani e sul pavimento sono le uniche zone chiare della metà inferiore e richiedono più bianchi diversi, altrimenti sembrano buchi. La mano al colletto è la terza: dipinta troppo forte la scena diventa una minaccia, troppo debole e l’azione si perde. I volti li lasciamo per ultimi, perché da essi dipende chi ascolta chi. Ogni riproduzione nasce di nuovo e due non sono mai del tutto uguali, perché la stessa mano non ripete due volte lo stesso tratto; ogni copia dipinta a mano è quindi la propria. Per questo soggetto non abbiamo ancora fotografie delle nostre tele finite, perché finora non lo abbiamo dipinto; per questo qui non ne compare nessuna e non ne descriviamo alcuna. La fotografia della vostra tela la ricevete prima della spedizione.

Quale misura per quale parete?

Se non sapete quale: 70 x 90 cm. L’originale misura 81,5 x 100,5 cm, il che lo colloca insolitamente vicino per grandezza alla nostra misura 80 x 110 cm, che in larghezza è entro un centimetro e mezzo dall’originale e più alta di nove centimetri e mezzo. In proporzione la più vicina è 40 x 50 cm: 1,25 contro 1,233 dell’originale. A 30 x 40 e 40 x 50 cm si perdono l’avviso sul pilastro e i fogli sul pavimento; sono adatte a una parete stretta o a una mensola. 50 x 70 e 80 x 110 cm sono più allungate dell’originale, quindi la scena risulta un poco stirata in altezza. 60 x 80 e 70 x 90 cm sono la scelta giusta sopra una cassettiera o una scrivania. 100 x 130 e 120 x 160 cm richiedono una parete più larga e una certa distanza; a queste misure i quadri grandi di questo tipo sono abbastanza grandi perché si legga l’espressione su tutti e quattro i volti. Misurate prima sulla parete con una sagoma di carta. Nessuna misura è a magazzino come prodotto finito: ogni esemplare nasce su ordinazione e resta unico.

Misura su ordinazione, cornice e telaio

Se nessuna delle otto misure va bene, o se volete esattamente la proporzione dell’originale, dipingiamo su misura mantenendo l’inquadratura, così che le figure al margine destro restino nella scena; è il nostro lavoro su ordinazione. Ogni esemplare parte teso su un telaio di legno, pronto da appendere. Per la cornice usate la nostra applicazione 3D: su questo soggetto mostra tutte le aste che abbiamo, così potete confrontare oro, argento, nero, bianco e legno naturale, e serve alla scelta della cornice e a nient’altro. Se volete vedere come l’opera funziona sulla vostra parete, per questo abbiamo un servizio a parte, la collocazione nell’ambiente.

Consegna e garanzia

Ogni esemplare nasce su ordinazione nel nostro laboratorio in Slovenia, quindi calcolate 15-45 giorni secondo la misura scelta; alle misure maggiori il tempo è di solito al limite superiore. Viaggia teso e protetto per il trasporto, incorniciato se avete scelto la cornice, in Italia e in altri quindici paesi dell’Unione europea, senza dogana. Prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita per approvazione, e a ogni ordine si applica la nostra disciplina dei resi. L’intera offerta si trova nella galleria Edgar Degas, mentre la sua vita è descritta nel nostro articolo su Edgar Degas.

Domande frequenti

Di quale opera si tratta?

È l’olio di Degas Ritratti alla Borsa, eseguito tra il 1878 e il 1879, 81,5 x 100,5 cm. È conservato al Musée d’Orsay di Parigi con il numero RF 2444, dove è registrato anche il secondo nome, À la Bourse.

Quanto è grande l’originale?

81,5 cm di larghezza e 100,5 cm di altezza. Con la cornice il museo indica 101 x 121 cm. La nostra misura 80 x 110 cm è la più vicina per grandezza, 40 x 50 cm la più vicina per proporzione.

Chi sono gli uomini nella scena?

La scheda del museo non li nomina, e nemmeno noi. Riporta un solo nome, quello del donatore: Ernest May donò l’opera al museo nel 1923. Se uno degli uomini dipinti sia lui, la scheda non lo dice.

Il pastello di New York è la stessa opera?

No, è un’opera diversa con lo stesso titolo: un pastello su carta applicata su tela, 72,1 x 58,1 cm, con il numero 1991.277.1. La nostra è l’olio più grande e si trova a Parigi.

Come è giunta l’opera all’Orsay?

Come dono. La scheda del museo riporta: donazione con riserva di usufrutto, Ernest May, 1923, ossia il donatore consegnò l’opera al museo mantenendo il diritto d’uso fino alla morte.

Dove si può vedere?

Al Musée d’Orsay di Parigi. Se in un dato momento sia esposta o in deposito, la scheda non lo dice.

Che cosa tiene davanti al viso l’uomo a destra?

Un piccolo biglietto bianco che gli copre la metà inferiore del viso. Che cosa vi sia scritto non è leggibile e la scheda del museo tace al riguardo, quindi nemmeno noi lo affermiamo.

L’originale è a olio o a pastello?

A olio, dipinto su tela, come indica la scheda del museo. Qui la nostra tecnica è la stessa dell’originale. Il pastello è l’altra versione, a New York.

Posso avere una misura non elencata?

Sì. Le otto misure sono la nostra scelta abituale, ma dipingiamo anche su vostra misura, compresa esattamente la proporzione dell’originale. Indicate dove sarà appesa l’opera, così adattiamo l’inquadratura.

È una stampa?

No. È un olio dipinto a mano sulla tela; le pennellate sono visibili e si sentono al tatto, e sui cappotti scuri traspare la trama, come nell’originale.

È adatta come regalo?

Sì, soprattutto per chi lavora con carte o numeri: per uno studio, un angolo di lavoro o una reception. Poiché ogni esemplare nasce su ordinazione, calcolate il tempo di esecuzione; se preferite lasciare la scelta, c’è il nostro buono regalo.

  • Soggetto: un angolo della sala della Borsa; un uomo in bombetta parla all’orecchio di un uomo barbuto che legge un foglio
  • Originale: Edgar Degas, olio su lino, 81,5 x 100,5 cm, Musée d’Orsay, Parigi (RF 2444)
  • La nostra versione: dipinta a mano a olio, otto misure da 30 x 40 a 120 x 160 cm
  • Da sapere: la scheda del museo non nomina nessuno degli uomini dipinti; l’unico nome è quello del donatore, del 1923

Quadri 100% dipinti a mano

Ogni quadro è dipinto da un artista con il pennello su tela – mai una stampa.

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