Descrizione
La fioraia è una tela del 1919 conservata al Metropolitan Museum of Art di New York con il numero 1996.403.9. Una giovane donna siede frontalmente davanti a noi in un corpetto quasi nero e una lunga gonna scura, le mani abbandonate in grembo, contro assi arancio ruggine e verde oliva. Da noi nasce come copia dipinta a mano, olio su tela, su ordinazione, in otto misure oppure nella misura che ci indicate; prima della spedizione vi inviamo una fotografia della tela finita.
| Titolo: | La fioraia |
| Altri titoli: | La Marchande de fleurs — Flower Vendor — Jeune femme assise, i titoli dei cataloghi |
| Pittore: | Amedeo Modigliani (1884–1920) |
| Anno di creazione: | 1919 – l’anno del museo; la letteratura più antica ha stampato 1917 per quarant’anni |
| Dimensione originale (larghezza × altezza): | 73,7 × 116,8 cm (29 × 46 pollici) |
| Tecnica originale: | olio su tela |
| Stile pittorico: | espressionismo, École de Paris |
| Dove si trova: | Metropolitan Museum of Art, New York (inv. 1996.403.9, lascito di Florene M. Schoenborn, 1995) |
| La nostra riproduzione: | copia dipinta a mano, olio su tela, otto misure o una misura su richiesta |
La fioraia – Amedeo Modigliani
Che cosa si vede sulla tela?
Una giovane donna siede rivolta verso di noi e riempie la tela dalle ginocchia in su. I capelli sono castani, tagliati corti, con una frangia bassa sulla fronte che si arriccia all’altezza della mascella. Il volto è un lungo ovale color arancio crema con un rossore caldo su entrambe le guance, una piccola bocca chiusa e un naso tracciato in una sola linea, e gli occhi sono mandorle azzurro-verdi pallide del tutto prive di pupille. Il collo è lungo e nudo. Indossa un corpetto quasi nero, più bluastro che nero morto, con un ampio colletto a punta; nell’apertura alla gola compare una camicia grigio-azzurra pallida. Una lunga gonna scura riempie il terzo inferiore, e le mani stanno abbandonate in grembo, una sopra l’altra, le dita aperte. Dietro di lei la parete è composta di assi verticali: un’ampia fascia arancio ruggine a sinistra, campi oliva e verde-gialli dietro la testa, e a destra una porta rosso ruggine con accanto un riquadro ocra. In basso, ai due lati, sta un blocco grigio. La firma è nell’angolo in alto a destra.
Un titolo in cui non c’è un solo fiore
Su questa tela non ci sono fiori. Non tiene nulla; nessun cesto, nessun mazzo, nessun banco. I termini di soggetto del museo sono ritratti e donne, nulla di floreale. I cataloghi hanno notato la stessa cosa e l’hanno risolta portando due titoli insieme: Ceroni registra l’opera come Jeune femme assise, giovane donna seduta, con La marchande de fleurs fra parentesi, e un’edizione milanese del 1927 la stampò come La Fioraia — il titolo con cui la vendiamo. Il titolo nomina un mestiere, non una scena, e nessuno sa chi per primo lo abbia attaccato. Sulla tela c’è una lavoratrice nei suoi buoni abiti scuri che posa per un pittore in un vano di porta, e Modigliani ha dipinto questo più di una volta: La servetta è la stessa proposta con un altro mestiere.
La scheda dell’originale, e un anno che la letteratura antica non usava
Qui il museo è preciso e indica tela e cornice: 46 × 29 pollici, cioè 116,8 × 73,7 cm, e separatamente una cornice di legno dorato di 133,4 × 90,2 × 6,4 cm. Tecnica olio su tela, firma modigliani in alto a destra, numero di inventario 1996.403.9, dipartimento di arte moderna e contemporanea. L’anno è ciò che si muove. Il museo indica il 1919, e così Ceroni, Lanthemann al numero 417, Parisot e Patani. Ma per quarant’anni la letteratura a stampa indicò il 1917: Salmon nel 1926, un’edizione milanese nel 1927, Pfannstiel nel 1929 e di nuovo nel suo catalogo del 1956 – dove la stessa opera è registrata due volte, come numero 122 e come numero 221 –, Roy nel 1958 e il catalogo della collezione che allora la possedeva, del 1965. Una scheda del 1963 indicò il 1915-16. Palesemente sbagliate sono anche due misure di catalogo, lontane un intero ordine di grandezza dall’oggetto che il museo ha misurato. Il museo non rilascia l’opera al pubblico dominio e non pubblica alcuna fotografia, perciò la descriviamo da una riproduzione pubblicata e lo diciamo; quella riproduzione è stampata con un bordo nero, ed è per questo che qui non serve ad alcuna misurazione. Le sue pagine ci rispondono con un limite di accesso anziché con una pagina, perciò il collegamento qui sopra è registrato a fronte della scheda d’oggetto del museo stesso, che porta il titolo, l’anno, la tecnica, entrambe le misure e il numero di inventario. L’opera ha anche una propria scheda su Wikidata. L’intera selezione si trova nella galleria di Amedeo Modigliani, e sul pittore abbiamo scritto un articolo più lungo.
Dove è stata l’opera?
Louis Libaude a Parigi la tenne fino al 1925; la Galerie Bing la ebbe poi fino al 1927 e la mostrò nel 1925 al numero 6 della propria esposizione di Modigliani – la terza catena di questo scaffale a passare per quella galleria, dopo Giovane donna con vestito giallo e Jeanne seduta col braccio sullo schienale. Poi le collezioni Lepoutre, Lecomte-Durey e Lederlin a Parigi e la vendita Lederlin alla Galerie Charpentier il 22 e 23 marzo 1933, lotto 136, dove raggiunse 23.090 franchi. Quindi la collezione Hessel, Zurigo, Madame Marquiset, e nel 1950 la galleria Paul Rosenberg a New York, numero di magazzino 5391 – la seconda catena Rosenberg di questo scaffale. Samuel e Florene Marx di Chicago la comprarono da Rosenberg il 3 novembre 1950 per 18.000 dollari; Florene Marx, poi signora Wolfgang Schoenborn, la ebbe fino alla morte, e per lascito arrivò al museo nel 1995. Fra quelle due date la collezione girò l’America sotto un titolo che dice a che cosa appartenga quest’opera: The School of Paris, il nome espositivo dell’École de Paris, al Museum of Modern Art nel 1965 e poi a Chicago, Saint Louis, Città del Messico e San Francisco. Un’altra tela del Metropolitan sta su questo scaffale come L’italiana.
Come nasce la nostra versione dipinta a mano?
La dipinge un pittore, con il pennello, a olio su tela, su vostra ordinazione. Ogni quadro artistico richiede alcune settimane e ogni copia riesce un poco a suo modo; è la conseguenza del fatto che lavora una persona e non una macchina. Due terzi di quest’opera sono un’unica massa scura, e tutto sta o cade su di essa: il corpetto e la gonna devono leggersi come un nero-blu profondo, con le pennellate ancora visibili dentro, mai come un nero piatto, altrimenti la figura diventa una sagoma. Contro quella massa l’incarnato è l’unica luce calda, arancio crema, e non va tirato al rosa o diventa ceroso. Le assi sullo sfondo sono il secondo problema: arancio ruggine, oliva, verde-giallo, rosso ruggine, tutte spezzate e strofinate anziché riempite in modo uniforme. Gli occhi sono azzurro-verdi e vuoti e tali devono restare. Le mani sono lunghe e molli, con le dita aperte; l’errore consueto è irrigidirle in una stretta. Prima della spedizione ricevete una fotografia della tela finita e la approvate. Non è mai una stampa.
Quale misura per quale parete?
Per questo motivo consigliamo 73 × 116 cm, e stavolta non è un compromesso: l’originale misura 73,7 × 116,8 cm, quindi questo gradino è l’opera quasi nella sua misura reale, entro un centimetro per lato, e allo 0,27 per cento dalla sua forma. Sulla sola proporzione 120 × 190 cm è ancora più vicina, allo 0,09 per cento, poi 50 × 80 cm e 100 × 160 cm allo 0,9; ma è un oggetto che occupa la stanza. L’opera è alta, scura e frontale e vuole una parete tutta sua – sopra un cassettone, in fondo a un corridoio, sopra un camino. La massa scura regge meglio su una parete chiara, bianca, avorio o grigio chiaro; su una parete scura sparisce. Un dipinto postimpressionista in una misura non elencata non è un problema: lo realizziamo su ordinazione.
Domande frequenti
Dove si trova l’originale?
Al Metropolitan Museum of Art di New York, numero di inventario 1996.403.9, lasciato da Florene M. Schoenborn nel 1995.
Ci sono fiori nel dipinto?
Nessuno. Il titolo nomina il suo mestiere, non la scena, e i cataloghi portano anche il titolo più semplice Jeune femme assise, giovane donna seduta.
Perché i vecchi cataloghi indicano il 1917?
Perché la letteratura portò il 1917 dagli anni Venti agli anni Sessanta. Il museo e i cataloghi moderni indicano il 1919.
Quanto segue da vicino le proporzioni dell’originale?
L’originale misura 73,7 × 116,8 cm, ed è proprio la misura che teniamo in elenco: 73 x 116 cm. Il rapporto è quello dell’originale, senza scarto.
- Soggetto: una giovane donna seduta frontalmente, corpetto quasi nero e lunga gonna scura, mani abbandonate in grembo, assi arancio ruggine e oliva alle spalle
- Originale: 73,7 × 116,8 cm, olio su tela, 1919, Metropolitan Museum of Art, inv. 1996.403.9
- La nostra versione: olio su tela dipinto a mano, otto misure o su misura, con fotografia da approvare prima della spedizione
- Da sapere: nel dipinto non c’è un solo fiore, e la letteratura lo datò al 1917 per quarant’anni prima che il museo si fermasse sul 1919
Gli occhi su questa tela sono dipinti senza pupille. Abbiamo contato tutte le 76 opere di Modigliani su questo scaffale: 53 sono così, 17 no – opera per opera.









































