Descrizione
La ronda dei carcerati (da Doré) è il quadro che Vincent van Gogh dipinse nel febbraio 1890 nel manicomio di Saint-Rémy-de-Provence, da un’incisione di Gustave Doré: una fila di carcerati cammina in cerchio sul fondo di uno stretto cortile di prigione, chiuso da alti muri di mattoni blu-verdi, mentre a destra tre uomini con il cappello osservano. L’originale misura 80 x 64 cm ed è esposto al Museo Puškin di Mosca. Noi lo dipingiamo a mano a olio su tela, in 16 misure da 40 x 50 a 127 x 160 cm o su misura, e prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita da approvare.
| Titolo: | La ronda dei carcerati (da Doré) |
| Altri titoli: | Prisoners’ Round (after Doré) · The Prisoners’ Round · Prisoners Exercising · Il penitenziario (da Doré) |
| Pittore: | Vincent van Gogh (1853–1890) |
| Anno di realizzazione: | febbraio 1890, Saint-Rémy-de-Provence |
| Dimensioni originali: | 80 cm x 64 cm |
| Tecnica originale: | Olio su tela |
| Stile: | Postimpressionismo |
| Collocazione: | Pushkin Museum, Mosca |
| La nostra riproduzione: | Olio su tela dipinto a mano, 16 misure o su misura |
La ronda dei carcerati (da Doré) – Vincent van Gogh
Che cosa raffigura il quadro La ronda dei carcerati (da Doré)?
Una lunga fila di carcerati con berretto e abiti grigio-verdi cammina uno dietro l’altro in un cerchio stretto, con le mani in tasca o giunte dietro la schiena; le loro ombre si allungano sul selciato. Il cielo non c’è: da ogni lato i muri di mattoni salgono oltre il bordo superiore della tela, e in alto si aprono quattro piccole finestre ad arco. A destra, fuori dal cerchio, tre uomini con cappello e cappotto scuro stanno a guardare, uno di loro con il cilindro.
Secondo Wikipedia i carcerati sfilano davanti a dei detective che devono memorizzarne i volti. La profondità del cortile è dipinta in toni blu e verdi, i mattoni più illuminati in alto con tocchi rossi e arancio, e ancora più su due piccole farfalle bianche volano lungo il muro. Un carcerato in testa al gruppo, senza berretto e con il volto più chiaro, ha girato la testa e guarda verso di voi.
Perché Van Gogh copiò il cortile di prigione di Doré?
Perché non poteva uscire a dipingere. Da maggio 1889 a maggio 1890 Van Gogh visse nel manicomio di Saint-Paul a Saint-Rémy e per lunghi periodi non poté dipingere dal vero. Il direttore e il fratello Theo lo incoraggiarono a continuare, così copiò stampe di opere di altri artisti, traducendone il bianco e nero nei suoi colori.
Il modello era Newgate – Exercise Yard, un’incisione di Gustave Doré pubblicata nel 1872 nel libro London: A Pilgrimage, realizzato da Doré con lo scrittore Blanchard Jerrold. Van Gogh lavorò su una xilografia di Héliodore Pisan, stampata nella rivista olandese De Katholieke Illustratie. Su quel foglio tracciò una griglia per rendere meglio le proporzioni; oggi lo conserva il Van Gogh Museum. Il 12 febbraio 1890 scrisse a Theo: «Ho provato a copiare i Bevitori di Daumier e il Penitenziario di Doré, è molto difficile». La lettera intera, con le note sulla stampa, si legge nell’edizione online delle sue lettere (in inglese).
Che cosa significa La ronda dei carcerati?
Van Gogh non lasciò spiegazioni, ma il soggetto era vicino alla sua vita: dipinta in un manicomio, la scena richiama la sua reclusione e il suo isolamento, un uomo solo in un cerchio di altri uomini. Il pittore Émile Bernard vide la tela fra quelle appese intorno alla bara di Van Gogh nel luglio 1890 e scrisse di forzati che girano in tondo tra alte mura di prigione, una tela «di una ferocia terrificante» e insieme simbolo della sua fine.
Il carcerato che si volta verso di voi porta gran parte di questa lettura. La voce di Wikipedia sul quadro riferisce che secondo alcuni critici si tratterebbe di un autoritratto, e la versione inglese nota che i suoi tratti potrebbero somigliare a quelli di Vincent. Prendetela come interpretazione, non come fatto. Di certo il quadro mostra il contrasto tra il cerchio senza fine in basso e la luce calda con le due farfalle in alto.
Dove si trova l’originale?
L’originale è al Museo Puškin di Mosca. È un olio su tela alto 80 cm e largo 64 cm, registrato nei cataloghi delle opere di Van Gogh come F669 e JH1885.
Dopo la morte di Theo, nel gennaio 1891, passò alla vedova Johanna van Gogh-Bonger, poi a Willy Gretor, Maurice Fabre e Alexandre Berthier, principe di Wagram. Entro il 1909 apparteneva al collezionista moscovita Ivan Morozov. La sua collezione fu nazionalizzata dopo la rivoluzione ed entrò nel Museo statale di nuova arte occidentale, e nel 1948 il quadro passò al Museo Puškin. Ha ispirato anche una scena di prigione nel film Arancia meccanica di Stanley Kubrick, del 1971.
La ronda dei carcerati o un’altra delle sue copie – quale scegliere?
La ronda dei carcerati appartiene a un piccolo gruppo di quadri che Van Gogh dipinse in manicomio da stampe di altri artisti. Pietà (da Delacroix), del settembre 1889, segue una litografia da Eugène Delacroix: la Vergine piange il Cristo morto, in blu profondo e oro. La siesta risale a Jean-François Millet: due mietitori dormono nel fieno a mezzogiorno, in giallo e blu. Sulla soglia dell’eternità, del maggio 1890, rielabora una sua litografia giovanile di un vecchio accanto al fuoco.
Scegliete La ronda dei carcerati per un soggetto serio con una storia, e La siesta per una copia calma e solare. Per un paesaggio invece di una copia ci sono i Cipressi, dipinti a Saint-Rémy nel 1889.
Come nasce la nostra Ronda dei carcerati dipinta a mano?
Il pittore traccia prima il cortile, il cerchio delle figure e i tre uomini a destra, e controlla le proporzioni sull’originale. Poi vengono i muri di mattoni in blu, verde e tocchi di rosso, il selciato con le ombre lunghe, i carcerati uno per uno, gli uomini con il cappello, e infine le finestre, il volto chiaro in primo piano e le due farfalle. La nostra riproduzione dipinta a mano nasce a olio su tela con un vero impasto: il colore viene steso in spessore, così le pennellate si alzano dalla tela come sull’originale e catturano la luce.
In questo quadro il rilievo conta soprattutto sui muri, dove ogni mattone è una pennellata, e sul selciato. Una stampa mostra solo una superficie piatta, sul nostro quadro le pennellate sono reali.
Ogni quadro è una copia dipinta a mano, realizzata apposta per il vostro ordine, quindi non ce ne sono due identici.
Quale misura per quale parete?
In breve: 49 x 60 o 54 x 65 cm sopra una scrivania o un cassettone, 64 x 80 cm per la grandezza dell’originale, 80 x 100 o 90 x 110 cm sopra un divano, 127 x 160 cm per una grande parete libera. Il formato verticale sta bene su una parete stretta, tra due finestre, in corridoio o lungo una scala.
Le misure sono 16: 40 x 50, 49 x 60, 50 x 62, 54 x 65, 60 x 70, 64 x 80, 70 x 90, 74 x 94, 80 x 100, 85 x 105, 90 x 110, 100 x 120, 105 x 125, 109 x 135, 120 x 150 e 127 x 160 cm (larghezza x altezza). L’originale è largo 64 cm e alto 80 cm, quindi la nostra misura 64 x 80 cm è esattamente quella del quadro di Mosca. I toni blu-verdi stanno bene su una parete bianca o grigio chiaro. Il soggetto è serio e si addice a uno studio, una biblioteca, un ufficio o un corridoio più che a una cameretta; come dipinto a olio con una storia attira lo sguardo anche in un ingresso. Un quadro per il soggiorno dovrebbe occupare circa due terzi della larghezza del mobile sottostante.
Appendetelo con il centro della tela a circa 150 cm da terra. Sopra un divano o un cassettone lasciate 20–30 cm tra il mobile e il bordo inferiore.
E se mi serve una misura diversa o una cornice?
Se nessuna delle 16 misure va bene per la vostra parete, lo dipingiamo su misura. Restate vicini alle proporzioni dell’originale, altrimenti il cortile e le figure si schiacciano o si allungano. Inviateci larghezza e altezza desiderate e vi comunichiamo prezzo e tempi. Ogni quadro su tela che realizziamo è montato su un telaio di legno e pronto da appendere.
Per la cornice usate la nostra applicazione 3D: mostra su questo soggetto ogni nostro profilo, così potete confrontare oro, argento, nero, bianco e legno naturale – l’applicazione serve esclusivamente alla scelta della cornice. Vedere il quadro sulla vostra parete è il nostro servizio separato di ambientazione. Una semplice cornice scura chiude il cortile come i muri stessi, una cornice in oro antico riprende i mattoni caldi in alto.
Come funzionano consegna e garanzia?
Ogni quadro nasce su ordinazione nel nostro atelier in Slovenia, quindi calcolate da 15 a 45 giorni, a seconda della misura scelta. Lo spediamo teso e protetto per il trasporto, incorniciato se avete scelto la cornice, in Italia e nell’UE senza dogana. Prima della spedizione ricevete una fotografia dell’opera finita per l’approvazione, e correggiamo tutto ciò che non va. Per ogni ordine vale la nostra politica di reso.
Gli altri quadri di Van Gogh sono nella galleria Vincent van Gogh, e altro sul pittore si trova nel nostro articolo su Vincent van Gogh. Se è un regalo e non siete sicuri della misura, c’è il buono regalo, con cui chi lo riceve sceglie da sé.
Domande frequenti
Dove si trova oggi La ronda dei carcerati di Van Gogh?
Al Museo Puškin di Mosca. Ci arrivò nel 1948 dal Museo statale di nuova arte occidentale, che aveva ricevuto la collezione nazionalizzata di Ivan Morozov, proprietario del quadro entro il 1909. Non è al Van Gogh Museum di Amsterdam, anche se lì si conserva la stampa da cui lo dipinse.
Quando e dove Van Gogh dipinse La ronda dei carcerati?
Nel febbraio 1890, nel manicomio di Saint-Paul vicino a Saint-Rémy-de-Provence, dove visse da maggio 1889 a maggio 1890. Il 12 febbraio 1890 scrisse a Theo di aver provato a copiare il penitenziario di Doré e che era molto difficile. Morì nel luglio dello stesso anno, circa cinque mesi dopo.
Che cosa succede nella Ronda dei carcerati?
I carcerati sono all’ora d’aria: una lunga fila di uomini gira in cerchio in un cortile chiuso tra alti muri di mattoni, senza vista sul cielo. Secondo Wikipedia sfilano davanti a dei detective, i tre uomini con il cappello a destra, perché questi ne memorizzino i volti.
Perché Van Gogh copiò Doré per La ronda dei carcerati?
Perché in manicomio non poteva dipingere dal vero, mentre il direttore e Theo lo spingevano a continuare. Copiò quindi stampe da altri artisti, tra cui Millet, Delacroix, Daumier e Doré. Per questo quadro usò una xilografia da Doré di Héliodore Pisan, uscita in una rivista olandese, su cui tracciò lui stesso una griglia.
Nella Ronda dei carcerati c’è Van Gogh stesso?
Forse, ma non è certo. Il carcerato in testa al gruppo, senza berretto e con il volto più chiaro, gira la testa verso chi guarda, e secondo alcuni critici si tratterebbe di un autoritratto. Anche Wikipedia in inglese nota una possibile somiglianza. Van Gogh non lo scrisse in nessuna lettera, quindi resta un’interpretazione.
Qual è il significato della Ronda dei carcerati?
Di solito la si legge come una scena di reclusione, dipinta da un uomo che viveva in manicomio. Émile Bernard, che la vide accanto alla bara di Van Gogh, la definì una tela di una ferocia terrificante e simbolo della sua fine. Van Gogh scrisse soltanto che era stata molto difficile da copiare.
Quanto è grande l’originale della Ronda dei carcerati?
L’originale è alto 80 cm e largo 64 cm, in formato verticale. La nostra misura 64 x 80 cm è identica, così il quadro sulla vostra parete è grande come quello di Mosca. Ci sono 16 misure da 40 x 50 fino a 127 x 160 cm, e dipingiamo anche su misura per una parete precisa.
La ronda dei carcerati è un buon quadro da regalare?
È un regalo serio, non allegro. È adatto a chi conosce la vita e le lettere di Van Gogh o le incisioni di Doré su Londra, oppure a uno studio, una biblioteca o un ufficio dove deve stare un quadro artistico con una storia. Per un regalo più luminoso dallo stesso manicomio, forse vanno meglio i Cipressi.
La vostra Ronda dei carcerati ha le pennellate in rilievo dell’originale?
Sì. Dipingiamo la nostra copia con la tecnica dell’impasto: il colore viene steso in spessore, così le pennellate si alzano dalla tela come sull’originale di Van Gogh. Si vede meglio sui muri di mattoni, dove ogni mattone è una pennellata, e sul selciato del cortile, dove il rilievo cattura la luce.
- Soggetto: carcerati che girano in cerchio in uno stretto cortile tra alti muri di mattoni blu-verdi, osservati da tre uomini con il cappello.
- Originale: febbraio 1890, Saint-Rémy, 80 x 64 cm, Museo Puškin, Mosca.
- Il nostro: olio su tela dipinto a mano, in 16 misure da 40 x 50 a 127 x 160 cm o su misura.









































